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Processione, Barsanti (Dl): “Lucca deve ritrovare identità e partecipazione”

Il consigliere di Difendere Lucca: "Da molti anni la Santa Croce non è più un appuntamento imperdibile per i lucchesi"

“Lucca deve ritrovare identità e partecipazione”. Così il consigliere di Difendere Lucca Fabio Barsanti interviene sulla processione di Santa Croce estendendo le critiche alla gestione delle principali festività cittadine.

“Che la processione di quest’anno sarebbe stata una cosa scadente lo si sapeva sin dall’inizio – dichiara Barsanti -, tuttavia nascondersi dietro l’alibi dell’emergenza covid, è una facile scappatoia per un’intera classe dirigente e per un’amministrazione comunale che hanno totalmente fallito, rendendo anche questo appuntamento ormai una brutta copia di quello che fu. Senza entrare nel merito delle varie modifiche e misure adottate per la processione stessa in conseguenza del virus, la scelta di sottrarre uno dei momenti ai quali i lucchesi sono più affezionati, ovvero quello dei fuochi, è stata tanto sbagliata quanto esagerata”.

“Nonostante i falsi entusiasmi e le ipocrite esaltazioni di stampa e istituzioni – continua la nota – la verità è sotto gli occhi di tutti: da molti anni la Santa Croce non è più un appuntamento imperdibile per i lucchesi. La sera del 13 settembre ha ormai perso quel fascino, sia spirituale e religioso che laico e di partecipazione popolare, che la contraddistingueva. Chi aveva la facoltà e la possibilità di invertire la rotta o di fare in modo che identità e attaccamento alla storia cittadina tornassero ad essere elementi centrali della propria azione civile e politica, non lo ha fatto”.

“Basta dare uno sguardo al lavoro fatto in alcune città toscane – prosegue la nota – per rendersi conto di quanto sia importante, anche in questo campo, il ruolo di chi governa una città. Invece noi troviamo disinteresse, scarsa partecipazione e indifferenza non solo per Santa Croce, ma anche per San Paolino e la Festa della Libertà, altri due appuntamenti lontani o quasi sconosciuti ad una parte troppo grande di città. È necessario invertire la rotta, ma per farlo serve una classe politica determinata, che renda la città consapevole della propria identità, che abbia una visione chiara delle priorità sociali e culturali e che sia mossa semplicemente da volontà. Il contrario esatto del centrosinistra lucchese”.

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