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Gigantografia a Castruccio, la maggioranza prende le distanze: “Altro che eroe, portò Lucca alla rovina”

I gruppi consiliari che sostengono Tambellini attaccano Barsanti: "Inaccettabile la sua iniziativa"

“Castruccio eroe di Lucca”: la gigantografia affissa da Difendere Lucca in piazza Antelminelli spinge la maggioranza che sostiene il sindaco Tambellini a prendere le distanze dall’iniziativa.

“È inaccettabile che chi siede in Consiglio comunale in spregio a qualsiasi regola – spiega la maggioranza in una nota – collochi senza autorizzazioni propaganda politica abusiva camuffata da operazione ‘culturale’ con tanto di logo della lista in una delle piazze monumentali più importanti del centro storico.  Se c’è da difendere Lucca, difendiamola prima di tutto dall’ignoranza e dalla superficialità. Si può studiare di più e meglio per restituire un’immagine autentica e non idealizzata dei personaggi che si vorrebbero celebrare. Castruccio Castracani fu uno dei più grandi condottieri del suo tempo, fu esaltato da Machiavelli che vi intravide il suo Principe spietato e violento, ma i fatti ci dicono anche che condusse Lucca alla rovina. Con la sua signoria la nostra città perse la libertà e finì per 40 anni sotto dominazioni straniere, impoverita dalla guerra, saccheggiata dagli occupanti e stritolata dalla crisi economica”.

“Non si può dimenticare – aggiunge – che Castruccio tradì la sua città natale: il 14 giugno 1314 fu uno degli organizzatori dell’occupazione e saccheggio, il più grave della storia  di Lucca, durante il quale, oltre alle stragi e alle violenze, interi quartieri furono dati alle fiamme e l’archivio pubblico andò distrutto. Per questo motivo non abbiamo documentazione della fase più antica della storia del Comune di Lucca. Castruccio svuotò e sostituì le istituzioni assembleari comunali con il suo governo tirannico, un potere politico mantenuto con la guerra e con la violenza. Il signore, poi duca di Lucca fece costruire una grande fortezza interna alla città – l’Augusta – affidandola a un esercito di mercenari per schiacciare qualsiasi possibile tentativo di rivolta e ritorno alla libertà”.

“A poco servirono gli effimeri successi militari del condottiero in Toscana. Alla sua morte Lucca perse tutto, restò ostaggio dei mercenari tedeschi, della fortezza Augusta e fu venduta al miglior offerente. Iniziò un cupo periodo di dominazioni straniere che fu superato solo nel 1369 quando, grazie soprattutto alle finanze delle comunità lucchesi all’estero, la libertà fu riacquistata a peso d’oro dall’imperatore Carlo IV e la fortezza fu distrutta per ordine del nuovo governo popolare. Per tutto questo all’inizio del Novecento perfino l’intitolazione al grande condottiero del viale omonimo provocò una forte divisione dell’opinione pubblica lucchese e nessun monumento è mai stato eretto a Lucca. Una tradizione e una scelta che riteniamo ancora oggi saggia, fondata e pienamente condivisibile; gli autoproclamati ‘discendenti’ di Castruccio ne vogliano forse ripercorrere le tiranniche strade?”.

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