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Cantini: “Manifattura sud, il piano del Comune è l’unico possibile”

Il capogruppo di Lucca Civica: "L'amministrazione Tambellini ha sempre lavorato per il bene della città"

“Lavorare per il bene della città, questo è quanto ha fatto finora la nostra amministrazione comunale, l’amministrazione Tambellini”. E’ quanto sostiene Claudio Cantini, capogruppo di Lucca Civica, riferendosi soprattutto alla quetione dell’ex Manifattura, dopo il voto in consiglio comunale di ieri sera (5 ottobre).

“Io ci sono stato dentro alla parte sud della manifattura, pochi mesi fa – racconta -: è purtroppo una serie di edifici cadenti ai quali presto occorrerà mettere mano, se non altro per metterli in sicurezza e non farli cadere nel bel mezzo della città, con rischi annessi e connessi. Dopo anni di abbandono, nei quali nessuno ha proposto alcunché o sollevato problemi per l’inserimento della manifattura sud nel piano delle alienazioni (come era anche nel recente passato), è stato proposto all’amministrazione un project per il recupero complessivo degli immobili. Come avrebbe fatto ogni ente responsabile, abbiamo valutato fino in fondo la possibilità di andare avanti per questa strada, non limitandoci ad una mera risposta come sarebbe stato obbligatorio per legge. Dopo mesi di analisi approfondite, abbiamo posto le condizioni ultime per la realizzazione, quelle per cui la città ne avrebbe trovato giovamento senza però arrecare rischi eccessivi sul bilancio del comune. La risposta dei proponenti non c’è stata ed è per questo che il project è caduto, non certo per meriti o demeriti dell’amministrazione o delle opposizioni, che anzi anche su questo erano divise fra chi avrebbe dato gli immobili ad ogni costo e chi non li avrebbe dati a nessun costo. Questa è la storia recente”.

“Ma esiste anche l’attualità – prosegue Cantini -: la manifattura necessita di interventi sostanziali di rifacimento, occorre necessariamente salvaguardare l’occupazione in aziende multinazionali che potrebbero diversamente prendere strade differenti, e tutto questo insieme potrebbe servire da volano per il rilancio del livello occupazionale dell’indotto oltre ad un ingente investimento a breve di svariati milioni sulla nostra città. Tutto questo si coniuga in quanto fatto ieri dalla maggioranza in Consiglio Comunale: dare la possibilità, attraverso una gara pubblica, di inserire nella manifattura una attività produttiva in centro città, attività cosiddetta del terzo millennio fatta in gran parte da giovani, che non produce inquinamento e che potrebbe innescare un circolo virtuoso per l’inserimento di altre attività simili in un edificio già preposto al produttivo”.

“Esistono altre possibilità? Al momento no, almeno non agli atti e non concrete – sostiene -. Chi si oppone lo fa in maniera strumentale, spesso per opportunità politica, aggrappandosi ad un’idea progettuale che è stata presentata alcuni giorni fa e della quale si parla da tempo. Ma sorgono domande reali: possibile che si sia voluto presentare alla città un’idea e non si sia depositata alcuna manifestazione di interesse concreta in comune, come si dovrebbe fare per intenzioni serie? Possibile che si dica che il progetto sarà pronto in futuro quando sono ormai due anni che se ne parla? Possibile, soprattutto, che non ci sia uno straccio di fattibilità finanziaria di quello che si vuole fare e di come si manterrà economicamente l’idea? Ricordo che, oltre all’intera Manifattura nord in via di rifacimento che è e resterà pubblica, il bando di gara che ci sarà per l’alienazione di due edifici del complesso della manifattura sud riguarda solo la metà del complesso stesso e che resteranno circa 10.000 mq di edifici nei quali potranno trovare posto altre attività, culturali, musicali o altro, che volessero essere lì inserite e che, comunque, il bando per l’alienazione sarà ovviamente pubblico e chiunque potrà parteciparvi. Ieri sera abbiamo compiuto un ulteriore passo, per quanto nelle possibilità dell’amministrazione, verso il tentativo di recuperare una importante parte di città ad uno scopo anche produttivo che può dare nuova linfa vitale al centro storico, nell’interesse esclusivo della maggior parte dei cittadini che, pur con meno baccano di altri, vedono in quanto fatto una grande opportunità per il bene di Lucca”.

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