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In piazza Napoleone un presidio a sostegno del popolo palestinese

L'appuntamento venerdì (21 maggio) alle 17

Chiedere al governo di attivarsi per chiedere un immediato cessate il fuoco in Medio Oriente. E’ con questo obiettivo che alcune associazioni del territorio, tra le quali Cgil, Anpi, Arci, Italia Cuba e Luna hanno deciso di scendere in piazza Napoleone venerdì (21 maggio) alle 17 per dimostrare solidarietà al popolo palestinese.

“Non è un conflitto, non è una guerra, non ci sono due eserciti che si combattono – si legge nella nota -. È così difficile da capire? È così difficile da raccontare? La striscia di Gaza è poco più grande di un medio comune della Toscana, ci sopravvivono due milioni di persone. Un tempo il popolo palestinese era tra i più laici e progressisti del Medioriente, così come i suoi rappresentanti politici, ma la destra israeliana e l’Occidente hanno preferito umiliare la rappresentanza laica e progressista, disattendendo tutte le risoluzioni dell’Onu e tutti gli accordi che avevano una parvenza di giustizia”.

“Hamas è il frutto consapevole delle politiche dei governi israeliani e degli Usa – prosegue la nota -. Gerusalemme non è la capitale di Israele, ma ai palestinesi non è concesso il diritto al ritorno. Oltre 70 anni di soprusi e ingiustizie. Le discriminazioni quotidiane, gli espropri delle terre e delle loro case, gli alberi di olivo bruciati o estirpati, le prigionie senza accuse né giudizio, anche per i bambini, in base alla legge militare della forza occupante, il tradimento senza fine della comunità internazionale. Padri umiliati ai checkpoint da soldati israeliani, davanti agli occhi spaventati dei figli. I vecchi contadini che non abbandonano le loro terre. Le condizioni di vita dei palestinesi nei campi profughi. La requisizione delle terre dei palestinesi date ai coloni, insediamenti militarizzati dove doveva sorgere lo Stato di Palestina.
Gli abitanti di Gaza chiusi in un grande carcere a cielo aperto. L’identità palestinese della città di Gerusalemme progressivamente cancellata”.

“È uno stato di occupazione, di discriminazione sistematizzata, di apartheid. Una segregazione che avvelena soprattutto chi la subisce, ma anche chi la esercita. Esplodono le città dove convivono palestinesi ed israeliani, siamo ad un punto di non ritorno. È la storia di un popolo, di una nazione, dell’ingiustizia che subisce e della loro lotta per la libertà, che nel nostro Paese viene raccontata in modo strumentale, falso e fuorviante, a dimostrare ancora una volta quanto certi interessi prevalgano sulla verità – conclude la nota -. E’ un errore che non faremo far coincidere ebraismo e Stato di Israele, così come gli israeliani sono cosa diversa dai Governi. Ci sono immagini che aprono il cuore: giovani arabi ed ebrei che manifestano assieme per una pace giusta. Solidarietà al popolo palestinese. Il Governo italiano si attivi immediatamente presso la comunità internazionale per il cessate il fuoco, convochi l’ambasciatore dello Stato di Israele e ritiri il proprio”.

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