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Baccini e Colucci (Iv): “Manifattura, Tambellini dica se sapeva del progetto prima della variante urbanistica”

Gli esponenti di Italia Viva: "La giunta dimostra di non essere stata all'altezza di gestire l'iter"

“Italia Viva è intervenuta più volte sul progetto Manifattura, con proprie proposte, per condividere l’indispensabile Rigenerazione urbana dell’area e conferma le sue condizioni: appartamenti in social housing, spazi per la cultura, mille posti auto. Su tutta questa vicenda rimangono aspetti da chiarire, sul ruolo del sindaco”. A dirlo sono Alberto Baccini, coordinatore provinciale di Italia Viva, e Francesco Colucci dei Riformisti per Italia Viva.

“Il 12 febbraio 2020 la Fondazione CrLucca, davanti a una platea vip, presenta il suo mega-progetto sulla Manifattura sud, con un investimento importante, di 60 milioni di euro – ricapitolano -. Un fatto eclatante e di grande valore per la città, al di là di ogni giudizio nel merito e sul procedimento. Il sindaco Tambellini era stato, in anticipo, doverosamente informato, dell’intenzione della Fondazione di presentare un progetto di quella rilevanza? Riteniamo di sì, perché tre mesi prima, nel novembre 2019, il Comune di Lucca aveva adottato una variante al regolamento urbanistico per agevolare le operazioni di recupero della Manifattura, prima subordinate a un diverso strumento attuativo, inadeguato e di difficile utilizzo. Senza quella decisione del Comune, quel progetto della Fondazione non poteva decollare”.

“Un sindaco, informato mesi prima dell’intenzione, legittima e anche assai interessante nelle finalità, della Fondazione, di presentare quel progetto si è preparato a gestire questa importante proposta? Ha fatto i doverosi approfondimenti? Che assicurazioni ha dato alla Fondazione? Tambellini intervenendo in uno dei primi Consigli Comunali sul tema, ha affermato, di trattarsi solo di un progetto per nuovi parcheggi. Il sindaco non aveva capito la rilevanza dell’intervento e lo ha sottovalutato o ha cercato, inizialmente, di minimizzare la dimensione del progetto. Superficialità o mancata trasparenza?”

“Tambellini dovrebbe chiarire non solo a noi, ma ai suoi concittadini – incalzano -, che assistono sbigottiti, da oltre un anno, ad un turbinio di posizioni diverse e divergenti, cangianti nella forma e nella sostanza, che rendono tutto confuso, ma anche inquietante. L’opposizione, divisa e contradditoria, ha contribuito a rendere questa grande occasione di Rigenerazione urbana, solo una kermesse di cattiva politica, favorendo una grande confusione, privilegiando polemiche politiche populiste, contrapposizioni ideologiche, a proposte di modifica e di integrazione, valide, serie e ragionate. Solo le associazioni cittadine, esistenti o sorte per l’occasione hanno avuto il merito di aver posto questioni di merito e di legittimità, giuste o sbagliate che siano, ma concrete, anche sulla partecipazione popolare, che una giunta, che si dichiara di sinistra-sinistra, non può liquidare come ciarpame”.

“Abbiamo posto come Italia Viva, la richiesta, nella Manifattura – ricordano -, di appartamenti social housing per riportare nel centro-storico giovani coppie e anziani: nessuno né della maggioranza né dell’opposizione, ha ripreso questa, che riteniamo sia una delle priorità assolute, per far vivere la città, tutto l’anno e non solo nei periodi del turismo. I 1.000 parcheggi, richiesti da Italia Viva, non sono un numero a caso. Attualmente nella zona ci sono circa 350 parcheggi, in stagione turistica sempre in over booking. Considerando indispensabile la presenza nell’area della Tagetik, i suoi 300 e passa dipendenti, saturerebbero i parcheggi esistenti, privando il centro-storico di un polmone di sosta indispensabile. Considerando che, oltre la Tagetik, vi saranno residenze private, negozi e altri uffici, oltre, gli affittuari della Manifattura Nord, quando sarà terminato l’infinito restauro, portare gli attuali 350 posti auto a 1.000 è il minimo indispensabile per mantenere l’attuale capacità di sosta nella zona, a disposizione del centro-storico. Comunque finirà questa questione, quella che doveva essere una grande occasione di Rigenerazione urbana, in un quartiere disastrato del centro-storico, passerà alla storia della città, solo come un grande e nebuloso scazzo politico, che porterà con i suoi strascichi giudiziari e i suoi ricorsi, a bloccare tutto per decenni”.

“Il sindaco, la giunta e l’intero Consiglio comunale – affermano – non sono stati all’altezza di gestire con intelligenza e concretezza, nella trasparenza, uno dei più grandi investimenti mai proposti per risanare i ruderi cadenti di antico opificio industriale. Questa è la cruda realtà”.

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