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Lavori a San Concordio, il comitato: “No allo scatolare per il fosso Penitese”

Nuove proteste sui lavori nel quartiere, chiesto un incontro urgente al Comune

“Perché posare degli “elementi scatolari” per riparare la voragine apertasi nel fosso di viale San Concordio? Siamo preoccupati che si passi da un fosso “coperto”, come è attualmente il Penitese, ad un fosso “intubato”. Tutti i fossi di San Concordio, dal Formica al Benassai al Penitese, sono infatti “coperti”, non sono “inscatolati” o “intubati”, per delle ragioni ben precise. La copertura infatti è, in  genere, un “coperchio”, che non interferisce con il letto e le sponde del fosso, ove si immettono i fossetti laterali e le centinaia di scoli delle canalette pluviali delle abitazioni, senza considerare le tubazioni degli impianti tecnici e le “polle” che, soprattutto a San Concordio, sfogano nei fossi la pressione della falda acquifera quando questa è in condizioni di massima ricarica”. Arriva dal comitato Per San Concordio la nuova polemica sui lavori nel quartiere.

“Una “scatolatura“ invece – dice il comitato – presuppone in genere che sia steso un massetto sul fondo del fosso, al fine di mettere a livello gli elementi scatolari che devono incastrarsi tra loro, presuppone che debbano essere individuati e aperti gli scoli laterali, sperando di trovarli tutti, e verosimilmente anche che tutti gli impianti tecnici, fissati alle pareti del fosso, debbano essere spostati esternamente alla scatolatura. Soprattutto comporta, inevitabilmente, solo per la posa e lo spessore dello “scatolare”, una riduzione della portata d’acqua del fosso. E’ stato colcolato di quanto sarà la riduzione della portata? La “copertura” del fosso è reversibile: un fosso “coperto” teoricamente, può essere facilmente riscoperchiato e riportato a vita, cosa che è molto più difficile e costoso da fare per un fosso intubato o inscatolato, che richiede molto più impiego di cemento”.

“La copertura – conclude il comitato – costa ovviamene molto meno e si può fare un piccolo tratto alla volta, senza impegnare il fosso per tutta la sua lunghezza. Sembrerebbe opportuno anche che la copertura del fosso non fosse continua, ma interrotta, ogni 20-30 metri, da griglie che permettano la ispezione del fosso, la pulizia, il controllo delle canalette di scolo e degli impianti e soprattutto la areazione, che consente ai massetti di cemento di non ammarcire per l’umidità. Infine, si legge che gli alberi lungo il viale saranno abbattuti, perché? Verranno sostituiti? Il Comune ha incontrato i commercianti, ma non i residenti. ll Comitato Per San Concordio chiede al Comune un incontro urgente e chiede di vedere in dettaglio il progetto e i relativi costi“.

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