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Per Lucca: “Luminara, si torni ai lumi di cera”

Una bocciatura piena per l'illuminazione a Led

Tornare ai lumini di cera per la processione di Santa Croce. E’ quanto chiede Per Lucca e i suoi paesi. “La sera del 13 settembre abbiamo fatto un sopralluogo lungo il percorso della processione della Santa Croce – si legge in una nota – e constatato come ormai tutti i lumini, salvo rare e lodevoli eccezioni, siano lampadine a Led. Solo un immobile in piazza Antelminelli aveva l’illuminazione tradizionale, mentre qualche lumino a cera o ad olio si notava qua e là, per esempio sulla terrazza del Museo della Cattedrale. Qualcuno aveva messo dei lumini a cera nella galleria di negozi in stile liberty che si diparte da via Fillungo poco prima di piazza degli Scalpellini, ma purtroppo essi erano collocati in bicchieri in plastica che si sono irrimediabilmente sciolti al calore della fiamma”.

“Altra cosa che si nota per la città – si afferma – è la scomparsa di quasi tutti gli apparati illuminanti in ferro battuto che adornavano, fino a pochi anni fa, i negozi dei commercianti lucchesi. Al momento del passaggio della gestione dei negozi alle catene commerciali i vecchi apparati non sono stati recuperati ed il Comune ha provveduto a sostituirli con illuminazioni misere e di minor pregio. Per quanto riguarda l’effetto scenico le luci a Led appaiono fredde e bianchicce, mentre il tremolio è visibilmente artefatto e ben diverso da quello dei lumini a cera. In sostanza la luce tradizionale era calda e vera, mentre queste lampadine sono tristi e fredde. Ribadiamo che si sta gettando alle ortiche una tradizione millenaria ed un patrimonio culturale della città. Pensiamo però che si possa e si debba rimediare velocemente agli errori fatti. In primo luogo persone capaci ed appassionate vanno incaricate di fare una ricerca per recuperare i vecchi apparati luminosi dei negozi di Lucca. Sappiamo per certo che alcuni di essi esistono ancora in cantine e soffitte e perfettamente conservati. Il Comune ha il dovere di raccogliere questi oggetti, di catalogarli, restaurarli e poi di riutilizzarli; essi sono quasi tutti riposizionabili sopra i negozi per i quali furono concepiti. Al comune non mancano i depositi dove conservare in modo corretto queste strutture di notevole valore storico”.

“Poi si deve subito, da oggi, programmare la prossima luminara che deve essere contrassegnata dal ritorno alle luci a cera. Si può anche ammettere l’uso di qualche lumino a Led – afferma Per Lucca – sulle parti più alte e scomode delle facciate, ma tutti i negozi, le finestre dei piani terreni, e le facciate delle grandi chiese dovranno tornare subito alla cera o alla luce a olio”.

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