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Baronti: “Ex Manifattura sud, sarò con i comitati a manifestare”

L'ex assessore regionale: "La partecipazione è l'unica libertà"

“Davanti al Palazzo Santini a manifestare, io ci sarò”. Eugenio Baronti prende le parti di comitati e associazioni che hanno raccolto le firme per chiedere di avviare il percorso partecipativo per decidere il futuro dell’ex Manifattura sud.

“La partecipazione dei cittadini, la promozione dell’impegno sociale e civile, il contrasto al qualunquismo, l’odio per l’indifferenza, per dirla con Gramsci – commenta Baronti – sono le fondamenta del pensiero democratico e di sinistra da sempre, da quando è nato il movimento socialista già alla fine del secolo XIX. Libertà è partecipazione cantava Gaber. La domanda di partecipazione democratica che proviene dalla società civile rappresenta da sempre, una linfa vitale per qualsiasi progetto democratico e di sinistra. Non riesco proprio a comprendere l’assurdo e incomprensibile comportamento della maggioranza di centro sinistra (nella sostanza un monocolore Pd) nei confronti di un variegato e trasversale movimento che si è battuto in questo ultimo anno, per bloccare un progetto speculativo che voleva privare i lucchesi dell’immobile della ex manifattura Tabacchi così importante e significativo per la storia e per la memoria della città”.

“Questo movimento – prosegue Baronti – ha costruito in città una mobilitazione straordinaria, è riuscito a raccogliere, in appena un mese, più di 1400 firme, il doppio di quelle necessarie per richiedere alla Regione l’avvio di un processo partecipativo, come previsto dalla legge regionale 46/2013, con l’obiettivo di trovare, insieme alla città, un progetto condiviso per il recupero della ex manifattura e loro, che fanno? Rispondono con una provocazione: portano in consiglio la decisione di svendere una parte della manifattura. Mi sembrano affetti da una sindrome suicida che gli ha portati per mesi a negarsi ad ogni dialogo, a sedersi attorno ad un tavolo, almeno per ascoltare, le proposte che provengono anche da settori di quell’elettorato che le ha permesso di conquistare il governo della città. Un movimento che ha difeso il principio della proprietà pubblica di un bene comune importante per l’intera comunità lucchese. Prima non hanno voluto sentire ragioni nel merito di un progetto speculativo, e si sono smusati contro il muro della loro irragionevole chiusura, costretti a fare marcia indietro di fronte ad evidenze che il movimento insistentemente aveva posto all’attenzione dell’Amministrazione fin da subito. Un atteggiamento sconsiderato che è riuscito perfino a ridare fiato ad una opposizione priva di idee e progetti, che ha colto al volo questa ghiotta opportunità per cercare di rilanciarsi tentando, per altro goffamente, di cavalcare questo movimento”.

“Fa sinceramente male  – aggiunge – vedere una destra che parla strumentalmente, contro la sua storia e la sua cultura politica, di partecipazione democratica e di difesa di un bene comune e, di contro, un centro sinistra che di queste battaglie, ha fatto storicamente, la ragione della sua stessa esistenza, che invece vuole svendere un bene pubblico, bravi, non c’è che dire, siete riusciti a creare a Lucca, il mondo alla rovescia. Con che faccia chiamerete, la prossima primavera, tutti a raccolta in nome dell’antifascismo, per fare argine contro il pericolo della destra? Proprio voi avete contribuito a rianimarla offrendole, su di un piatto d’argento, una inaspettata opportunità politica. Stendo volutamente, per amor di patria, un velo pietoso, e non commento, il comportamento di quella sinistra che aveva chiesto un voto per rappresentare una spina nel fianco di un Pd affetto da centrismo liberaldemocratico per spostarlo un po’ più a sinistra. Non pervenuti”.

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