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Cinque pregiudiziali per il piano operativo: “Poca trasparenza e poco tempo per approfondire”

Il dibattito sul nuovo piano urbanistico della città parte con il tentativo di rinviare la seduta

Nuovo piano operativo, è il giorno della delibera di adozione in consiglio comunale. Un ordine del giorno che i consiglieri di opposizione hanno tentato, senza successo, di rinviare con la presentazione di cinque pregiudiziali, una prima a firma del capogruppo del M5s Massimiliano Bindocci e altre quattro presentate dal consigliere Alessandro Di Vito di Siamo Lucca.

“La modalità di riservatezza con la quale si è deciso di procedere in commissione – ha esordito Bindocci – non ci appartiene. Questa è una procedura non trasparente per un atto importante, e non va bene. Chiediamo di coinvolgere nel dibattito comitati e cittadini, perché questo piano operativo propone interventi di cementificazione irreversibili. Prendo le distanze da questa pratica, dal sapore pre-elettorale e per alcuni aspetti di dubbia legittimità, e chiedo di rimandare il voto anche alla prossima consiliatura”.

Il riferimento è al modus operandi scelto per approfondire il quadro propositivo del piano in commissione urbanistica: non sedute pubbliche ma riservate ai soli consiglieri, con l’obiettivo di proteggere da ingerenze esterne un lavoro che avrà conseguenze dirette, una volta approvato, anche sul mercato immobiliare.

D’accordo con Bindocci il capogruppo di Siamo Lucca, Remo Santini: “Le motivazioni di Bindocci ricalcano quelle di Siamo Lucca. Non ci sono stati i tempi tecnici per consentire ai consiglieri comunali l’approfondimento. Aver fatto le commissioni a porte chiuse e non aver coinvolto i cittadini come si doveva sono elementi sufficienti per rimandare la votazione e iniziare ora, in consiglio, la discussione. I dubbi sui tempi stretti erano stati espressi da Siamo Lucca nella preconsiliare. Per come è stato organizzato il lavoro, né consiglieri né cittadini sono stati messi nelle condizioni di approfondire“.

Secca la replica della maggioranza per bocca del capogruppo Pd, Roberto Guidotti: “Parlo a nome di tutta la maggioranza. Naturalmente questo ordine del giorno è da rigettare perché il percorso è stato progettato senza opposizione alcuna nella capigruppo. La riservatezza della pratica è stata determinata dalle ricadute dirette sul territorio che lo strumento ha. La partecipazione? Si è svolta ed è documentata nel rapporto della garante, allegato alla delibera di adozione. Siamo orgogliosi del percorso fatto, del lavoro degli uffici e dell’importanza di dotare la città di uno strumento adeguato per il governo del territorio“.

Prima della votazione, che ha respinto la pregiudiziale, è intervenuto anche il capogruppo di Difendere Lucca, Fabio Barsanti: “Le motivazioni di Bindocci sono in buona parte condivisibili e anche in commissione è stato chiesto di slittare per garantire maggiore condivisione. Le tempistiche sono state strette. Nel bene e nel male, comunque, questo lavoro richiede un plauso agli uffici per il grado di approfondimento e dettaglio del piano. Ma, proprio per questo, era necessario più tempo per i consiglieri per entrare nel concreto dello strumento”.

Per la seconda pregiudiziale ha preso la parola il consigliere Di Vito: “Il piano strutturale ha indicato, Utoe per Utoe, un dimensionamento delle possibili trasformazioni edilizie normate dal piano operativo. In nessun elaborato del piano operativo, però, è definita la perimetrazione delle singole Utoe e quindi è impossibile effettuare un adeguato monitoraggio. Anche nel piano strutturale, peraltro, manca la precisa perimentrazione delle singole Utoe e questo viola, secondo noi, l’articolo 92 della legge regionale. Per questo si richiede il rinvio, per permettere un adeguamento tecnico a questa mancanza”.

Non si fa attendere la risposta della maggioranza. Guidotti: “Questa pregiudiziale è da rigettare perché il piano strutturale, già approvato, individua le Utoe secondo legge e le rappresenta graficamente nel quadro progettuale, con relativo dimensionamento. Sono in ognuno degli 85 fogli del piano operativo, inoltre, in forma schematica, mentre per quanto concerne la verifica in merito al dimensionamento è facilmente deducibile poiché nell’elaborato sulle schede a norma, per ogni area di trasformazione è indicata l’Utoe di trasferimento riscontrabile poi nella tabella riassuntiva presente nell’appendice della relazione generale”.

Ribatte in modo provocatorio Bindocci: “Sono curioso di sapere cosa ne pensa la garante dell’informazione e partecipazione. Si potrebbe fare un test per verificare che la maggioranza sappia cosa vota? Sarebbe importante coinvolgere, capire. Va bene fidarsi dell’amministrazione, va bene che non possiamo essere tuttologi, ma anche nullologi è esagerato. Forse la motivazione è un’altra?”

Aggiunge Remo Santini: “Dico a Guidotti ‘buon per lui’ quando dice che tutto è facilmente deducibile. Si parla di centinaia di pagine, noi che non siamo urbanisti abbiamo avuto difficoltà. Le nostre pregiudiziali hanno un fondamento, non sono presentate per perdere tempo ma per ottenere una discussione più approfondita per la città, che si merita un piano discusso”.

Fa eco Barsanti: “Anch’io vorrei sapere che fine ha fatto la garante dell’informazione e partecipazione. Non abbiamo mai avuto percezione dell’azione di questo garante, anche per questioni come la manifattura“. Anche questa pregiudiziale è respinta dal voto della maggioranza.

La terza pregiudiziale è presentata, ancora, da Di Vito (Siamo Lucca): “Il 17 settembre abbiamo avuto il materiale e abbiamo avuto fino al 19 ottobre per gli emendamenti, 22 giorni lavorativi. Il piano ha oltre 300 elaborati. La mole di lavoro per studiarsi tutto è enorme. Ma il voto non può essere un atto di fede sul lavoro degli uffici o dell’assessora. Quello che dovrebbe essere un atto di consiglio finisce per essere un atto di giunta. Per questo chiediamo il rinvio, per studiare la pratica e permettere ai consiglieri di far vedere la pratica a esperti di propria fiducia”.

Santini ha osservato che sarebbe stato opportuno concedere almeno altri 15 giorni di tempo ai consiglieri “per rendersi conto delle anomalie del piano”. Guidotti (Pd) replica: “Il piano operativo è un atto importante per il miglioramento della città a tutti i livelli. Non sono tuttologo ma se vuole, Bindocci, qualche lezione gliela do volentieri. Sono argomenti tecnici, è inutile farci i teatrini sopra. Il piano risponde a normative sovraordinate e i tecnici comunali lavorano per tutti i cittadini, non per l’amministrazione. Quindi che vuol dire far vedere il piano a tecnici di fiducia?”

Nella sua terza pregiudiziale Di Vito, ricalca la precedente, ribadendo la grossa mole di lavoro. Il consigliere afferma che “negli elaborati in alcuni casi mancano indici e legende. Questo ha reso difficile lo studio della pratica e lo renderà complicato anche ai cittadini”. Per questo è stato richiesto un elenco più chiaro.

Risponde, ancora una volta, Guidotti: “Il piano è senza dubbio un procedimento complesso, che deve rispondere a normative sovraordinate che è stato portato avanti dagli uffici con un lavoro assiduo. Succede, di norma, che per capire che cosa c’è dentro un file, è necessario cliccarci sopra ed aprirlo. Peraltro, con una mail del 28 settembre dalla segreteria del consiglio comunale, è stata inviata a tutti i consiglieri il percorso per accedere all’elenco ragionato degli elaborati del piano operativo; peraltro, l’elenco degli elaborati con la specificazione del file e l’associato contenuto è riportato in più punti nella delibera. In ogni caso, proprio per tranquillizzare ancora il consigliere si fa presente che al momento della pubblicazione del piano all’albo pretorio e sulla pagina dell’urbanistica del sito del Comune, sarà riportata una pagina che aiuterà cittadini e professionisti ad orientarsi nella consultazione, come già previsto come misura nel piano di prevenzione della corruzione”.

La quarta e ultima pregiudiziale di Di Vito riguarda la demarcazione tra territorio rurale e territorio urbanizzato, con il piano che “contiene novità mai discusse e che si contraddice, inserendo oltre 27mila metri quadrati di nuova possibile edificazione in territorio rurale, dove dovrebbe essere interdetta, maggiori di quanti ne siano paradossalmente possibili in territorio urbanizzato”. Bindocci definisce il piano una colata di cemento sulla città, alla faccia degli ambientalisti. “Vi hanno messo il cartello Wanted in tutta la città – dice il consigliere pentastellato, alludendo all’azione degli studenti di Earth Strike – perché non sapete nemmeno cosa sia l’ambiente, cosa sia il verde. Veramente voi che proponete una colata di cemento sulla città pensate di essere credibili? Dov’è la vostra coscienza, al di là dei selfie con la Thunberg?”.

Conclude Di Vito: “La vostra incapacità politica ha fatto sì che in 10 anni la tensione abitativa restasse alta. Ecco perché serve che il 5 per cento degli interventi edilizi futuri venga destinata all’edilizia pubblica. A fare le spese della vostra incapacità saranno i cittadini che investono sul territorio”. Anche l’ultima pregiudiziale viene bocciata.

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