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Santini (SiAmo Lucca): “Comune si sta impegnando per salvare le date del Summer Festival?”

Il capogruppo di opposizione chiede di seguire l'esempio del Veneto, con la deroga alle presenze per le grandi manifestazioni

“Tutti sappiamo l’importanza che ha, pur nel necessario rispetto delle regole sanitarie, la ripartenza della città dopo il Covid. Proprio per questo ci chiediamo come si sta muovendo il Comune in merito ad alcune manifestazioni top del periodo estivo ormai alle porte, come ad esempio il Summer Festival. Si sta facendo tutto il possibile per cercare di poter allestire almeno qualche data?”. A chiederselo è Remo Santini, ex candidato sindaco e capogruppo in consiglio comunale della lista civica SìAmoLucca.

“A quanto abbiamo appreso, c’è il rischio che anche l’edizione di quest’anno salti, così come quella del 2020,  a causa del limite di mille spettatori imposto attualmente per le misure anti pandemia, che rende impossibile ipotizzare l’arrivo di big internazionali – spiega Santini – Ma in altri luoghi italiani, come ad esempio a Verona per l’Arena, la capienza degli show è stata portata a seimila persone grazie ad una deroga decisa dal governatore del Veneto, Zaia. L’amministrazione Tambellini si è mossa con la Regione Toscana per capire se anche da noi è possibile adottare lo stesso provvedimento? Al Comune dunque interessa creare le eventuali condizioni per lo svolgimento dei concerti, oppure ha deciso che farà slittare tutto al 2022?”.

Santini chiede che si prenda una decisione in tempi rapidi, dato che siamo già a fine maggio. “Abbiamo letto che il promoter Mimmo D’Alessandro è pronto a organizzare eventi a settembre, in caso di deroga alla capienza e rispettando le ultime disposizioni con posti a sedere e nominali – conclude Santini – ma  che al momento non riesce a ricevere risposte. Perché la giunta arriva sempre all’ultimo tuffo e non riesce a sbrogliare le matasse per tempo? Che sia un sì o un no, ma SìAmoLucca auspicherebbe la prima ipotesi, si faccia chiarezza in un modo o nell’altro. Perché se non ci fosse la deroga si potrebbero magari studiare altre formule, eventi con capienza più ridotta ma di qualità, che possano dare il segnale di un graduale ritorno alla normalità dopo le giuste imposizioni scaturite nel periodo in cui la curva del contagio era forte, contrariamente ad ora. Iniziamo a guardare avanti con determinazione, giusto tempismo e coraggio: è quello che si chiede agli amministratori“.

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