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Vietina: “Cittadinanza onoraria al Milite ignoto un monito per le future generazioni”

L'assessore esprime soddisfazione per il via libera alla mozione in consiglio comunale

“Riconoscere a un corpo senza nome di avere un’identità simbolica da assurgere a valore nazionale e pubblico ha reso il Milite Ignoto un simbolo di tutte le vittime delle guerre e un monito per le future generazioni a non dimenticare il sacrificio umano che sempre ogni guerra porta con sé”. Sono parole dell’assessore alla memoria del Comune di Lucca, Ilaria Vietina all’indomani dell’approvazione della mozione per concedere la cittadinanza onoraria al Milite ignoto, in Consiglio comunale.

“Milite Ignoto è diventato a tutti gli effetti cittadino onorario di Lucca con l’approvazione ieri in Consiglio comunale della delibera con cui il Comune di Lucca ha accolto la proposta con cui Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani) aveva chiesto a tutti i comuni italiani di rendere memoria e offrire una qualche forma di gratitudine ai caduti in occasione del centesimo anniversario della traslazione della salma del Milite ignoto all’altare della Patria – osserva Vietina -.  Il conferimento della  cittadinanza onoraria è stata l’occasione per ricordare che 100 anni fa fu sancito dalla legge il riconoscimento del valore della vita dei soldati morti durante la Prima Guerra Mondiale. Anche in Italia, come in altri Paesi, il Parlamento desiderò realizzare questa speciale forma di commemorazione  individuando un feretro mai identificato che dalla Basilica di Aquileia fu condotto a Roma e deposto all’Altare della patria per essere commemorato dalle autorità e dalla popolazione.  Il fatto che non si potesse risalire alla provenienza, all’età, alla professione e all’identità di questo feretro permetteva di renderlo un simbolo che potesse rappresentare tutti i caduti della Prima guerra mondiale (parliamo di circa 650.000 persone). Si affermò così una narrazione nuova, che offrisse a tutti la possibilità di ricordare e piangere le persone che non avevano più fatto ritorno alle loro famiglie e di cui non si era saputo più nulla (padri, figli, mariti, fratelli, nipoti).  Un’iniziativa certamente legata a un atteggiamento di patriottismo tipico di quell’epoca, ma che possiamo anche leggere come una dimostrazione di civiltà e di consapevolezza collettiva. L’intenzione era commemorare le sofferenze, ricordare tutte le persone che avevano perduto la vita, senza indulgere ad una visione idealizzata della guerra.  Per anni molte famiglie anche a Lucca hanno atteso e poi pianto giovani uomini chiamati al fronte, in alcuni casi mai più tornati e dati semplicemente per dispersi sui campi di battaglia. Riconoscere a un corpo senza nome di avere un’identità simbolica da assurgere a valore nazionale e pubblico ha reso il Milite Ignoto un simbolo di tutte le vittime delle guerre e un monito per le future generazioni a non dimenticare il sacrificio umano che sempre ogni guerra porta con sé”.

“Sono certa  – aggiunge Vietina – che questo conferimento della cittadinanza onoraria al Milite ignoto e  il treno che ad ottobre ripercorrerà quel viaggio realizzato nel 1921 per la traslazione della salma, saranno l’occasione per ribadire l’atto di riconoscenza verso coloro che hanno dato un loro contributo in cambio della vita e per una sensibilizzazione delle coscienze avviata dopo la fine della guerra e culminata con la parole che  i padri e le madri costituenti vollero scolpire nella Carta Costituzionale prevedendo all’articolo 11 il ripudio (non il semplice rifiuto) della guerra  come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

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