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Manifattura sud, Barsanti: “La sinistra mette in svendita la città”

Il consigliere di opposizione dopo il voto in Consiglio: "La discussione ha dimostrato tutta l’arroganza dell'amministrazione"

“La giunta Tambellini fa rientrare dalla finestra coloro che erano stati fatti uscire dalla porta grazie al lavoro dell’opposizione, vendendo loro metà della manifattura sud”. È questo il giudizio che il consigliere di Difendere Lucca Fabio Barsanti dà della pratica approvata ieri sera (5 ottobre) dalla maggioranza, con la quale si inseriscono 10mila metri quadri dell’edificio nel piano delle alienazioni.

“La giunta mette ostinatamente in svendita la città – attacca Barsanti in una nota – e lo fa in perfetta continuità con lo spirito che aveva portato ad accettare supinamente la fregatura del project financing. Dopo aver allontanato un assessore contrario, dopo aver spostato di ruolo il dirigente che ha fatto saltare il project per Coima e Fondazione, e dopo essere stata costretta a dichiarare l’assenza di pubblico interesse dell’operazione, l’amministrazione ha deciso di far rientrare gli stessi attori dalla finestra, mettendo all’asta il 50% del complesso della manifattura sud. Chi sarà ad acquistarlo? Dalle parti del Pd non ne fanno nemmeno mistero: deve essere la Fondazione”.

“L’operazione, come sappiamo, serve per far entrare all’interno del complesso Tagetik – continua la nota – che con Fondazione e Coima ha, o aveva, un accordo. La stessa Tagetik ha sempre ribadito l’interesse a trasferirsi all’interno di quei locali, ma non acquistandoli, bensì andando in affitto. Ecco dunque fatta l’operazione: il fondo pagato dalla Fondazione e gestito da Coima ne entrerà in possesso (tramite un’asta, si intende) e affitterà a Tagetik. Un modo di procedere molto dubbio e tutto da verificare in termini procedurali, del quale a farne le spese potrebbe essere la stessa multinazionale con sede a Lucca. Resta da capire cosa abbia intenzione di fare la Fondazione, ancora una volta gettata o gettatasi nell’agone politico, e se un’operazione come questa possa essere coerente con i propri fini istituzionali”.

“La discussione di ieri ha dimostrato tutta l’arroganza della sinistra – prosegue la nota – e la lontananza dagli interessi della città. Abbiamo chiesto con un ordine del giorno un rinvio della pratica per poter attendere la presentazione del progetto Lucca città della musica, ma non è stato accettato. Abbiamo ricordato come vi sia in corso la richiesta di avvio di un processo partecipativo chiesto dall’opposizione e da 1400 firmatari, ma non ha suscitato interesse. Abbiamo chiesto un impegno a sindaco e giunta affinché le risorse derivanti dalla vendita non vengano impiegate per realizzare parcheggi a solo uso del futuro privato, ma non si sono voluti prendere l’impegno. Insomma – conclude il consigliere di Difendere Lucca – una brutta pagina per la politica e per la città intera”.

Sulla vendita di parte della Manifattura interviene anche il movimento Difendere Lucca: “Il centrosinistra ha imposto alla città questo piano, se ne assume così tutta la responsabilità. Una responsabilità grave perché va contro gli interessi della città e la volontà dei cittadini”.

“Questa amministrazione – continua la nota – sta governando la città in modo autocratico. Nessuna voce di dissenso è ammessa, nessuna reale partecipazione dei cittadini garantita. Il filo diretto della giunta con i poteri forti della città getta un’ombra sulla gestione della cosa pubblica, e impone delle riflessioni su chi stia realmente governando Lucca in questo momento”.

“Solo pochi giorni fa – continua la nota – l’assessore Vietina faceva i complimenti a se stessa per la “partecipazione” che il Comune di centrosinistra garantirebbe ai cittadini. Niente di più lontano dal vero, e la manifattura lo conferma: non solo i lucchesi non sono stati coinvolti in alcun modo, ma il centrosinistra è andato contro la volontà di 1400 persone che in pochi giorni hanno chiesto un processo partecipativo e le posizioni dei consiglieri di opposizione, rappresentanti del proprio elettorato”.

“A pochi mesi dalla fine del mandato e dopo i grossi errori già commessi sulla Manifattura – conclude Difendere Lucca – ci saremmo aspettati da parte della maggioranza un serio momento di riflessione e di rispetto per la città. Invece ha deciso di forzare la mano e imporre una nuova vendita a pezzi. Decisioni calate dall’alto che niente hanno a che vedere con una politica lungimirante per Lucca”.

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