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Panchieri (Pd): “Manifattura, opposizione incapace di pensare al bene comune”

Il segretario del circolo del centro storico: "Nessuno è stato in grado di presentare un piano finanziario con proposte alternative"

Manifattura sud, nuovo intervento del segretario del circolo centro storico del Pd, Roberto Panchieri.

“Non condivido praticamente niente dell’ultimo intervento del consigliere Santini – dice – Affermare che l’amministrazione Tambellini ha girato a vuoto dal 2012 senza realizzare alcunché significa ignorare almeno tre cose:  la grande operazione di ricucitura centro-periferie che è in corso di realizzazione da qualche anno e che presto si completerà; la creazione di tratti di vera e propria bellezza nella circonvallazione delle Mura; la ormai prossima realizzazione del nuovo ponte sul Serchio ed il completamento dell’asse suburbano, eccetera”.

“Sostenere che con la rigenerazione della Manifattura Tabacchi – prosegue Panchieri – Tambellini vuole esibire un trofeo per conquistare consensi ad elezioni amministrative a cui lui non potrà partecipare è francamente risibile, tanto che viene voglia di augurarsi che Santini si candidi nuovamente a sindaco per misurarne di nuovo il consenso. Sulla Manifattura abbiamo letto di tutto. Comitati e persone che hanno aspramente contestato per arrivare a fare proposte alternative insostenibili, sia dal punto di vista logico che da quello economico. Siamo passati dalla proposta della realizzazione di un museo del sigaro toscano e del lavoro operaio, alla realizzazione di una sorta di grande centro sociale a trazione musicale, alla (udite,udite) realizzazione, proposta da Santini, di una sala cinematografica in tempi come questi, non solo di pandemia ma anche di Netflix, Amazon eccetera”.

Nessuno di costoro è stato in grado di presentare il piano finanziario per la realizzazione delle proposte, salvo qualche generico appello ai fondi europei e addirittura al Recovery Plan – conclude Panchieri – “Non ci resta che piangere”, avrebbe detto il grande Troisi. Non poteva mancare l’accusa di tentativo di aggiramento delle norme di legge. Forse qualcuno non si rende conto della gravità delle sue affermazioni. In Italia, è noto, siamo di fronte al barocchismo della legislazione, tanto che Draghi è stato costretto, su richiesta della Commissione europea, a varare il decreto semplificazioni. Chi ha letto bene l’intervista al dirigente Tagetik ha ben compreso quanto sia arduo per un imprenditore fare investimenti in Italia. Figuriamoci in un centro storico, in cui si aggiungono i pareri e le lentezze delle Soprintendenze, oltre che le interpretazioni soggettive delle norme da parte dei tecnici. Questi sono gli ostacoli che Tambellini ha dovuto e deve affrontare, oltre ad una opposizione cieca e incapace di pensare al bene comune. Ma, nonostante ciò, sono convinto che alla fine il risultato arriverà”.

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