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Ex Manifattura, Bindocci (M5S): “Interessi enormi. Ma il Comune non fa quello dei cittadini”

Il consigliere pentastellato: "I soliti poteri forti stanno mettendo davvero le mani sulla città"

“Ho appreso della visita recente degli assessori Bove e Mammini alla ex manifattura sud e mi sono venute spontanee alcune considerazioni”. A parlare è il consigliere comunale del movimento 5 stelle Massimiliano Bindocci, che si pronuncia in merito alle questioni sicurezza e affitti della manifattura.

“Il Comune di Lucca nel 2018 – dice – conclude un contratto d’affitto di circa 4mila metri quadri della manifattura nord, ristrutturati secondo le esigenze della proprietà della scuola Campus, per 210mila euro annui. Dall’altra parte, la fondazione Cassa di Risparmio di Lucca conclude, nel 2020, un preliminare di contratto d’affitto per circa 7mila metri quadri di manifattura sud per 750mila euro annui. I fatti stanno a dimostrare che in Comune ci sono persone poco capaci di salvaguardare l’interesse pubblico mentre alla fondazione ci sono delle persone molto preparate e che hanno saputo fare un ottimo affare con Tagetik forse, non conoscitore del mercato immobiliare lucchese. O forse può far capire molte cose, che non si possono scrivere”.

“Perché Tagetik accetta di pagare il doppio – si chiede Bindocci – oppure perché il Comune affitta a Campus alla metà? Però appare evidente che il comune avrebbe dovuto affittare i pregevoli 4mila metri della Manifattura nord con una base d’asta di almeno 400mila euro, mentre ha messo una base d’asta bassa a mio parere irrisoria accontentandosi  di 210mila euro. Eppure – osserva – si tratta di una zona della ex manifattura di estremo pregio, c’è una bellissima balconata restaurata, che si affaccia nel sottostante chiostro con elementi di squisita architettura. Ma se esisteva la volontà di Tagetik di andare nella manifattura perché l’accordo non è stato fatto direttamente con il Comune che, con un affitto assicurato di 750mila euro, avrebbe salvaguardato la proprietà pubblica ed avrebbe consentito di trovare il prestito per restaurare il resto dell’immobile, facendo guadagnare i cittadini lucchesi e mantenendo la proprietà pubblica?”.

“Questa visita degli assessori alla manifattura ed i dati che ho raccolto – conclude Bindocci – continuano a far pensare che gli interessi sulla manifattura siano enormi, le scelte del Comune contraddittorie, e l’asta consentirà di perdere un bene pubblico per pochi soldi, offendendo il diritto di cittadinanza di 1400 persone che avevano firmato la richiesta di poter partecipare e di tutti i lucchesi che vorrebbero decidere cosa fare dei grandi contenitori della città, mentre quello che sta accadendo è che i soliti poteri forti – per dirla usando un titolo famoso – stanno mettendo davvero le mani sulla città”.

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