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Elezioni 2022, si complicano le manovre verso Palazzo Orsetti fra primarie, dissidi e l’incognita terzo polo

Azione e Italia Viva scoprono le carte e paventano l'ipotesi Del Ghingaro. Il Pd accelera per le consultazioni interne, il centrodestra deve risolvere i contrasti emersi dalle amministrative di inizio mese

Elezioni 2022, l’affare si complica.
Dopo la tornata amministrativa d’autunno, infatti, il riposizionamento di partiti e movimenti rischia, se non lo ha già fatto, di sparigliare le carte. E i primi segnali si vedono.

Partiamo dal centrosinistra, dove i giochi sembravano fatti con la “discesa in campo” degli assessori della giunta Tambellini Francesco Raspini e Ilaria Vietina destinati a giocarsi la candidatura alle primarie. Ma nel panorama politico di qui alla prossima primavera, nell’area politica di riferimento, aleggiano due incognite: la prima è la posizione dell’assessore regionale Stefano Baccelli che nel caso non si candidasse direttamente vorrà avere voce nella prossima consiliatura nella città che è stata guidata, come primi cittadini, sia dal nonno sia dal padre. L’esponente della giunta Giani, infatti, non è mai entrato in sintonia con il sindaco Tambellini e, in caso di vittoria del centrosinistra, per i prossimi cinque anni vorrebbe un dialogo maggiore con l’amministrazione comunale e un ‘peso’ diverso nelle scelte per il futuro della città.

L’altra incognita è quella che ormai non appare più solo un pour parler, ovvero la possibilità di un nome forte in grado di rappresentare quell’area che dalla destra del Pd arriva fino a Forza Italia. Nelle ultime settimane Azione, con il sindaco di Coreglia ed ex assessore regionale Marco Remaschi e Italia Viva, con il coordinatore Alberto Baccini, non hanno fatto mistero di guardare a un ‘terzo polo’. Remaschi, nell’ultima uscita pubblica, ha fatto anche i nomi: quello del sindaco di Pescaglia, Andrea Bonfanti, di area Pd, ma anche quelli del sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro (gradito anche a Italia Viva) e dell’ex presidente di Confindustria Cristina Galeotti.

In questa situazione Del Ghingaro, da Viareggio, gigioneggia e provoca. Lo fa intervenendo su temi lucchesi (dai bomboloni di Piero alla capitale italiana della cultura), postando interventi più o meno criptici e frasi d’archivio sui social (che gestisce personalmente). Come dire: se mi fate innervosire, io ci sono. Intanto uno dei suoi ‘uomini’, quell’Alberto Veronesi che per protesta lasciò il podio di una rappresentazione al Pucciniano in solidarietà con il sindaco di Viareggio momentaneamente sospeso dal Tar, ha chiuso la sua sede di ascolto aperta per qualche mese in via Vittorio Veneto. Non sarà, insomma, della partita delle primarie perché potrebbe schierarsi in appoggio a un candidato che ambirebbe a guidare il terzo Comune nella sua carriera.

In tutto questo il senatore Massimo Mallegni già dopo il primo turno delle amministrative di inizio ottobre non ha nascosto di gradire gli ‘esperimenti politici’ come è stato nel caso di Seravezza con la vittoria di Lorenzo Alessandrini, intorno al quale si sono riunite più anime: per intendersi dal capo di gabinetto del Comune di Pietrasanta Adamo Bernardi all’ex sindaco Pd di Stazzema Michele Silicani. Un laboratorio politico che potrebbe sposarsi, qualora saltasse l’ipotesi unitaria del centrodestra, con una ipotesi terzo polo.

Fantapolitica? Forse. Anche perché in realtà il senatore Massimo Mallegni pare aver ‘sdoganato’ fra i suoi la candidatura di Mario Pardini per la carica di sindaco. Una candidatura che al momento vedrebbe l’adesione di gran parte di Fratelli d’Italia e i tanti dubbi di Lega e liste civiche.

In questa incertezza, dovuta anche alla freddezza dei rapporti fra Lega e Fratelli d’Italia, acuita anche dall’esito del voto di Massarosa dove i due partiti si sono presentati divisi al primo turno e si sono ‘fusi a freddo’ nel secondo, potrebbero emergere altri nomi o altre situazioni. È insistente negli ultimi giorni l’ipotesi che vorrebbe in campo Luca Leone, ex assessore e vicesindaco delle ultime amministrazioni comunali di centrodestra in città, poi consigliere di opposizione nel primo mandato di Tambellini e attualmente capo di gabinetto del sindaco di Pisa, Michele Conti. Un nome ‘forte’ da spendere sul tavolo del centrodestra, da contrapporre non solo a Pardini ma anche alle altre ipotesi emerse nell’arco dei mesi fra le quali Ilaria del Bianco, presidente dei Lucchesi nel Mondo e Francesco Caredio.

Lo scenario, a questo punto, potrebbe complicarsi e guardare nell’ottica di un assai probabile ballottaggio per la guida del Comune. Il primo turno potrebbe servire, alle diverse liste e coalizioni, per ‘contarsi’ in vista di un successivo apparentamento per il secondo turno. A quel punto il parterre potrebbe presentare più candidati parcellizzando simboli e liste.

Decisive, a questo punto, saranno le prossime settimane e anche le mosse dei principali partiti delle rispettive coalizioni. Il Pd, in particolare, sta cercando di accelerare sull’organizzazione delle primarie per presentarsi a inizio anno con il candidato pronto alla campagna elettorale. Il centrodestra, che nel frattempo prosegue nei lavori per il programma, anche sulla scia delle sollecitazioni del segretario nazionale della lega, Matteo Salvini, vorrebbe anch’esso accelerare la scelta del candidato. Una situazione che potrebbe non concedere i tempi giusti per sanare le divergenze e favorire la divisione rispetto all’unità. È solo questione di poche settimane, poi il panorama si farà più chiaro e tutte le forze in campo troveranno la loro collocazione.

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