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Diritti civili, in Consiglio è scontro sul ddl Zan

Ferma la linea dell'opposizione: "Una legge liberticida". Unita la maggioranza: "Una legislazione a tutela di tutti"

E’ scontro in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione sul disegno di legge Zan, a breve in esame al Senato e al centro della discussione al consiglio di ieri (13 aprile) con  mozioni di tenore opposto presentate dai consiglieri Minniti (Lega), Martinelli (FdI) e Bianucci (Sinistra con Tambellini).

Il tema della violenza di genere è un argomento molto caldo e di estrema attualità e che immancabilmente ritorna alla ribalta a seguito di fatti di cronaca, come l’aggressione avvenuta a Roma pochi giorni fa ai danni di una coppia gay che aveva, come unica responsabilità, quella di essersi scambiati alcuni baci in pubblico.
Il disegno di legge Zan va a modificare il contenuto degli articoli 604 bis e 604 ter del codice penale, rubricati come delitti contro l’uguaglianza, per aggiungere alle fattispecie già dotate di tutela (razziali, etniche, nazionali o religiose) quelle relative al “sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità”.

La discussione politica sull’argomento vede contrapposte due visioni completamente divergente su questo disegno di legge, se da una parte c’è chi sostiene gli articoli contenuti come un gesto di condanna verso delle forme di violenza, dall’altra c’è chi ritiene che la legge altro non è che una scusa per introdurre le ideologie gender all’interno delle scuole e per minare la libertà di chi ha idee legate alla famiglia tradizionale.

Le mozione sull’argomento, in discussione all’ordine del giorno, sono tre, dal consigliere capogruppo della Lega, Giovanni Minniti, viene presentata la mozione numero 94 di condanna al disegno di legge Zan sull’omofobia, dal consigliere capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Martinelli, viene presentata la mozione numero 115 contro ogni tipo di discriminazione sull’espressione del pensiero e dal consigliere Daniele Bianucci di Sinistra con Tambellini viene presentata una mozione di diverso tenore e dal segno opposto, in appoggio al nuovo disegno di legge.

“Questo disegno di legge è un insulto al diritto e al buon senso – esordisce il consigliere della Lega, Giovanni Minniti –. Non è certo questo il momento storico per occuparsi di queste cose. Stiamo vivendo una pandemia e una crisi economica, molte attività rischiano di fallire e un ex ministro subisce anche un processo per sequestro di persona, cercando di eliminare un leader dal panorama politico. Oggi si cerca di far passare una legge liberticida finalizzata a reprimere il dissenso con il carcere, ad impedire la libera di manifestazione del pensiero, qualunque esso sia. Questo è grave, perché non stiamo parlando di uno stato africano o del sud America, che palesemente violano i diritti umani, ma è un paese europeo, l’italia – prosegue il consigliere Minniti – Si cerca di far passare leggi liberticide per contrastare presunte discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o identità di genere. Il disegno legge Zan non è certo una conquista, là dove prevede il carcere per chi commette reati d’odio, per esempio il crimine d’odio, di pura invenzione normativa e priva di una descrizione del fatto sanzionato. In tal modo sarà lasciato spazio alla libera interpretazione di giudici e pubblici ministeri che sanzioneranno chiunque non si allineerà con il pensiero unico dominante e in particolare i genitori che non vorranno far partecipare i figli all’indottrinamento lgbt nelle scuole e anche i sacerdoti fedeli alla tradizione cattolica. Il ddl non è affatto segno di libertà, anzi l’esatto contrario è il tentativo di soffocare il diritto di espressione, i comportamenti discriminatori sono già adeguatamente sanzionati dal nostro ordinamento giuridico, ed è assurdo aggiungere una tutela solo per alcuni soggetti, basata esclusivamente sull’orientamento sessuale. Il ddl – conclude Minniti – è fatto, non per sanzionare i crimini d’odio, ma per sanzionare chi ha un pensiero diverso e che non si riconosce nei modelli gender e lgbt. Se questo disegno diventasse legge tutto ciò contrasterebbe con il diritto costituzionale sul libero pensiero”.

Le parole del consigliere Minniti vengono condivise dal consigliere di opposizione Marco Martinelli: “Il ddl Zan non è un’urgenza, è urgente che la politica si interessi di della sanità, della scuola, delle riaperture e della crisi economica, è insensato che il parlamento italiano si perda in funzione di un ddl divisivo e che alza un muro invalicabile. Il ddl Zan è un disegno di legge ideologico, crea una deriva liberticida e forme di indottrinamento proprie del pensiero gender. Non esiste nessun vuoto normativo e certi reati nel nostro codice penale sono già adeguatamente sanzionati”.

Della stessa opinione è anche la consigliera Simona Testaferrata: “Il disegno di legge Zan crea una deriva liberticida e va contro ogni diritto che i nostri padri costituenti hanno costruito. Attraverso questo torniamo indietro di anni e anni. La nostra mozione va contro ogni tipo di discriminazione, per una libera manifestazione del pensiero”.

Il consigliere di Sinistra con Tambellini, Daniele Bianucci, è di parere completamente opposto rispetto a quello del capogruppo della Lega in Consiglio, Giovanni Minniti: “Vorrei evidenziare che il partito della Lega sta cercando di insabbiare il ddl Zan ed è evidente dal comportamento del capogruppo di commissione giustizia della Lega. Io penso invece che sull’argomento si possa e si debba parlare, si può essere anche contrari, ma trovo poco legittimo e liberticida che una forza politica faccia di tutto per non parlarne. Entrando nel merito – prosegue – la maggioranza propone una mozione già proposta da parte delle amministrazioni che fanno parte della rete contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed entità di genere. In molte parti del paese queste mozioni vengono portate avanti anche da amministrazioni di centro destra. Su di un tema così importante e decisivo che ha a che fare con la vita di molti cittadini non ci dovrebbero essere simili divisioni. Valuto gli interventi che mi hanno preceduto come assurdi e falsi, il testo è semplice, sono appena quattro pagine e non si parla minimamente di reati di opinione. Il provvedimento non è assolutamente anticostituzionale e la prova è che il Presidente della Repubblica Mattarella ha chiesto un impegno importante per approvare il provvedimento. Semplicemente la legge Zan da più forza e maggior corpo a violenze nei confronti di persone, che nell’attualità subiscono profonde discriminazioni e la violenza non è un reato di opinione”.

“Il tema è di estrema attualità e va affrontato nel giusto modo senza esasperare i toni, senza collocarsi in posizioni intransigenti, con il rischio di alzare lo scontro tra le parti e allontanarsi dal problema della violenza che è un problema reale – dice il consigliere Marco Barsella – Siamo tutti consapevoli delle priorità urgenti del paese, ma non si può rimandare sempre e la politica ha il dovere di occuparsene e questo è un tema a cui la politica deve dare una risposta. Secondo me il ddl Zan può essere una risposta, ma dubito sia una risposta duratura, perché è evidente che nel nostro ordinamento giuridico esistono già strumenti di tutela penale in caso di discriminazioni, come diceva il consigliere Martinelli, e questo potrebbe minarne l’efficacia. Io non noto risultati incisivi che si possono ottenere da questa legge, ma contemporaneamente, non trovo che mini le libertà di opinione di un individuo. Cerchiamo di togliere l’ideologizzazione da questo tema”.

Di parere contrario alla mozione presentata da Bianucci è il consigliere di opposizione Fabio Barsanti: “Quando si vuole dare la priorità per l’approvazione di certi provvedimenti, il dibattito viene sempre influenzato da avvenimenti di cronaca che sono utilizzati per dare una mano in questo senso. Condanniamo in modo unanime ogni tipo di violenza ma di certo non c’è necessità o urgenza di affrontare questo argomento, io almeno non la vedo”.
Oggi fossilizzarsi sul ddl Zan è un errore – continua Barsanti – sono molti i provvedimenti fermi, ed alcuni di questi hanno argomenti ancora più urgenti. Non si può dire che ci sia un vuoto normativo nel nostro ordinamento sulle violenze, è la certezza della pena il vero problema di questa nazione, non trovare nuovi tipi di fattispecie, ci sono già delle aggravanti. Nel momento in cui si va ad aumentare la pena per reati compiuti contro a determinate categorie di persone, c’è il rischio di considerare diverse delle aggressioni che hanno sempre come fine quello della violenza”.

Sul fatto che non ci sia urgenza di trattare simili argomenti nel momento attuale, ribadisce le proprie idee anche il consigliere Minniti: “Trovandoci in questa situazione di disgrazia pandemica, mi pare evidente che oggi le cose a cui pensare in Senato siano ben altre. La questione non è quella della lotta alla violenza, ma della libertà assoluta di pensiero, perché esistono già delle leggi per punire chi si rende colpevole di simili gesti di violenza”.

Dice la sua anche il consigliere di Lucca Civica Claudio Cantini: “Il ddl Zan è fermo non per un ritardo, ma per un ostruzionismo politico fatto da una forza presente nel nostro parlamento e questa è una delle più grosse limitazioni della libertà. Si stanno dando delle intenzioni a questo decreto, che non sono scritte da nessuna parte, nessuno vieta la parola a chi sostiene l’idea della famiglia tradizionale. Il disegno di legge Zan è a tutela di tutti”.

“Oggi l’omosessualità è un reato in molti paesi del mondo – dice il consigliere Massimiliano Bindocci – in alcuni c’è addirittura l’ergastolo e la discriminazione è un problema enorme anche da noi, ed è un tema importante. Le vittime della discriminazioni ci sono, esistono, la legge Zan individua un reato specifico e punisce anche la sua istigazione, la normativa è abbastanza semplice. Il reato è stabilito da una fattispecie ben definita e c’è un problema di tassatività ed è stato posto in Commissione affari costituzionali, tanto che la norma è stata modificata proprio per evitare il reato di opinione. Praticamente si sta allargando la legge Mancino ad una nuova fattispecie di odio e discriminazione – prosegue Bindocci – Penso che la legge sia scritta male, ma con un ottimo spirito, volto a punire coloro che diffondo l’odio. Vanno però stabilite bene le linee della nuova fattispecie, in modo che un giudice non faccia un interpretazione estensiva. Spero che la legge venga emendata e fatta un po’ meglio e che diventi veramente efficace. Sul tema esprimo solo poche parole, che siamo tutti uguali e abbiamo gli stessi diritti”.

Esprime la sua opinione il capogruppo della lista civica SìAmo Lucca, Remo Santini: “Voglio citare due interventi autorevoli sull’argomento e contrapposti, come contrapposti sono stati i commenti di stasera. Mantovano, consigliere della suprema corte di cassazione, è certo che si voglia introdurre, con il disegno di legge Zan, una legge bavaglio, perché le aggravanti nel nostro codice esistono già per motivi futili e abietti. Un altro magistrato dice al contrario che la proposta è formulata per perseguire l’istigazione, non la propaganda e che nessuno può essere processato per le proprie idee. Anche da parte di persone con la massima autorità in campo giuridica, si hanno idee diverse, è un tema, è una materia importante e non dovrebbe dividere. Bisognerebbe trovare una visione comune, concentrarsi su ciò che condividiamo senza intestardirsi sulle nostre posizioni – conclude Santini – Io mi trovo in linea con la mozione del consigliere Minniti, ma noi del gruppo SìAmo Lucca non intendiamo votare nessuna mozione all’ordine del giorno, perché penso che alla fine, non credo che l’approvazione della legge sia influenzata dall’esito della votazione del Consiglio comunale di stasera”.

Il consigliere Bianucci esprime qualche precisazione: “Vorrei dare solo un chiarimento, non c’è nessun rischio di indottrinamento perché non si sa neanche che cosa sia l’indottrinamento della teoria Gender, nel disegno di legge si chiede soltanto la tolleranza e la non violenza verso chi ha ideologie diverse dalle nostre. Non esiste questa preoccupazione, è solo un paravento”.

Ma il consigliere di opposizione Fabio Barsanti insiste: “Il rischio di questa legge, è che dia la possibilità, che in un organismo come la scuola, dove ci son degli adulti che hanno a che fare con dei ragazzi, si possa propagandare, influenzare e indottrinare, in una sfera che sotto i quattordici anni non dovrebbe coinvolgere bambini e ragazzi, che è quella dell’orientamento sessuale che si va ad influenzare quando si dice loro che non esiste un sesso biologico”.

Le tre mozioni sul ddl Zan vengono messe in votazione, la mozione del consigliere Minniti viene respinta con 6 voti favorevoli un astenuto e 22 voti contrari. Anche la mozione del consigliere Martinelli viene respinta con 6 voti favorevoli un astenuto e 22 voti contrari. La mozione del consigliere Bianucci viene approvata con 22 voti favorevoli, un astenuto e 6 contrari.

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