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Uniti per la Manifattura: “Un’illusione insediare nella struttura una specie di Silicon Valley”

Per il gruppo occorrerebbe valorizzare la figura di Puccini e dei grandi musicisti lucchesi con un auditorium e altre iniziative: "E invece Music Innovation Hub viene snobbato"

Uniti per la Manifattura, nuovi strali al progetto di Fondazione Crl e Coima.

“Noi di Uniti per la Manifattura – dicono – mentre condividiamo e sosteniamo tutte le azioni e gli approfondimenti critici che da mesi si stanno sviluppando sul destino della manifattura stessa, desideriamo “allargare lo sguardo” alla città e non solo. A Prato i nostri vicini, in un’area ex industriale, già hanno realizzato il Museo del tessuto e una Biblioteca spettacolare, così rivitalizzando una parte del centro cittadino. E ora, valorizzandone materiali, spazi recuperati e  memoria storica hanno dato vita ad un prestigioso evento celebrativo per il prossimo centenario della morte di Giacomo Puccini: Turandot e l’Oriente Fantastico di Puccini. Già pronto. Già aperto al pubblico. Grande impegno anche economico immaginiamo. Ma soprattutto di volontà e di idee”.

“E se Prato ha già presentato un percorso mostra dedicato a Turandot: costumi, gioielli, bozzetti, a Lucca che si fa? Sappiamo che anche qui sta lavorando per le celebrazioni: vedremo. E intanto? Qui di Puccini abbiamo tutto. Dal suo caffè preferito (che da un decennio è chiuso, e non si riesce a farlo riaprire), alle musiche del padre organista, agli organi che lo stesso Giacomo suonò ragazzo. La casa dove nacque, libri, manoscritti , spartiti, oggetti e ancora. Gli abbiamo anche fatto un simpatico monumento, vicino a casa. E Torre del Lago è a un tiro di schioppo, o meglio di doppietta. I turisti, giapponesi in testa, vengono qui a frotte a cercare la sua musica. A Lucca, città della Musica. Ma non trovano molto. Puccini è una sorgente di bellezza per il mondo: per il mondo. Qui è solo una vena sotterranea, che a  momenti, qua e là zampilla. A Lucca c’è uno storico teatro, un piccolo capolavoro. Piccolo. C’è l’auditorium del Boccherini, indispensabile, ma a volte insufficiente. Per grandi eventi occorrono grandi spazi .Occorrerebbe un vero auditorium. Un grande auditorium dentro le Mura”.

“Ma i progetti nascono solo dal desiderio e dalla forza di chi ci crede – prosegue la nota – E un vero capitale come la Manifattura potrebbe essere la grande occasione per la città. Dovrebbe sollecitare, scatenare idee, partendo proprio dall’immagine culturale, sociale , quotidiana della città stessa. E chi è stato chiamato a governarla, a curarla questa immagine  dovrebbe averla ben chiara  nella sua realtà. E invece si sta facendo la scelta più pigra e miope… “metterlo a reddito”, questo capitale. E non andiamo oltre. Uno spreco e uno sfregio. E lo si traveste da novità con l’etichetta del “polo tecnologico”. Gli affitti: una sicurezza, nessun rischio. Quasi un “mettiamo i soldi sotto il materasso”. Che poi non è proprio così. Un contratto d’affitto ha molti limiti, anche temporali. Con Tagetik, che evidentemente potrebbe decidere di andarsene altrove in qualsiasi momento, si insegue una fragile chimera”.

Cosa vogliamo illuderci di fare di Lucca? – si chiede Uniti per la Manifattura – Una Silicon Valley? Ma fateci il piacere. Quali sarebbero i presupposti, oltre a un pur sostanzioso contratto di affitto? Ma forse non è nemmeno questa l’idea. Prevalgono cadenzati o estemporanei generici proclami… Ah sì, c’è  anche la certezza di 300-400 autovetture in più transiteranno dalle Mura per parcheggiare eentro la Manifattura. Però c’è chi ipotizza che queste nuove forze lavoro sciameranno poi per la città rivitalizzandola. Una boutade. Un’altra delle tante che dovremmo accettare per buone. Perché non valorizzare qualcosa che è già vero e palpabile: la vocazione musicale lucchese. Boccherini, Catalani, Puccini per non citare che i più ricordati. E le tante manifestazioni musicali. Lucca città degli organi (altra ricchezza del territorio) il Classica, il Summer, le scuole di Musica come il Boccherini, il Passaglia ma anche altre, le molte associazioni musicali, le corali. E le formazioni più recenti,  i giovani. Abbiamo un brand fantastico, riconosciuto a livello mondiale. E noi che facciamo? Lo sprechiamo”.

“E intanto un progetto – conclude la nota – che ha molti presupposti per armonizzare con lo spirito vero di Lucca come quello di Mih, Music Innovation Hub non viene nemmeno presentato alla città. Non valutato, non discusso. No. Semplicemente rispedito al mittente. Non interessa. Ma a chi?”.

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