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Comitato Per San Concordio: “Ex Gesam, nessuna ispezione sulle condizioni della vasca interrata”

Proseguono le polemiche: "Gettata di cemento fatta senza sapere cosa c'è sotto"

San Concordio, realizzato lo zoccolo di cemento che sosterrà la nuova piazza coperta. Ma la polemica non si placa. 

Sul tema interviene il Comitato per San Concordio: “Ora che è stato fatto il mega zoccolo di cemento sopra il quale inizierà la costruzione della piazza coperta – spiega – è possibile svuotare il sottostante piano interrato che da 10 anni è pieno d’acqua. La presenza di quella enorme quantità d’acqua, pari a 3,8 milioni di litri, ha fino ad ora, con il suo peso, impedito che la grande vasca interrata venisse sollevata (tecnicamente “galleggiasse”) e si deformasse per la pressione della falda acquifera sottostante. Ma chi ce l’ha messa tutta quell’acqua nel “vascone” interrato, e quali sono gli effetti, sulle sue strutture in cemento armato quali i piloni di sostegno, le pareti e i fondo, della loro permanenza “in ammollo” per 10 anni’?“.

“Il 31 dicembre scorso – spiega la nota – il comitato Per San Concordio e gli Amici del porto della Formica lo avevano chiesto all’amministrazione comunale. In specifico chiedevano se l’amministrazione comunale avesse provveduto a far eseguire una ispezione subacquea per accertare se il fondo del piano interrato fosse lesionato o deformato, per accertare se dai pozzetti dei vani predisposti per gli ascensori vi fosse risalita di acqua di falda e per verificare se i pilastri di sostegno in cemento armato fossero danneggiati per la lunga permanenza (circa 10 anni) sott’acqua. Infine, poiché non risultava che queste verifiche fossero  mai stata fatte, se non  intendeva, in via prudenziale,  far eseguire l’ispezione subacquea “prima” di iniziare a gettare la soletta di cemento sulla platea”.

“Si chiedeva anche – prosegue il comitato di accertare l’origine dell’acqua che riempie il vascone interrato,  se fosse acqua piovana, acqua di falda o acqua immessa da Polis/amministrazione comunale per garantire il peso necessario a impedire il sollevamento della struttura. In particolare, nel caso che si trattasse di acqua di falda proveniente dai pozzetti dei vani predisposti per gli ascensori o da eventuali deformazioni o fratture verificatesi nel fondo del piano interrato, si chiedeva all’amministrazione comunale di valutare se le riparazioni del fondo fossero possibili e a che costo, e se era il caso di effettuare le opportune analisi chimiche, essendo noto il grave inquinamento storico della falda sotto l’area Gesam. Si chiedeva infine di conoscere le eventuali modalità e tempi di svuotamento, che secondo la relazione geologica allegata al progetto, può avvenire solo nella stagione secca”.

“A distanza di sei mesi della richiesta fatta al presidente del consiglio comunale e suo tramite a tutti i consiglieri comunali, perché ne facessero una interrogazione consiliare, nessuna risposta è arrivata – conclude il comitato – e si può ritenere che la gettata di uno “zoccolo” di cemento alto 80 centimetri, grande più di 2000 metri quadrati e del peso di parecchie migliaia di quintali, sia stata fatto senza sapere che cosa c’è sotto“.

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