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Consiglio comunale, bocciate le mozioni dell’opposizione su ex manifattura e galleria coperta alla Montagnola

Ancora un dibattito in assise sui due progetti. No anche alla richiesta di Casapound di restauro della statua al Passo di Dante: "È in un terreno privato"

Riqualificazione della Manifattura tabacchi e recupero del parco della “montagnola” di san Concordio. Sono ancora gli argomenti su cui si sono puntati i riflettori nella riunione del consiglio comunale di ieri (20 aprile). Le mozioni sono state presentate esclusivamente da parte dei gruppi di opposizione e in entrambe, viene sottolineata la richiesta di arrivare ad un processo partecipativo con i cittadini, secondo loro ignorato fino ad adesso dall’amministrazione comunale.

Prima di arrivare agli argomenti principali del Consiglio, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, ha rassicurato alcuni consiglieri di opposizione sulla situazione del progetto del nuovo stadio Porta Elisa, che ha subito alcuni rallentamenti: “Ci sono stati dei rallentamenti, ma si tratta solo di questioni di carattere procedurale che spero siano al più presto superate, per riprendere la convocazione della conferenza dei servizi. Il progetto calcio rimane nella sua completezza, ed è premura nostra andare avanti, non solo di alcuni consiglieri di opposizione”.

La mozione presentata dal consigliere Martinelli sull’intitolazione di una via ad Altero Matteoli, è stata rimandata. “Preferisco rinviare la discussione – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia – Il momento chiede altre priorità, come la campagna vaccinale che va a rilento, il taglio delle tasse per i ristoranti e molto altro”.

Anche la mozione presentata dal consigliere Bindocci sulleabitazione per i padri separati è stata rimandata in commissione: tutti d’accordo sull’importanza dell’argomento, anche i capigruppo di maggioranza.

La successiva mozione è stata presentata dal consigliere Fabio Barsanti: “La mozione chiede il restauro del monumento di Dante Alighieri sito al cosiddetto Passo di Dante, in occasione dei 700 anni dalla morte che ricorreranno nel settembre 2021 – spiega Barsanti – Il monumento necessita d ampio restauro ed è un impegno di questa amministrazione per la valorizzazione della parte lucchese del monte pisano, tenendo conto anche della parte culturale del monumento, che può diventare oggetto di interesse turistico grazie al suo alto valore culturale”.

Al consigliere Barsanti risponde l’assessore Gabriele Bove: “È interesse dell’amministrazione ricordare i 700 anni dalla morte del sommo poeta, la statua di Dante è stata appunto posta nel 1921. La scultura però si trova in una proprietà privata e l’amministrazione non può intervenire direttamente per un restauro. Molti comitati si sono attivati per un raccolta fondi sul recupero della statua, l’obiettivo dell’amministrazione è affiancare questo percorso di civismo e valorizzare l’itinerario per arrivare al passo di Dante e dell’intera zona del monte pisano”.

La mozione messa al voto viene così respinta dal consiglio comunale.

L’argomento della mozione successiva riguarda il recupero della Manifattura tabacchi sud ed è stata presentata dal consigliere Di Vito alcuni mesi fa, tanto che sono stati necessari numerosi emendamenti per aggiornarla.

“La mozione è  stata presentata lo scorso novembre e sono stati fatti alcuni emendamenti per non stravolgerla per l’evoluzione che c’è stata in questi mesi – spiega il consigliere Di Vito – La proposta di finanza di progetto così come presentata da Coima, riteniamo sia inammissibile sul punto di concedere in gestione quello che è a tutti gli effettui un bene culturale. Siamo inoltre contrari ai risvolti economici che il progetto si porterà dietro. Ci riferiamo alla questione dei parcheggi: è un dato di fatto che non sarebbero più in disponibilità della Metro e dell’amministrazione di conseguenza ci sarebbe una perdita di guadagno di 800-900mila euro all’anno. Senza contare che i residenti del centro storico perderanno una quantità importante di parcheggi. Altro punto è la destinazione interna di 4mila metri quadri di superficie ad uso commerciale, che va ad intaccare il tessuto commerciale della città stessa, in contrasto con le disposizioni del Mibact che impedirebbero mettere commerciale e residenziale di grandi dimensioni”.

La manifattura sud deve rimanere di proprietà pubblica – conclude Di Vito – perché i lucchesi non perdono solo i parcheggi, ma anche l’intera struttura non potrà essere sfruttata pienamente dai cittadini. Bisogna accettare le proposte di partecipazione richieste dai cittadini e portare avanti la gestione dei parcheggi da parte di Metro e riqualificare la piazza, che è appunto un dovere della partecipata”.

Sulla Manifattura, interviene brevemente anche il consigliere di opposizione di SiAmo Lucca, Remo Santini: “Ci sono state molte polemiche in questi giorni, abbiamo chiesto come gruppi di opposizione un confronto all’amministrazione comunale, a Fondazione casa di risparmio di Lucca e a Coima, in una riunione digitale per chiarire la questione una volta per tutte e chiediamo che si possa svolgere giovedì 22 aprile alle 21. Questo dimostra che da parte dell’opposizione c’è lo spirito propositivo di affrontare la questione nel modo più trasparente possibile”.

Anche il consigliere di Casapound Fabio Barsanti esprime la sua solidarietà alla mozione presentata da Di Vito: “Condividendo nel merito la mozione, credo anch’io che a seguito dei vari botta e risposta delle ultime settimane, ci sia bisogno di chiarezza. Sulla valutazione dei locali interni, sul suo uso commerciale, penso che sia e il problema di affidare la struttura ad un privato. Occorre che l’amministrazione dialoghi con i commercianti che risultano perplessi da questa decisione, non ascoltando soltanto le associazioni di categoria ma vadano proprio alla base, fornendo la massima chiarezza. Notiamo anche quanto la maggioranza sia completamente isolata su questo progetto, abbandonata anche da parte della sinistra lucchese“.

Il consigliere Alessandro Di Vito fa un’ulteriore precisazione: “Vorrei ritornare sui parcheggi e sulla Metro, che vive di parcheggi, ed è questo il suo principale interesse, essendo partecipata del comune al cento per cento. A seguito della vendita della manifattura nel progetto è stato anche stabilito che entro 500 metri dalla struttura non sarà possibile fare altri parcheggi. Ma in questo modo potrebbero saltare anche tutte quelle politiche proattive che in futuro potranno riguardare altri sistemi di mobilità”.

Anche il consigliere Massimiliano Bindocci del Movimento Cinque Stelle è d’accordo sulla mozione: “Noi chiediamo di essere garantiti dall’amministrazione comunale, non da Fondazione Cassa di risparmio e l’unico modo per poterlo fare è che il Comune mantenga la proprietà e la gestione del bene. Capisco che ci siano dietro degli interessi enormi, che ci sia una grande torta da dividere”.

Ma nell’opposizione non mancano le posizioni favorevoli. “Vorrei ricordare alcuni punti importanti per la cronologia di quanto avvenuto nel corso degli anni – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Martinelli – Voglio partire da una deliberazione sul recupero urbano di Lucca dentro del 2009 della giunta Favilla dove si pone al centro il recupero della caserma Lorenzini e  della Manifattura tabacchi, individuando negli indirizzi e obiettivi anche la procedura di finanza di progetto. Questa è una delibera della giunta Favilla, di centrodestra. In un ordine del giorno del 2011, poi sempre la maggioranza di centrodestra impegnava sindaco e giunta a seguire, fra gli indirizzi qualitativi per il programma complesso alla manifattura tabacchi anche lo sviluppo di un sistema commerciale ed artigianale “in termini di misura e diffusione tipica di un centro commerciale naturale quale è lucca. Successivamente è la giunta Tambellini nel 2013 a riprenderne gli elementi inseriti, confermando tali obiettivi. Anno dopo anno viene messo nel piano delle alienazioni immobiliari e destinata la vendita di parte della manifattura, questi sono fatti reali e completi che partono da una giunta di centro destra”.

“Siamo in una fase di incertezza – prosegue Martinelli – se la situazione procederà o meno sulla base delle condizioni poste dall’amministrazione comunale, spetta a Fondazione e Coima decidere. Se dovesse andare in porto occorre tenere presente questi passaggi susseguiti negli anni. La proposta è stata fatta da Fondazione, un privato che già ha dato modo di effettuare interventi di recupero di strutture della nostra città come il complesso di san Francesco e il restauro della mura urbane. La Fondazione anche se proponente del progetto, rimane partner importante per il recupero di aree della città, ed è giusto che faccia proposte da tenere in considerazione. Siamo in un momento particolare in cui si attende una decisione, noto però che il progetto di ristrutturazione dell’edificio è interesse anche del centro destra, come dimostrato dai vari passaggi”.

“Siamo Lucca è l’unico gruppo che ha indicato un percorso e destinazione d’uso del complesso – dice Remo Santini – una soluzione che poteva essere in linea con la valorizzazione futura del centro storico. Siamo a favore di una ristrutturazione quindi, ma non una ristrutturazione per forza ma una ristrutturazione coerente con le esigenze della città“.

Anche secondo il consigliere Fabio Barsanti, metterla sul piano contrari e favorevoli al recupero della Manifattura è sbagliato: “Tutti siamo favorevoli al recupero, contestiamo il metodo e anche il comportamento dei privati, non tanto la Fondazione, ma dai privati che vengono da fuori Lucca. Anche il 90 per cento della sinistra lucchese è contrario all’attuale recupero”.

La mozione, comunque, riceve il voto contrario del Consiglio con 24 no e 5 favorevoli.

IlcConsiglio comunale prosegue sempre su una mozione del consigliere Alessandro Di Vito: “La mozione nasce alla luce di un’interrogazione fatta mesi prima, sollecitata dagli abitanti di San Concordio, sul progetto della galleria coperta. La montagnola è un luogo particolare che riproduceva i tre ambienti naturali e che festeggia trent’anni. Il progetto della galleria coperta stravolge l’ambiente della montagnola cancella il parco facendolo attraversare da una strada di cemento larga quattro metri, coperta da una tettoia altrettanto alta, sparisce il laghetto e parte della collina verrà spianata e alcuni alberi abbattuti. Valutato che tutta questo non è accettabile ed è irreversibile, dato che sono stati ignorati vari appelli e non ci sono state risposte da parte dell’amministrazione, si chiede di recedere e abbandonare il progetto e avviare un processo partecipativo con la cittadinanza“.

Ma la maggioranza unita risponde con una dichiarazione di voto che viene letta dal capogruppo dem, Roberto Guidotti: “La maggioranza voterà no a questa mozione per una ragione politica e tecnica. La mozione sviluppa la tesi di fondo nella sua premessa e rende impraticabile da parte della maggioranza una qualsiasi determinazione condivisa basata su questa premessa. Descrivere i contenuti del progetto in termini quasi farseschi in modo da valutarli non culturalmente accettabili, banalizzare i processi partecipativi messi in campo, non tenere conto delle capacità di attrarre risorse, ignorare l’obiettivo della riqualificazione dell’area, appaiono comportamenti strumentali volti solo ad abbandonare il progetto. Questo sarà quindi il solo e unico intervento. Altra ragione per non scendere nel merito, sulla vicenda è stato fatto un esposto alla magistratura da parte di un comitato, esposto che ipotizza reati gravissimi. Di Vito si è espresso in termini solide basi verso questo esposto, la maggioranza non intende assecondare questo gioco che mischia la discussione politica con altri elementi impropri che fanno leva sul clamore e pretese di assoluto, in cui la partecipazione è buona se va incontro alle idee del leader del comitato di turno. Per questo insieme di ragioni, i gruppi del Pd, nel mentre esprimano piena fiducia nell’operato della magistratura, voteranno no alla mozione“.

“Il risvolto giuridico non è una cosa che compete questa mozione – risponde il consigliere Di Vito – perché è precedente all’esposto fatto in procura. Io non ho citato il tribunale perché non è materia nostra, quello di cui si discute è di sapere se il progetto della galleria coperta stravolge completamente l’ambiente della montagnola o meno“.

La mozione viene respinta dal consiglio comunale con 17 voti contrari, un astenuto e 5 voti favorevoli.

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