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Una scuola per gli imprenditori del futuro, ma l’obiettivo non è (solo) il profitto

Con il progetto Smart School, rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni, si cerca un nuovo modo di fare impresa con lo scopo di creare benessere

Nasce a Lucca un progetto dedicato agli imprenditori del futuro. Smart School è un laboratorio di sviluppo di impresa con lo scopo di formare i ragazzi in direzione di un tipo di economia sostenibile, non soltanto improntata al profitto, ma con lo scopo di creare benessere.

L’idea nasce e si sviluppa all’interno del progetto EconomiaDitutti e grazie all’impegno di partner importanti e prestigiosi, come la Fondazione Campus, il Comune di Lucca, il Progetto Policoro, l’Arcidiocesi di Lucca, la Banca del Monte di Lucca – Gruppo banca Carige, in collaborazione con il Festival economia e spiritualità e con il sostegno della Fondazione Cassa di ERisparmio di Lucca e la Fondazione Banca del Monte, ed è indirizzata a giovani ragazzi dai 18 ai 35 anni, che hanno già un’idea d’impresa su cui lavorare o che desidererebbero svilupparne una.

Il progetto ha preso il via il 3 marzo e si compone di 12 appuntamenti che si terranno a cadenza settimanale, fino alla data del 5 maggio. La proposta formativa avanzata da Smart School parte dal principio evidenziato da Papa Francesco nel messaggio presente all’interno dell’enciclica Laudato si’, dove viene denunciato lo stato patologico di tanta parte dell’economia mondiale e si invita a mettere in atto un modello economico nuovo. Ecco perché il progetto di una nuova concezione di economia deve partire rivolgendosi soprattutto verso il mondo giovanile, coinvolgendo i partecipanti in un’analisi delle proprie capacità personali e nella valutazione di come metterle in campo per crearsi opportunità occupazionali e fornire strumenti di progettazione e supporto costante per realizzare qualcosa di nuovo, che possa portare lavoro ma anche risorse e opportunità nel proprio territorio. In un mondo ancora completamente stravolto dalla crisi pandemica, uno sguardo attento è infatti puntato sull’economia mondiale e sulla necessità di ripensare il modello economico a fronte di una prospettiva di sviluppo umano integrale.

“Il progetto sarebbe dovuto partire prima del lockdown – spiega il consigliere del Comune di Lucca con delega al lavoro, Roberto Guidotti – Era prevista una Summer school che affrontasse l’argomento dell’economia sostenibile, che va incontro ad ambiente e persone. Lo sviluppo è stato sospeso in attesa di condizioni più favorevoli, ma non essendo più rimandabile è nata l’idea di una Smart School di cui Fondazione Campus si è fatto promotrice come capofila. Il Comune di Lucca è da sempre molto attento alle tematiche del lavoro”.

Il progetto si sviluppa con la collaborazione dell’associazione Next, esperti nel connettere e avviare processi di rete e co-progettazione con gli stakeholder locali per lo sviluppo sostenibile dei territori.

“Voglio complimentarmi con tutti coloro che si sono impegnati per la partenza dei corsi – dice Luca Raffaele di Next – Next è una rete di di organizzazioni che si occupano di promuovere un nuovo modo di fare economia, partendo dalle necessità del territorio e sviluppando idee promosse dai giovani futuri imprenditori. Per fare innovazione bisogna tener conto del benessere della società in un determinato territorio, collegarsi con chi può risolvere questi bisogni facendo rete e creando alleanze, per far si che questi progetti, abbiano poi un impatto sul territorio”.

“Con Smart School creiamo dei percorsi che partono da bisogni ed esigenze locali, individuati precedentemente, coinvolgendo i ragazzi su delle idee che loro stessi hanno avuto, per creare una community che lavori ad un concetto di innovazione – dice Chiara Medina – Alla base di queste idee ci deve essere il concetto di generatività, ovvero quello che viene fatto deve essere generativo, quindi rispondere a dei bisogni reali, essere duraturo nel tempo e deve realizzare altri percorsi”.

“Il collegamento con il Festival Economia e spiritualità, nasce dal tentativo di superare un paradigma economico, poter fare economia diversa, che non ha come obiettivo solamente il profitto – precisa Francesco Poggi, direttore del festival Economia e spiritualità e docente di storia del pensiero economico all’università di Pisa – Oggi l’argomento sembra entusiasmare molte persone e grazie all’encilcica di Papa Francesco ‘Laudato sì’, anche il mondo accademico si sta piano piano aprendo. Bisogna però considerare che si sta andando a toccare metodologie classiche di fare economia, stratificate nel tempo e ci vorrà ancora un po’ prima che si imponga uno tipo di finanza etica, che non pensa solo al business”.

I 15 ragazzi che stanno partecipando al progetto Smart School vengono supportati da alcuni tutor che hanno l’obiettivo di affiancare gli studenti nello sviscerare le loro idee e svilupparle da un punto di vista tecnico. “Noi tutor accompagniamo i ragazzi nella riflessione e nello sviluppo di un’economia civile sposando in pieno il progetto”, dichiara Chiara Pellicci.

Fondazione Campus, ormai da 9 anni, è assidua nell’ambito della formazione turistica e manageriale – dice Valentina Giannessi di Fondazione Campus – Abbiamo sposato il progetto e siamo diventati promotori di questa nuova economia. Gli studenti adesso si stanno dedicando agli studi di fattibilità. Una volta finito il corso, grazie ad un protocollo firmato con associazioni di categoria, ci sarà la possibilità di sviluppare le idee pensate dagli studenti. Vogliamo che i ragazzi si rendano conto di poter fare impresa, non soltanto concentrandosi sul profitto, ma tenendo conto anche del benessere ambientale, della società e di chi lavora nell’azienda”.

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