Manifattura sud, Panchieri (Pd): “Da voto su alienazione emerge la divisione del centrodestra”

Il segretario del circolo del centro storico: "Ora c’è bisogno di chiarezza e di concretezza"

“Con il voto compatto della maggioranza, l’astensione, coerente e responsabile, del consigliere Barsella, ed il voto contrario di sei degli undici rimanenti consiglieri di minoranza, il consiglio comunale ha approvato ieri il piano di alienazione di una parte della manifattura sud che decide la vendita, secondo le regole previste dalla legge, di due delle cinque porzioni ivi esistenti, per favorirne il recupero e aprire la possibilità di un celere insediamento di attività produttive, decisione che, tuttavia, non pregiudica l’utilizzazione a fini culturali dei rimanenti tre spazi”. Così Roberto Panchieri, segretario del circolo del centro storico del Pd.

“Si chiude – dice Panchieri – una fase e se ne apre un’altra assai impegnativa per le forze economiche e sociali della città. Per quanto riguarda la politica, si può notare che dal voto emerge ancora una volta la divisione nelle forze di centrodestra e la difficoltà dell’ex candidato sindaco Santini a garantire la capacità di tenerle unite. Del resto è molto complicato che ciò possa avvenire se si finisce per sposare una linea oggettivamente estremistica, fatta di cavilli e di sospetti, che nulla ha a che fare con i veri interessi della città. Quando, per sposare un presunto processo partecipativo, si finisce per delegittimare l’istituzione che si rappresenta, il finale è già scritto”.

“Il sindaco – dice ancora Panchieri – ha delineato con assoluta chiarezza e trasparenza le finalità dell’operazione ed il percorso previsto. Non c’è ostilità verso nessuno, tantomeno verso chi ha partecipato al convegno svoltosi a Palazzo Pfanner. Ma c’è bisogno di chiarezza e di concretezza. Chi vuole e chi è in grado di dare una mano per arrivare alla soluzione lo può fare. Ciò che non si può più fare è menare il can per l’aia e continuare a vivere di suggestioni e promesse. Adesso tocca in primo luogo a chi può farlo. E certamente, a mio avviso, l’istituzione Fondazione Cassa di Risparmio non può sottrarsi, se è vero, come ha ricordato “l’anzian di Santa Zita”, professor Alberto Varetti, che i soldi della Fondazione sono dei lucchesi e che, se la collettività chiede di restaurare la Manifattura, la Fondazione deve rispondere”.

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