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Salviamo la manifattura: “Marchini conferma che il progetto è da ripensare completamente”

Per il coordinamento serve pensare ai fondi europei o ad altri imprenditori "che hanno a cuore il lato sociale e culturale dello sviluppo della città"

“Dire che i numeri non tornano, per noi che lo diciamo da mesi e mesi, è stata sempre e solo la dimostrazione che l’operazione Manifattura sud, così come proposta dalla Fondazione Cassa-Coima, era sbagliata nel merito fin dalla sua concezione. Conti che,  in un’operazione di tipo patrimoniale con supporto di una realtà importante come la società milanese specializzata in operazioni puramente immobiliari, era impossibile avessero una logica”. Lo sostiene in una nota il coordinamento Salviamo la Manifattura dopo le esternazioni dell’ex assessore Celestino Marchini.

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“Un’operazione apparentemente meritoria, ma che in realtà drena risorse dal territorio, imponendo scelte sbagliate per lo sviluppo di Lucca – spiega il coordinamento  – Un’immobile sottovalutato e regalato, parcheggi già esistenti comunque sia regalati al privato prima per 50 poi per 40 anni, con l’aumento del prezzo orario a 2 euro. Un’operazione in cui la politica sembra aver abdicato il proprio ruolo di governo e di indirizzo.  Tra le affermazioni di Marchini, la più grave è quella che rivela come la proposta sia approdata in giunta senza documenti a corredo, con il sindaco che quindi ha chiesto agli assessori di esprimere un voto fiduciario senza conoscere le carte“.

“Nessun riferimento alla destinazione – si legge nella presa di posizione di Salviamo la Manifattura – ai vincoli della Soprintendenza, al ruolo che un immobile così importante deve avere per l’intero centro storico e non solo. Niente sui 4mila metri quadrati a destinazione  commerciale, niente sulla cessione gratuita dell’immobile e dei parcheggi. Mentre spunta il progetto dei due piloni che sostengono la passerella che collegherebbe il complesso alle mura, che diventerebbe quindi non solo pedonale ma carrabile“.

Per Salviamo la Manifattura, quindi, se da un lato  il ravvedimento di Marchini è positivo, è comunque tardivo. “Nessuna autocritica per aver taciuto tutto quando i coordinamenti venivano attaccati, pur dicendo la verità da un anno, dalla stessa amministrazione di cui faceva parte – prosegue la nota – Certo, è importante che un autorevole (ex) membro della giunta Tambellini riconosca finalmente che anche nonostante le ultime prescrizioni del Comune, i conti continuano a non tornare. Che a quel prezzo non ci compri nemmeno una capanna, che l’aumento del costo dei parcheggi sia ingiustificabile, che il Comune perderebbe in termini di bilancio da un project siffatto. Una dimostrazione in più che quel progetto va completamente ripensato e riscritto. Magari proprio con i fondi europei e/o con altri imprenditori (tipo Music Innovation Hub) che hanno a cuore il lato sociale e culturale dello sviluppo della città. E tutto ciò si può fare e presto. Con sommo dispiacere di coloro che sostengono che altrimenti la Manifattura resta un rudere”.

Poi la chiosa finale: “Marchini conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che il Comune è amministrato senza alcuna trasparenza. Per terminare l’opera, lo invitiamo a completare le sue esternazioni sulle pagine buie di questa amministrazione“.

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