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Ddl Zan, Potere al popolo: “Destra lucchese teme il ‘bavaglio’ solo quando si tratta di diritti Lgbt”

Il movimento commenta il 'no' dell'opposizione alla mozione approvata da consiglio comunale

“La destra lucchese, in perfetta sintonia con quella nazionale, invece di discutere nel merito la proposta di legge Zan, preferisce inventare di sana pianta fantasiosi pericoli alla libertà di espressione, non previsti dal testo”. Così Potere al Popolo Lucca commenta l’opposizione della Lega, SìAmo Lucca e CasaPound alla mozione approvata lo scordo lunedì dal consiglio comunale di Lucca a favore del disegno di legge.

Malika, una ragazza ventiduenne di Castelfiorentino, operaia, dopo aver rivelato ai propri familiari di essere lesbica e di amare una ragazza  è stata cacciata di casa e minacciata di morte sia dalla madre che dal fratello – spiega Potere al Popolo Lucca -. Jean Pierre Moreno, ventiquattrenne, originario del Nicaragua, rifugiato in Italia perché perseguitato nel Paese d’origine a causa del suo impegno come attivista Lgbt, due settimane fa è stato aggredito e picchiato da un uomo a Roma, alla stazione dalle metropolitana, perché si stava baciando col suo compagno. L’aggressore non ha esitato ad attraversare i binari per colpirlo”.

“Due episodi recenti che dimostrano quanto sia urgente l’approvazione definitiva della legge Zan contro le violenze verbali e fisiche ai danni delle persone gay, lesbiche e trans – va avanti la nota -. Il provvedimento in questione, dopo aver superato positivamente l’esame della Camera, è bloccato al senato a causa dell’ostruzionismo del presidente della commissione giustizia, il leghista Ostellari che, su mandato del suo partito e col sostegno di Fratelli d’Italia, ne impedisce la discussione. Lunedì scorso il Consiglio comunale di Lucca ha approvato una mozione a favore del Ddl, nonostante l’opposizione di Lega, Siamo Lucca, Casa Pound e il distinguo imbarazzante del consigliere 5 stelle. La destra lucchese, in perfetta sintonia con quella nazionale, invece di discutere nel merito la legge, preferisce inventare di sana pianta fantasiosi pericoli alla libertà di espressione, non previsti dal testo“.

“Dato che la legge Zan non introduce una nuova fattispecie di reato ma amplia semplicemente le aggravanti già previste dalla Legge Mancino contro i crimini d’odio per motivi legati al credo religioso o all’etnia, viene spontaneo domandarsi come mai le varie destre lancino l’allarme bavaglio solo quando c’è di mezzo una tutela per le persone Lgbt, donne e disabili – conclude la nota – Non sarà che temono di perdere il ‘diritto di insultare’ che hanno esercitato contro gay, lesbiche e trans da sempre? Da parte nostra, massimo sostegno al Ddl De Zan e tutta la nostra vicinanza a Malika, a Jean Pierre e alle vittime di omotransfobia che non trovano la forza di denunciare e di vivere liberamente la propria vita e le proprie relazioni”.

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