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Fantozzi e Torselli (Fdi): “Riaperture? Solo una zona gialla con troppe limitazioni”

Gli esponenti di Fratelli d'Italia si appellano anche ai sindaci: "Serve un’azione forte sulla Tari e sulle spese di suolo pubblico"

“Il coprifuoco assurdo, è una zona gialla con troppe limitazioni”. Commentano così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, vicepresidente della commissione sviluppo economico e il capogruppo regionale di Fdi Francesco Torselli.

“Il settore della ristorazione è sicuramente uno dei più tartassati tra chiusure e scarsi aiuti statali. Il decreto del Governo Draghi, che ripristina la zona gialla, è molto più restrittivo rispetto a quello del precedente esecutivo. Il coprifuoco sino alle 22 non è giustificato e rappresenta un ostacolo enorme per i locali aperti anche a cena – sottolineano Fantozzi e Torselli -. Le persone vanno al ristorante per godere di un po’ di relax e non possono fare le corse per mangiare. Così come la riapertura dei locali esclusivamente all’aperto discrimina tutti quei locali che non hanno spazi all’esterno, devono riaprire tutti insieme senza fare differenze. Bisogna anche tenere conto della situazione meteorologica: se fa freddo? se piove? E’ necessaria anche la riapertura degli spazi interni dei locali. E anche le nuove linee guida per le riaperture sono capestro. Dovrebbero rimanere quelle dell’anno scorso, con un metro di distanza perché 2 metri di distanziamento è troppo per la maggior parte dei locali toscani”.

“Ci appelliamo ai sindaci affinché sostengano, con tutti gli strumenti a loro disposizione, ristoranti e bar, serve un’azione forte sulla Tari e sulle spese di suolo pubblico. E’ prevedibile che saranno i mesi estivi ad evidenziare un progressivo ritorno alla normalità con la possibilità di una ripresa dei flussi turistici – concludono gli esponenti Fdi -. Quindi stop alla tassa sul suolo pubblico fino al termine del 2021. Anche sulla tassa dei rifiuti le amministrazioni devono farsi sentire con il Governo per avere i fondi necessari così da far pagare una tariffa calibrata sul quantitativo effettivo di rifiuti prodotti”.

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