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Via i lavori per la galleria coperta alla Montagnola, il comitato: “Chi può fermi lo scempio” foto

Per l'associazione "l’intervento edilizio non è conforme al regolamento urbanistico e non poteva accedere al finanziamento ministeriale"

Via ai lavori per la galleria coperta alla Montagnola, protesta il comitato Per San Concordio, che chiede al Comune di cambiare idea.

“È iniziato – dice il comitato – l’abbattimento della recinzione delle scuole materna ed elementare in piazzale Aldo Moro, per far posto alla costruzione della galleria coperta. Per chi ancora non lo avesse chiaro, la galleria coperta è una strada ciclopedonabile di cemento armato lunga circa 310 metri e larga 4, coperta da una galleria di acciaio verniciato di bianco alta 4 metri, finanziata con circa 2 milioni di denaro pubblico, che secondo il Comune deve collegare piazzale Moro a via Savonarola, dove, dopo aver attraversato i giardini delle scuole, il parco della Montagnola, i campi da calcio del Lucca Sette e l’area umida dei Chiariti,  terminerà con un parcheggio nei pressi del centro commerciale”.

“È incomprensibile l’importanza che l’amministrazione comunale dà alla realizzazione di questa opera dal pesantissimo impatto ambientale  dice il comitato – tanto da volerla fare a tutti i costi, con due varianti che hanno addirittura peggiorato l’infattibile progetto originario.  Il Comune, con una decisione dello scorso luglio talmente insensata da andare al di là di ogni immaginazione, vuole ora far passare la galleria dentro i giardini delle scuole, alle quali sottrarrà centinaia di metri quadri di prato, e per farlo dovrà abbattere il muretto delle scuole, che prevede di sostituire con una recinzione in lamiera compatta, operazione che costerà oltre 100mila euro, di cui 85mila solo per l’acquisto della lamiera. Questa traslazione della galleria coperta dentro i giardini delle scuole non servirà a salvare gli alberi e l’impianto del parco della Montagnola: dei tre ambienti della Montagnola, quello della pianura, quello della collina e quello palustre, rimarrà infatti solo la piccola collinetta, mentre il laghetto verrà interrato e nella zona che riproduce l’ambiente del bosco planiziale verranno abbattuti una trentina di alberi di alto fusto, che oggi sono stati segnati con una X di vernice rossa. Spariranno anche i sedili disposti a teatro,  tanto preziosi per gli studenti per fare le lezioni all’aperto e per l’incontro dei residenti”.

“Contro questa costruzione così impattante sul verde del quartiere – prosegue il comitato – sono state raccolte dai residenti nel 2019 più di mille firme, in una petizione cui il Comune non ha mai risposto. Secondo il comitato dei cittadini che si è spontaneamente costituito, l’intervento edilizio non è conforme al regolamento urbanistico e non poteva accedere al finanziamento ministeriale, e per questo il comitato ha presentato esposti alla magistratura e alla Corte dei Conti per i presunti reati di abuso edilizio, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. La galleria coperta sarà una opera devastante per il verde pubblico di San Concordio ed un monumento allo spreco del denaro pubblico, nonché, assieme alla piazza coperta e alle altre opere realizzate con i quartieri social, un grave ed irreversibile errore che affonderà il gradimento di questa amministrazione da parte dei cittadini. Chi può, fermi questo scempio“.

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