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Santini: “Chiosco Da Piero, il Comune usi il buon senso”

Il leader di SiAmo Lucca: "Impossibile non aver trovato una soluzione in tutti questi anni"

“La vicenda del chiosco Specialità da Piero conferma ancora una volta, ce ne ne fosse stato bisogno, la mancanza di sensibilità del Comune sulla difesa delle tradizioni della città. Non è possibile che in tutti questi anni non si sia trovata una soluzione per fa rimanere l’attività dove si trova, o individuare un’altra collocazione nei paraggi”.  Lo sottolinea in una nota Remo Santini, capogruppo di opposizione della lista civica SìAmoLucca, in merito all’imminente pronuncia del Tar sullo smantellamento della struttura, chiesto dal Comune stesso.

“L’amministrazione si difende dicendo che gli spalti delle Mura sono tutelati dal codice dei Beni culturali, e che quindi il chiosco deve essere rimosso, aggiungendo che alla proprietà sono state proposte diverse soluzioni per il trasferimento ma non accettate – spiega Santini – dall’altro lato la famiglia Pepi sottolinea che in tutti questi anni e nel coso di svariati incontri è invece emersa la volontà della giunta di centrosinistra a non trovare una soluzione. Visto il comportamento da Ponzio Pilato di questa amministrazione, non abbiamo dubbi a chi credere. Del resto, è stato in questo mandato che l’Opera delle Mura, precisamente nel 2018, ha rigettato la proposta di sanatoria, ed è sempre con la gestione Tambellini che nel piano del commercio non si è prevista un’area dove eventualmente trasferire i chioschi“. Ma Santini fa anche un’altra considerazione. “Come non si può pensare al fatto che siamo di fronte al classico atteggiamento dei due pesi e due misure – aggiunge – quando ad esempio sulle Mura ci sono attività di ristorazione? E che dire di una burocrazia che è trascinata così a lungo? Se il Comune vuole, una soluzione di può’ trovare: ad esempio, nel piano di riqualificazione di Piazza Santa Maria, le Specialità da Piero potrebbero trovare posto?  Infine, è stata aperto un confronto con la Soprintendenza per capire se potessero esserci deroghe e lasciare l’attività nella posizione dove si trova da 66 anni? Possibile che non si possa far nulla per salvaguardare identità e lucchesità, e difendere un simbolo? Volere è potere. Si recuperi buonsenso, e si mettano da parte le crociate estestico-culturali nei confronti di strutture che ormai fanno parte a pieno diritto del paesaggio storico della città”.

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