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Raspini: “Tagetik alla Manifattura, Lucca non può perdere altro tempo”

Ma l'assessore apre anche all'idea dell'hub della musica: "Proposte che potrebbero essere verificate in un percorso partecipativo per l'area non inclusa nella vendita"

Da un lato Tagetik – che non ha ancora rinunciato all’ipotesi di un insediamento nel cuore del centro storico -, dall’altro le idee che si affacciano all’orizzonte per popolare l’ex Manifattura. Due prospettive che secondo l’assessore e candidato sindaco Francesco Raspini sono irrinunciabili e che necessitano di risposte veloci. La prima soprattutto, quella della azienda, oggi olandese, che ha bisogno di concretizzare. Le seconde che, concede Raspini, potrebbero essere decise nell’ambito di un processo partecipativo che ripensi il futuro della parte della manifattura che non sarà oggetto di vendita.

“Una delle più importanti realtà industriali del nostro territorio – osserva Raspini riferendosi a Tagetik -, un’eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica e digitale, ha bisogno di una nuova sede. Perché pensa di assumere nuovo personale nei prossimi due anni e perché vuole creare attorno a sè un vero e proprio polo nel quale aggregare altre aziende che operano nella stessa filiera produttiva”.

“E vuole farlo in centro storico, segnatamente nella manifattura – ricorda Raspini -. Contribuendo a riportare dentro le Mura lavoro (buono e ben retribuito) e funzioni che si integrerebbero perfettamente con le attività già esistenti che, anzi, ne trarrebbero sicuro giovamento. Si parla da anni di come dare un futuro al centro storico per non dipendere esclusivamente dalla sua naturale vocazione turistica. Bene, ci siamo. Ma non c’è molto tempo perché l’azienda – oggi olandese – sta vagliando anche altre opzioni fuori da Lucca. Ed è chiaro a tutti quale danno sarebbe, soprattutto per i dipendenti e per l’indotto economico cittadino, se la città nel suo complesso non riuscisse a creare le condizioni per questa operazione di sviluppo aziendale costringendo Tagetik a guardare altrove”.

Poi ci sono le proposte arrivate più di recente: “Ultimo, ma non meno importante – aggiunge infatti Raspini -: sono emerse anche altre stimolanti idee che possono essere raccolte per progettare lo sviluppo del resto della Manifattura sud non interessato dalla vendita. Il progetto di Music Innovation Hub ne è un esempio. Si tratta di suggestioni la cui praticabilità deve ancora essere compiutamente approfondita, magari proprio con un percorso partecipativo, ma che sarebbero certamente più attuabili in un quartiere già parzialmente ‘acceso’ o in via di ‘accensione’. Insomma, in questa ipotesi vincerebbero tutti. Soprattutto l’interesse della città che, almeno in questo caso, va perseguito senza divisioni di partito o di schieramento cittadino. Perché il futuro della città appartiene a tutti e non può essere sacrificato sull’altare di una lotta di potere”.

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