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Menesini: “Il Pd ha presa sui territori, ora si strutturi l’intesa con M5S”

Il presidente della Provincia: "La vittoria ad Altopascio dimostra che il centrosinistra può vincere anche a livello nazionale"

“Adesso sappiamo che il centrosinistra può vincere anche a livello nazionale, se antepone il bene del Paese alle simpatie o antipatie fra partiti: costruire un centrosinistra ampio e unito, al cui interno trovino casa tutte le forze progressiste, europeiste ed ecologiste”. Sono parole del presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori, Luca Menesini, il quale analizza il voto locale delle amministrative, con uno sguardo al nazionale e soprattutto al futuro del centrosinistra.

“Il voto di queste amministrative – che sappiamo non corrispondere al voto nazionale, dove vota un 20% in più di popolazione e dove sono in ballo i leader nazionali in prima persona – ci dice comunque qualcosa di importante, ovvero che il Pd ha un grande radicamento nei territori, che può essere il federatore di un centrosinistra allargato, e che questo soggetto allargato è competitivo e può vincere anche sul piano nazionale. Anziché rivendicare ogni partito il proprio risultato personale, che poi da solo serve a poco, sarebbe opportuno ragionare in modo più ampio, che poi è quello che ci chiedono i cittadini. Meno divisioni e più condivisione. E lo dico da esponente del Pd, ovvero del partito che senza dubbio è uscito vincitore dalle urne. Ma non è questo che mi interessa, quello che mi interessa è che anche con le elezioni politiche del 2023 l’Italia abbia un governo stabile, europeista, riformista che fa dell’ambiente, del lavoro e della salute punti cardine della sua azione”.

Secondo Menesini è necessario l’accordo con i Cinque Stelle: “Per realizzare questo – aggiunge infatti – bisogna strutturare il dialogo con il Movimento 5 Stelle, che non poteva che uscire penalizzato da queste elezioni visto che sta vivendo una metamorfosi enorme. Il nuovo M5S, infatti, deve fare la scelta di campo di stare con le forze progressiste, che poi è quello che sta facendo oggi con il Governo Draghi e quello che ha fatto con il Governo Conte II. Allo stesso tempo, c’è spazio per federare anche forze molto vicine al Pd come Iv e Azione e in generale il mondo moderato, che difficilmente può riconoscersi in un centrodestra a trazione Meloni e Salvini. Detto questo, ritengo che il centrosinistra, tutto, debba avere il coraggio di scelte più nette su temi urgenti come il cambiamento climatico e in generale la transizione ecologica, il lavoro, il supporto alle professioni e alle piccole e medie imprese, e la salute”.

“Temi oggi fondamentali – afferma – e che devono essere portati avanti secondo il criterio dell’equità e dell’inclusione di tutti. Quando dico tutti, penso anche a tutti coloro che in questa tornata elettorale hanno preferito restare a casa: va costruita una proposta che ascolti e guardi anche a loro. Perché è possibile trovare le sintesi necessarie e lottare per un benessere ampio, che non lasci indietro nessuno. Per questo, invito oggi tutte le forze politiche che possono riconoscersi in un centrosinistra ampio, plurale ed europeista a concentrarsi su ciò che ci unisce, e smetterla con personalismi e tattiche. Abbiamo davanti a noi una grande opportunità di costruire un percorso e una coalizione credibile e capace di governare nell’interesse del Paese e, a livello locale, delle nostre comunità”.

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