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Poschi Meuron: “Lucca 2022, prima i programmi poi i nomi”

Una riflessione sul clima politica nella città che il prossimo anno rinnova sindaco e consiglio comunale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Da semplice cittadino – oggi libero e non più condizionato da alcun conflitto di interesse – osservo con un po’ di stupore quel che accade sulla scena politica in vista delle comunali del 2022. A costo di passare per sprovveduto, continuo a non comprendere pienamente il metodo che, a destra come a sinistra, ci si ostina a portare avanti. In poche parole: prima i nomi e poi i programmi. 

Con molti mesi di anticipo il parterre è già affollato. Alcuni candidati sono già ufficializzati, altri sono in procinto di farlo, altri ancora già con l’investitura addosso. E non manca nemmeno una ridda di papabili avvolti nell’ombra, pronti a paracadutarsi su quello che spesso si è rivelato un allettante trampolino di lancio per arrivare più facilmente a Roma. Così è, se vi pare diceva Pirandello. Ma forse, è arrivato il momento che agli umani appetiti si sostituisca un barlume di senso civico. Ce n’è un gran bisogno, a meno di voler accrescere la disaffezione della gente. Per chi avesse la memoria corta, ricordo che al ballottaggio di cinque anni fa si recarono alle urne 35 mila elettori su 77 mila. Meno di un lucchese su due. Ecco perché sono convinto che occorra un grande sforzo da parte della politica. Che – adesso più che mai, da una parte come dall’altra – è chiamata a guardarsi dentro e compiere la scelta giusta. Non, come pare di capire, a pro di Tizio, Caio o Sempronio, ma per la città, che nel quinquennio 2022-2027 ha urgente bisogno di un rilancio in termini di scelte urbanistiche, mobilità, infrastrutture, accoglienza turistica, ruolo del centro storico e tanto altro ancora. 

Ecco il punto. Fare in modo che le future coalizioni indichino prima la strada da seguire nei cinque anni di mandato e solo in un secondo momento affidino alla/al candidato – a cui contestualmente si dovrebbe affiancare la squadra – l’incarico di percorrerla. In sintesi, un documento programmatico che contenga i punti chiave in termini di crescita e sviluppo, costruito ai tavoli di lavoro a cui far sedere menti illuminate e competenti. Non un libro dei sogni, ma una piccola-grande opera di ingegneria Politica. Politica con la p maiuscola, che sappia dire chiaramente ai cittadini chi si è, cosa si fa e perché lo si fa. Tutto scontato? Nient’affatto a mio modesto parere, alla politica e suoi interpreti il compito di smentirmi”. 

Lodovico Poschi Meuron

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