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Bilancio di Capannori, l’opposizione vota contro

Caruso: "La maggioranza ha detto no al minuto di silenzio per il dottor De Donno"

La Lega e i gruppi di opposizione di Capannori hanno votato contro il rendiconto 2020. “Il 2020 è stato un anno orribile per i cittadini costretti a fare i conti con la pandemia, la mancanza di posti letto negli ospedali, la crisi economica, la cancellazione delle libertà ma è stato un anno da incorniciare per i Comuni che hanno beneficiato di particolari misure di flessibilità nella gestione della programmazione finanziaria in deroga alle ordinarie regole di gestione. La messa a disposizione di cospicui trasferimenti correnti da parte del governo, l’erogazione di contributi compensativi per le perdite di gettito unitamente alle misure finalizzate a sostenere le esigenze di cassa – spiega il consigliere comunale della Lega – hanno consentito al Comune di Capannori di presentare il rendiconto del 2020 senza le consuete criticità strutturali evidenziate con riferimento ai consuntivi degli anni precedenti”.

“L’ampio utilizzo di risorse esterne, l’utilizzo di norme derogatorie di carattere necessariamente provvisorio in quanto legate all’emergenza sanitaria, le preoccupazioni per l’incremento della spesa corrente che una volta innescato è difficile da controllare con probabili ripercussioni sui futuri equilibri finanziari – afferma Caruso – hanno indotto la Lega e i gruppi di opposizione a votare contro il rendiconto 2020 per i motivi dettagliatamente illustrati negli interventi in consiglio comunale. In apertura di seduta ho chiesto all’assemblea di osservare un minuto di silenzio in memoria del dottor Giuseppe De Donno, il padre della terapia del plasma iperimmune, una terapia forse non efficace ma certamente non nociva da usare nella guerra contro il virus poiché in guerra si utilizzano tutte le armi anche quelle primitive o poco efficaci”.

“Era un modo per onorare un valoroso medico vilipeso, offeso, calpestato, deriso da una moltitudine di mediocri che lo hanno isolato portandolo a compiere un gesto estremo che richiede grande coraggio. Ebbene – afferma Caruso – nel mio intervento sono stato interrotto per ben due volte dal presidente del consiglio comunale visibilmente infastidito e contrariato che voleva sbrigativamente accordare il minuto di silenzio senza farmi rievocare la figura umana e professionale del dottor De Donno. In tal modo, il presidente Biagini ha mancato di rispetto al professionista scomparso evidenziando ancora una volta la sua parzialità dal momento che ai consiglieri di maggioranza ha sempre consentito (giustamente) di commemorare altre personalità senza interruzioni così come avvenuto di recente per Guglielmo Epifani”.

“Purtroppo, a Capannori, abbiamo a che fare con un presidente incerto, con evidenti lacune nella gestione dell’assise, politicamente responsabile della mancata trattazione di interrogazioni e mozioni, ostaggio della maggioranza che l’ha platealmente sconfessato nella sua decisione di convocare i consigli comunali in presenza da luglio con un diktat che equivale ad una sfiducia di fatto. Un presidente dimezzato che rappresenta solo una parte del consiglio comunale”, conclude Caruso.

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