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Commissione sul condotto pubblico, saranno chiamati in audizione gestori delle centraline, Enel Green Power, tecnici e politici

Dopo le polemiche c'è il calendario dei lavori. Si attende la risposta del Consorzio di Bonifica, in bilico la posizione nell'organo del consigliere Bianucci per 'conflitto di interesse'

La commissione speciale sul condotto pubblico porterà in audizione Enel Green Power, privati, tecnici e politici nei suoi tre mesi di attivirà.

Il tutto per capire più chiaramente le cause dei disagi legati ad allagamenti e cedimenti strutturali lungo il condotto pubblico che hanno costretto l’amministrazione comunale ad istituire la commissione sul tratto di canale che attraversa la città e i paesi di San Pietro a Vico e San Cassiano a Vico.

L’ultimo evento in ordine cronologico, secondo alcuni riconducibile alla portata del condotto pubblico, è un cedimento avvenuto in via dei Fossi lo scorso 16 giugno. Gli abitanti della zona di San Pietro a Vico sono invece anni che riscontrano continui cedimenti e allagamenti di proprietà private, il tutto riconducibili, a loro dire, dalla quantità d’acqua utile per gestire alcune centraline elettriche in concessione a dei privati.

Per cercare di fare chiarezza sulla situazione è stata creata la commissione speciale ad hoc, che si è riunita ufficialmente oggi (11 agosto) e il cui ordine del giorno è la presentazione della documentazione acquisita e l’organizzazione del calendario delle audizioni.

La commissione speciale condotto pubblico, è stata istituita il 2 giugno, durante una seduta del consiglio comunale e poi si è ritrovata il 16 di luglio per nominare il presidente e il vice presidente. La prima riunione è stata chiusa con due chiose da rivedere in data odierna. La prima è quella di un’eventuale incompatibilità della carica di commissario del consigliere Daniele Bianucci. L’osservazione è stata sollevata dal consigliere stesso, che comunque non ravvede incompatibilità di ruolo. La parola però spetta anche ai consiglieri di commissione per sollevare eventuali dubbi sulla sua candidatura.

“Ho letto con attenzione le comunicazione fatte dal presidente con quattro enti esterni coinvolti di cui una è il Consorzio di bonifica per il quale il Bianucci lavora – precisa il consigliere Bindocci – Si tratta di una persona rappresentativa di questa realtà e io non ritengo opportuna la sua presenza in questo ruolo. Lo dico proprio per evitare poi un retro pensiero che si può generare tra di noi. La questione poi è sollevata da Bianucci stesso per cui concludo con una locuzione latina: excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Anche il consigliere Fabio Barsanti appoggia il pensiero di Bianucci: “Mi associo alle parole del consigliere Bindocci, anche se non c’è una incompatibilità formale, ritengo inopportuna la presenza del consigliere Bianucci. Ritengo inoltre che possa essere nominato per quella carica una persona diversa, per la tranquillità di tutti”.

“Non sapevo del lavoro del consigliere Bianucci – dice Alessia Angelini attuale presidente di commissione – però adesso abbiamo preso atto che il Consorzio di bonifica è un ente che entra all’interno di questa commissione. Perché è uno degli enti che dovrà essere sentito, che dovrà presentare documentazione e fra l’altro è l’unico ente che non ha risposto alle mie richieste. Il ruolo del Bianucci non dovrebbe porlo in grande conflitto di interesse ma è vero che fa parte di questo ente, quindi anch’io giudico che se potesse essere sostituito da un’altra persona, ci toglieremo tutti i dubbi. Eventualmente porremo la questione anche in Consiglio. perché non credo che la commissione possa decidere la sostituzione di uno dei membri”.

La seconda questione con cui si è conclusa l’ultima seduta, è quella di lasciar fuori dalla commissione speciale da fini pre elettorali e di contrasto politico, tenendola al riparo da eventuali questioni che nulla hanno a che vedere con lo scopo della sua istituzione.

“A questo proposito sono rimasta particolarmente colpita dalla sparata fatta dal consigliere Bindocci su un quotidiano locale, veramente inopportuna – dichiara la presidente Alessia Angelini – Ha usato questa commissione per andare a dire alla sottoscritta di darsi da fare e con lei tutta la commissione. La ritengo un’offesa non solo nei miei confronti ma per tutta la commissione, sapendo che non è partita il 22 luglio, ma il 16 luglio quando la sottoscritta aveva già mandato 4 richieste di documentazioni e non solo, dopo 5 giorni ho mandato un Whatsapp invitando tutti a collezionare e condividere documentazione e che avrei indetto una riunione solo quando tutta la documentazione fosse arrivata. La commissione inoltre non ha durata di due mesi, come è stato detto da Bindocci, ma ne dura tre e può essere prorogata. Trovo tutto questo una scorrettezza iniziale che mi va giù male. Richiamo questo aspetto perché non venga quindi utilizzata questa commissione per questi fini”.

Bindocci non è d’accordo: “Ho visto che ha fatto un intervento in consiglio comunale su un altro tema che è uscito sulla stamapa e io, notando che aveva del tempo libero, ho pensato che potesse impiegarlo diversamente. A questa regola io mi dissocio e intendo usare la commissione per fini politici. Io faccio politica. Poi vorrei parlare piuttosto di condotto pubblico, tralasciando queste premesse”.

La commissione speciale entra nel vivo della discussione sul condotto pubblico ad introdurla è la presidente Alessia Angelini: “È stata inviata documentazione dal dottor Alessandro Di Vito, documentazione personale proveniente dal suo archivio. È stata inviata documentazione che poi è pervenuta a me da tre enti: Regione Toscana, Provincia di Lucca e Comune di Lucca, non è pervenuta alcuna documentazione dal Consorzio di bonifica, che non ha risposto ad una serie di domande. Sono stati inviati inoltre dei link a dei video sul condotto pubblico, sempre dal consigliere e vice presidente di commissione Di Vito”.

“Quello che ho capito io è questo – prosegue nella sua spiegazione la presidente – Nel 2014 la Provincia di Lucca, ha dato in concessione inizialmente a tre privati l’utilizzo dell’acqua pubblica per produrre energia elettrica. Questa energia non viene utilizzata dai proprietari, ma direttamente venduta al gestore per ottenerne un guadagno. Per questo utilizzo di acqua pubblica, il privato paga una somma di 1400 euro o poco più. Vorrei sapere se questo importo è stato stabilito da qualcuno o ci sono delle tabelle? Ho cercato di capire quanto ne crea di ricavo il privato e ho visto che l’energia ricavata è notevole, circa 400mila kilowatt ora l’anno, per cui 1400 euro d’affitto è una cifra molto esigua. Nel tempo si è aggiunto poi un quarto privato, pertanto queste centraline non sono più tre ma quattro. Il condotto pubblico è un condotto artificiale utilizzato per fini irrigui, questa acqua viene ricevuta dal condotto pubblico da una delle centraline della centrale elettrica di Vinchiana appartenente a Enel Greenpower. Un gruppo di turbine rende l’acqua al condotto pubblico 12 metri cubi al secondo, che immette nel canale. Questa acqua scorre in questo condotto e incontra le turbine, una sorta di eliche in cui l’acqua fa un salto di due metri e alimenta l’elica e attraverso un alternatore produce energia. La mia domanda è questa – conclude – i 12 metri cubi che la centrale dà al condotto pubblico vengono utilizzati dalla turbine in 7 metri cubi, quei 5 metri cubi che rimangono dove vanno a finire? C’è una deviazione?”.

Una delle problematiche iniziali che dovrà affrontare la commissione è quello relativo alle competenze. Chi ha la competenza di effettuare i vari tipi di manutenzioni? “Io credo che l’aspetto centrale e interessante sia quello delle competenze – dice il consigliere di opposizione Fabio Barsanti – Mi pare sia emerso qualche tempo fa e che a maggio o giugno è passata la competenza alla Regione. Adesso da quanto ho capito si tratta di decidere cosa chiedere alla Regione in termini di rispetto del livello di acqua nel condotto. Questo aspetto facilita un po’ le cose perché abbiamo un solo interlocutore invece di tre”.

“Nel 2014 la Provincia dà concessione a questi 4 privati per 20 anni per l’utilizzo di 5 metri al secondo e nel contratto si parla anche di eventuali danni che il privato può fare – aggiunge Angelini – L’importo per i danni però è limitato a 50mila euro e bisognerebbe capire se i danni sono limitati alla sola zona della turbina oppure no. Dal primo gennaio 2016 le competenze passano alla Regione, alla Provincia rimane la nuda proprietà e non ha nessuna competenza sul canale. La Regione Toscana dice di avere delle competenze sulla regolamentazione delle acque, praticamente è la Regione a stabilire quanta è la quantità d’acqua che deve andare in questo condotto, probabilmente a seconda della stagione. Altro fatto importante è che il privato deve installare, prima delle turbine, una sorta di misuratore della portata e possiamo chiedere appunto un report per verificare se questi 5 metri cubi sono sempre stati costanti o se vengono alzati e abbassati in modo appropriato”.

Sulla manutenzione – continua –, perché qualcuno asserisce che l’acqua alta sia derivata da cattiva manutenzione, ho capito che il Consorzio di bonifica ha competenza per l’ordinaria manutenzione e sembra che si concretizzi con il taglio dell’erba lungo i canali e poco altro. C’è stata una comunicazione da parte di un signore che vive nella zona di San Pietro a Vico e che in passato ha fatto degli esposti. Il signore dice che il Consorzio di bonifica ha competenza di manutenzione straordinaria per togliere le alghe dalle acque. Questa cosa si scoprirà quando il Consorzio sarà disponibile a risponderci, dicendoci cosa fa, quando la fa e a che frequenza. La manutenzione straordinaria sembra sia appannaggio del Genio Civile, quindi della Regione Toscana dal 2016″.

Tra gli interlocutori anche il Comune di Lucca, ma la sua competenza pare molto limitata: “Il Comune di Lucca non ha nessuna competenza sul condotto pubblico, per via dei Fossi ha competenze solo per le strade limitrofe – spiega Angelini – La manutenzione si limita alla griglia posta prima del fosso e il Comune la svolge giornalmente attraverso Sistema Ambiente, che si incarica di togliere eventuali materiali che rimangono incastrati. Pare che ci sia qualcuno che dice che la pulizia non viene fatta e che di conseguenza i materiali incastrati sulla griglia fanno aumentare il livello della parte posteriore del fosso. Aumentando di livello, pare che l’acqua finisca in un canale che va fuori dalle mura e si abbatte nella zona del baluardo. Nel 2014, momento in cui la Provincia ha dato le concessioni, nel contratto c’era scritto che i privati avrebbero dovuto fare una manutenzione straordinaria nelle zone in cui sono state installate le turbine. Queste opere sono costate circa di 550mila euro. A questo punto dovremmo invitare in audizione le persone che ci hanno risposto e invitare il Consorzio di bonifica ad esprimersi sulle questioni proposte”.

“Chiedo di intervenire sulla questione che il Comune di Lucca non ha competenza – dice il consigliere Marco Martinelli –  Questo è parzialmente vero, perché potrebbe mettere al tavolo gli altri enti che hanno la competenza e richiedere delle correzioni o degli interventi atti a tutelare il proprio territorio. Torno a richiedere di procedere a fare delle audizioni in commissione con tutti i soggetti interessati, sarà poi la commissione a fare una sintesi politica della situazione che interessa la cittadinanza e il territorio. Invito il presidente ad organizzare i lavori in uno schema più consono alla materia della commissione”.

Secondo il vic presidente Di Vito però, la commissione si esprime su una questione puramente tecnica: “Condivido che il sindaco poteva fare di più, ma la commissione speciale ha carattere tecnico e deve conoscere la problematica, diventa politica quando in fondo ci arriverà una documentazione conclusiva in cui ognuno prenderà la sua strada. Ritengo giusti i movimenti del presidente fino ad adesso. Il presidente ha parlato di 4 contratti che interessano il condotto pubblico io ne ho trovati sei. Il primo risale al 1994: è la centrale idroelettrica in località Saltocchio, un castello costruito nell’alveo del fiume, in realtà del condotto pubblico, con una determina del 2008 in cui si da la concessioni si parlava addirittura di 9380 metri cubi al secondo. Poi abbiamo la centrale località Mulinino di mezzo, contratti del 2014 legati ad una manutenzione ordinaria. Dovremmo quindi chiamare in audizione l’ingegner Bezzi che ha fatto questo piano e messo nel contratto questa clausola”.

Il consigliere Bindocci chiede di effettuare dei sopralluoghi per controllare visivamente le varie centraline che si trovano nel condotto pubblico: “Dalla lettura dei documenti penso che si debba procedere con dei sopralluoghi nelle varie centrali e poi studiare questi contratti, un problema squisitamente tecnico, che andrebbe affrontato anche con l’intervento di un tecnico del Comune”.

Anche la presidente fa il punto della situazione per affrontare i futuri passi della commissione: “I problemi da risolvere stringendo sono il discorso della portata dell’acqua, se è mantenuta effettivamente costante e possiamo vederlo attraverso il report di misurazione di portata fornito dai privati e poi il discorso della manutenzione e quanto conta la manutenzione in base a quello fatto. Per la prossima volta Bianucci ci spiegherà come procedere sul conflitto di interesse – dice Angelini –  Con Di Vito abbiamo fatto un elenco delle persone da sentire: Ridolfi del Consorzio di Nonifica, l’ingegner Tambellini sempre del Consorzio di Bonifica, Stefano Angelini ingegnere del Comune edotto sull’argomento, l’ingegner Bezzi, che è un privato che lavora per la Provincia, poi pensavamo di audire anche Stefano Baccelli, perché fu lui che si occupò della cosa come presidente della Provincia. Poi pensavamo di sentire i privati e Enel Green Power. Immagino sia opportuno fare un sopralluogo, se non a tutti a qualcuna di queste centraline, ma insieme ad un tecnico che ci possa illustrare la situazione”.

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