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Crollo a San Concordio, interrogazione a cinque stelle: “In che condizioni sono i canali tombati”

Il consigliere comunale Bindocci chiede un'analisi della situazione e l'individuazione dei responsabili del cedimento al fosso Penitese

Cedimento alla pista ciclabile di San Concordio, parla Massimiliano Bindocci, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle. E chiede un approfondimento sulla condizione dei canali tombati sul territorio.

“Riteniamo – dice Bindocci – che il recente cedimento della copertura canale demaniale Penitese sotto la pista ciclabile in viale San Concordio sia un fortissimo campanello d’allarme per l’amministrazione comunale. Dobbiamo quasi essere grati a quel cedimento, perché, senza aver – per fortuna – fatto danni alle persone ha però reso evidente la necessità di un’attenta verifica ed eventualmente di una manutenzione dell’intera rete dei fossi e dei canali lucchesi; patrimonio che i nostri avi hanno costruito nei secoli e che le amministrazioni comunali hanno sperperato in pochi decenni in nome del Dio cemento. Eppure, anche lo scorso anno qualcosa di simile era successo al fosso Benassai in via Guidiccioni, ma nulla si era mosso. Rimaniamo stupiti dalle dichiarazioni di certi assessori per i quali non c’è stata alcuna avvisaglia, non bisogna minimizzare il problema e non si può parlre di fatalità, sperando che la coperture mandino un sms prima di crollare”.

“In tutto il territorio comunale, ma specie a San Concordio – dice ancora Bindocci – ci sono chilometri di canali tombati, che se non adeguatamente puliti e mantenuti sono un potenziale pericolo. San Concordio in particolare è oggetto da mesi di continui lavori, diciamo “faraonici”, tagliando alberi e progettando pensiline e tettoie di alluminio. Questo episodio ci insegna che poi la natura ricorda le sue necessità. Anche sui fossi in città è necessario intervenire prima di crolli o smottamenti. In proposito allo stato delle coperture dei canali, ma più in generale allo stato di quel patrimonio che era la rete dei canali e fossi del territorio lucchese, presentiamo un’interrogazione a risposta scritta, che speriamo sia di stimolo a quest’amministrazione per verificare attentamente la situazione e prendere i dovuti provvedimenti, non solo d’urgenza, ma con una logica di lungo periodo, forse anche riaprendo qualche fosso tombato”.

“Inoltre crediamo che non essendo caduto un meteorite né avendo saputo di una scossa tellurica importante quanto accaduto a San Concordio necessiti un’indagine anche per individuare i responsabili. Possibile che non paghi mai nessuno?”.

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