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Manifattura sud, opposizione ‘svela’ il progetto: 4mila metri di negozi, 25 appartamenti e un convitto per studenti foto

All'area commerciale si accederebbe direttamente dalla passerella sulle Mura. L'idea sarebbe stata protocollata da Fondazione Crl e Coima lo scorso 1 marzo

Manifattura sud, l’opposizione ‘svela’ il progetto nel dettaglio. Sarebbe stato protocollato, secondo Remo Santini e Alessandro Di Vito di SiAmo Lucca, Fabio Barsanti di Difendere Lucca e Massimiliano Bindocci del Movimento Cinque Stelle, lo scorso 1 marzo e mai diffuso dal Comune, che quindi ne sarebbe stato a conoscenza.

Secondo l’opposizione il progetto “sarà un colpo mortale per il centro storico” perché prevede un polo commerciale di 4mila metri quadrati, una “piazza outlet” rialzata circondata da negozi, a cui si accederebbe direttamente dalle mura con la ‘famigerata’ passerella.

Per quanto riguarda il residenziale, invece, sarebbero 25 gli appartamenti, di cui uno di lusso da 360 metri quadri. Nel progetto previsto anche un convitto per gli studenti.

“E’ ormai evidente come l’amministrazione stia ingannando la città – tuona Santini -. Nonostante durante l’ultimo consiglio comunale sul tema il sindaco abbia più volte assicurato che ancora non ci fosse un progetto definitivo per la manifattura sud, oggi abbiamo le prove che non è così. Un progetto è stato depositato in Comune da Coima lo scorso 1 marzo e prevede tra le altre cose un polo commerciale di 4 mila metri quadri con tanto di piazza interna. Perché parliamo di outlet? Perché dalle tavole si evince che i negozi stessi, sono tutti strutturati con superficie e organizzazione degli spazi tipiche del nuovo modello commerciale in voga negli ultimi anni con i punti vendita incentrati su sconti di note marche. Questo oltre a stravolgere l’intero tessuto cittadino andrebbe a discapito proprio dei commercianti del centro storico e renderebbe inutile un eventuale aumento dei parcheggi che a quel punto sarebbero occupati prevalentemente per la sosta dai frequentatori del polo. A seguire c’è la superficie a destinazione produttiva limitata in sostanza alla Tagetik  e il resto per residenziale e parcheggi privati”.

“Partiamo dal piano terra: dove a colpire in modo particolare sono il previsto mega fondo commerciale di 986 metri quadrati da ricavare nell’immobile dove ora c’è la biglietteria Vaibus e che si estende poi lungo la parte dell’edificio che si affaccia su via del Pallone (quindi fronte cerchia urbana) e 5 altri grandi spazi per negozi che vanno da un minimo di 150 a un massimo di 236 metri quadri nella nuova  piazza interna – spiegano -. A questo punto capiamo l’ostinazione di voler prevedere la passerella pedonale, in fondo alla quale si pensa di realizzare un grande bar-punto di ristoro: una passerella che creerebbe appunto un ingresso privilegiato dalle Mura alla nuova piazza commerciale”.

“Se questo è il concetto di rigenerazione urbana pensato dal Comune allora c’è un problema – aggiunge Barsanti -. Costruire un polo commerciale facilmente accessibile data la posizione strategica sarebbe la mazzata finale al tessuto economico del centro storico. Cosa hanno da dire su questo le associazioni di categoria? Sorge il dubbio che neanche loro fossero a conoscenza del progetto”.

Santini, Di Vito, Barsanti e Bindocci rendono poi noto che le indicazioni progettuali relative agli edifici sono contenute in un piano protocollato in Comune da Coima e Rocco e Puccetti  l’1 marzo scorso.

“E qui ci sono da sottolineare due aspetti – spiegano i consiglieri -. Il primo: quando venti giorni fa in una precedente conferenza stampa avevamo annunciato che esisteva già un progetto definitivo, come ci risultava da materiale consegnato a dei professionisti lucchesi ma che non avevamo ancora nelle nostre mani, sia la società milanese che il Comune hanno smentito dicendo o che avevamo preso un granchio, oppure che si trattava di ipotesi superate. Oggi siamo in grado di completare le nostre parziali rivelazioni dell’epoca e, attraverso le tavole illustrate, a provare una volta per tutte l’esatto contrario. Vogliamo poi già smontare quella che potrebbe immaginiamo essere l’ennesima difesa da parte di Coima e dal Comune: ovvero che nulla è definito da parte della società milanese e che il progetto commerciale non piace all’amministrazione Tambellini. Una versione che non regge, perché il lavoro svolto da Coima sulle previsioni è dettagliato, con tanto di metrature di ogni fondo commerciale e di destinazioni di altre aree, su cui è stato chiesto ai tecnici di fare le loro rilevazioni, corredate da relazioni sull’impiantistica necessaria”.

E il secondo aspetto. “Nell’ormai famosa delibera del 25 marzo la giunta Tambellini, le condizioni poste ai privati per andare avanti riguardano esclusivamente delle modifiche in merito al project dei parcheggi, ovvero al sistema di redistribuzione degli incassi e della gestione della sosta – sottolineano i consiglieri -. La delibera non contiene invece una sola parola di rigetto sulla proposta di un centro commerciale che si affaccia direttamente sulle Mura, nonostante che fosse stato consegnato al Comune oltre 20 giorni prima. Quindi, non solo il Comune conosce il progetto sulle funzioni che si vogliono dare agli immobili, ed ha affermato il contrario, ma lo avalla non avendo avuto nulla da obiettare al progetto protocollato da Coima il primo marzo”.

“Rispetto a quanto prospettato un anno fa – va avanti Santini – si riducono notevolmente gli appartamenti (circa 25 rispetto ai 90 ipotizzati inizialmente), ma al secondo piano della Manifattura ne resta uno fronte Mura di ben 317 metri quadrati, una reggia vera e propria che solo un emiro miliardario presumiamo possa permettersi, mentre nel progetto spunta anche un convitto studentesco per 20-25 posti complessivi con dei micro-appartamenti per una superficie complessiva di 620 metri quadri: che sembra proprio quello di cui ha bisogno l’università Campus, il cui arrivo è previsto invece nella parte nord della Manifattura”.

“Depositerò un’interrogazione specifica per avere spiegazioni sulle cifre riportate nella tabella nascosta tra le paginate di documenti depositati – aggiunge Di Vito. Da questa infatti, secondo alcuni calcoli amministrativi emerge che circa 4 mila metri quadri saranno destinati a uso commerciale, oltre 6 mila agli uffici e 5 mila per il residenziale. Che ne sarà dei metri quadri rimanenti? Come mai questi numeri non coincidono con le altre tabelle?”.

“Il sindaco la scorsa settimana ha convocato un consiglio comunale straordinario (solo dopo avere appreso che l’opposizione aveva le firme e stava per proporlo) e nel corso della seduta ha ribadito più volte che non c’è nulla di deciso e non ci sono progetti per gli immobili interni – raggiunge Bindocci -. Non è vero, come abbiamo dimostrato oggi con i documenti. E perché non ha illustrato il progetto, tenendone ancora una volta all’oscuro la città? E i partiti e le liste civiche di centrosinistra che sostengono la maggioranza, sanno dell’esistenza di un piano ben definito per la Manifattura, oppure no? O la giunta Tambellini non glielo ha presentato? O fanno finta di non conoscerlo? E i consiglieri di maggioranza? Ciò che dovrebbe fare un’amministrazione è pensare al futuro dei cittadini, agli interessi della Fondazione ci pensa la Fondazione. Ma ciò che l’amministrazione sta guadagnando con questo progetto è solo una perdita totale di affidabilità”.

“Nell’ordine del giorno approvato da chi governa la città si invita testualmente l’amministrazione a lavorare per la Manifattura in modo da ‘allocarvi funzioni compatibili con il centro storico e secondo gli indirizzi formulati dall’amministrazione; a garantire il massimo coinvolgimento e partecipazione dell’intera città, richiedendo al futuro proprietario del complesso dei fabbricati un confronto per illustrare la progettualità dell’intervento relativamente alle porzioni di immobili per le quali è previsto il cambio di destinazione’. Insomma – terminano i consiglieri – il contrario di quanto sta accadendo e il contrario di quelle che sono le intenzioni, come dimostrato dagli atti che abbiamo divulgato, dei privati interessati al complesso. E’ ora il momento della maggioranza per convocare un consiglio comunale straordinario sul tema e dare spiegazioni ai cittadini su questo grande inganno che grava sulla loro pelle”.

La sintesi del progetto sull’ex Manifattura Tabacchi presentata dall’opposizione

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