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Dimissioni Gottardo, Bindocci (M5S): “Negata l’audizione in commissione partecipate”

Il consigliere pentastellato: "Questa amministrazione sulle politiche ambientali ha fatto poco di buono e diversi danni"

Dimissioni di Aldo Gottardo (Lucca per l’ambiente) da Lucca Crea, interviene Massimiliano Bindocci, del Movimento Cinque Stelle. Che ha chiesto la convocazione dell’ormai ex consigliere in commissione partecipate, ricevendo il rifiuto della maggioranza. 

“Le dimissioni di Gottardo – dice – hanno sicuramente confermato quanto riteniamo da tempo che questa amministrazione sulle politiche ambientali abbia fatto poco di buono e diversi danni. Ci siamo trovati spesso in assoluta solitudine e talvolta in scarna compagnia ad opporci a logiche di cementificazione inconcepibile, a San Concordio, all’Arancio, nel Centro storico, ed in molte altre periferie. Abbiamo posto problemi sulla tutela degli animali, e sulla necessità di un piano del verde e arboreo. Abbiamo difeso gli alberi da una logica del taglio facile di ispirazione brasiliana, ed abbiamo cercato di fare il possibile per imporre una maggiore attenzione alla qualità dell’aria ed alla salvaguardia del verde e dei parchi, oltre che ad una attenzione sulle onde elettromagnetiche costringendo anche la amministrazione a fare anche dei ripensamenti”.

Crediamo che si debba fare di più – dice ancora il consigliere pentastellato – Le dimissioni di Gottardo nascono, secondo quanto si legge, dalla conferma di questa poca attenzione alle politiche ambientali ed al rispetto degli animali. E dopo l’uscita di Marchini fanno molto pensare. Dobbiamo anche riconoscere a Gottardo nel suo ruolo in Lucca Crea, una preoccupazione che ci accomuna, cioè quella relativa alla trasparenza nelle spese ed alla necessità di privilegiare un rispetto del danaro pubblico non sempre interpretato nel migliore dei modi. Pertanto abbiamo chiesto alla commissione partecipate di invitare Lucca Crea e Gottardo per capire di più, ma ci è stato risposto che Gottardo non sarà invitato“.

“Quindi non se ne vuole parlare, segno evidente di un imbarazzo – chiude Bindocci – Esprimiamo pertanto la nostra solidarietà a chi ha rinunciato ad un incarico per coerenza. Invitiamo tutte le forze realmente ambientali a fare una analisi concreta di quello che è stato fatto ed a non farsi incantare dai millantatori verdi pre elettorali o dall’ambientalismo di facciata”.

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