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Mozione a sostegno del Ddl Zan contro l’omotransfobia, Fdi: “Limita la libertà di pensiero”

Gli esponenti del partito della Meloni votano no: "Non vogliamo diventare 'omofobi per legge' a causa di un testo ideologico"

Si discute in queste ore in consiglio comunale la mozione a sostegno del Ddl Zan contro l’omotransfobia. Fratelli d’Italia voterà convintamente no al testo presentato dalla maggioranza.

“In questo momento – dice – l’Italia ha bisogno di tutto, ma non certo di una legge ideologica”. Lo ha dichiarato il capogruppo Marco Martinelli durante la discussione.

“Il nostro paese – ha proseguito il capogruppo di Fratelli d’Italia – ha oggi ben altre priorità legate all’enorme sofferenza sanitaria, economica e sociale in cui la pandemia ci ha precipitato. È grave in questo contesto, la tenace intenzione di alcune forze di sinistra di portare all’esame del Senato il disegno di legge sull’omofobia, approvato alla Camera quattro mesi fa. Il Ddl Zan non è una priorità e limita la libertà di pensiero. Il nostro appello verso il parlamento è quello di concentrarsi su vaccini, riaperture, crisi e turismo non sul Ddl Zan. Rispetto alle critiche mosse dopo il passaggio alla Camera del testo ora proposto al Senato nulla di significativo è cambiato, mentre restano tutte le criticità liberticide e la possibilità di introdurre forme di indottrinamento delle teorie Ggnder nelle scuole di ogni ordine e grado, senza alcun contraddittorio o voce plurale sui temi sensibili della sessualità”.

“Se dovesse passare il ddl Zan – ha concluso Martinelli – potremmo quindi diventare “omofobi per legge” ed essere chiamati a difenderci davanti ad un giudice per aver semplicemente affermato, ad esempio, che tutti i bambini hanno diritto ad un padre e una madre o e che l’utero in affitto è una barbarie e chi alimenta questo mercato un criminale, come già successo ad alcuni noti scrittori progressisti anglosassoni”.

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