L’assessore silurato lascia Lucca Civica: “Abbandonato anche da chi consideravo una famiglia”

Marchini: "Impossibile che il sindaco prima di decidere non abbia sentito il gruppo e se lo ha fatto poi ha scelto di fare come gli pareva"

Silurato dal sindaco ma anche abbandonato da Lucca Civica, la lista di cui faceva parte ma che Celestino Marchini ha deciso di lasciare. Una decisione sofferta (e irrevocabile), per la quale l’ex assessore della giunta Tambellini si è preso una decina di giorni di riflessione. Poi è arrivato alla conclusione che il suo gruppo, o non potendo o non volendo, non ha preso le sue parti di fronte al sindaco.

Eravamo, permettetemelo, una grande famiglia – afferma -, ognuno con le sue peculiarità, spesso abbiamo discusso, anche aspramente, ma mai oltre le righe. Spesso avevamo idee diverse, ma provenendo, quasi tutti, dalla società civile, era per noi la normalità. Non avevano un “capo” che ci diceva cosa fare o non fare, si discuteva, ci arrabbiavamo, ma mai ci sono state offese. Eravamo un bel gruppo a servizio della città. Sul lato umano niente da dire, compreso la grande solidarietà nei miei confronti dopo il siluramento. Però una cosa è l’aspetto umano, un’altra l’aspetto politico. Qui ritengo, naturalmente è il mio parere, suffragato da tante altre persone che mi hanno telefonato e scritto in questi giorni, che qualcosa non torni”.

Da qui Marchini passa all’attacco: “Non esiste in politica che un assessore sia cacciato per una divergenza di parere su una pratica fuori dal programma elettorale, senza che il proprio gruppo politico non chieda alle parti prima dell’evento (decreto del sindaco) un incontro per capire le motivazioni udendo le due campane. Non è pensabile che il sindaco, pur potendolo fare, non abbia sentito Lucca Civica o qualche esponente di rilievo di Lc: pertanto le cose sono due, o il sindaco, sentito Lucca Civica, ha deciso di fare come gli pare, oppure Lucca Civica non ha potuto oppure ha deciso di non appoggiare il suo assessore. Nella prima ipotesi Lucca Civica inciderebbe modestamente politicamente parlando, nella seconda ipotesi avrebbe scaricato il suo assessore sempre politicamente parlando. Un colloquio ora, successivo al siluramento, non ha più ragione di essere, per dire cosa, e se le mie ragioni fossero esaustive cosa farebbe Lucca Civica, sfiducerebbe il sindaco. No, visto i vari comunicati di questi giorni”.

Ma Marchini disegna anche un altro scenario: “Altra soluzione o questione, per la quale propendo, è la decisione sia stata istintiva (potrebbe essere visto il lasso di tempo) o programmata (visto che circa un anno fa qualcuno, non l’ultimo arrivato, disse ‘Lucca Civica deve scomparire’ e ci fece arrabbiare non poco). E non posso negare che in quel periodo sono stato difeso da Lucca Civica di fronte ai vertici dell’amministrazione che evidentemente non mi ha mai amato. Ai posteri l’ardua sentenza. Quindi prendo atto di quanto suddetto e, vi assicuro non ci ho dormito in queste notti, comunico al coordinatore, al consiglio direttivo e a tutti i componenti l’associazione le mie dimissioni immediate ed irrevocabili da Lucca Civica. Naturalmente continuerò a considerarvi amici perché la vita mi ha insegnato a dividere i rapporti politici dai rapporti umani”.

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