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Lucca 2022, Del Ghingaro: “Tirato in ballo ma non accetterò subdoli ricatti”

Il sindaco di Viareggio: "Mi sono conquistato la possibilità di guardare con distacco i giochetti della politica"

Ormai il suo nome circola da tempo nei corridoi della politica e alcuni danno per certa la sua discesa in campo per le elezioni amministrative a Lucca. Giorgio Del Ghingaro non ama essere “tirato per la giacchetta” e avverte: “Non accetterò subdoli ricatti”. Lo fa con un post in cui analizza l’attuale situazione: “Ad ogni elezione, di qualsiasi tipo ed in qualsiasi periodo, viene tirato nel mezzo il mio nome. A volte lo fa la destra, a volte la sinistra, in alcuni casi tutte e due insieme.  Il tiro della mia giacca è un esercizio ormai abituale, ripetitivo da diciassette anni”.

“C’è chi lo fa – afferma Del Ghingaro – perché, in buona fede, pensa davvero che possa essere adatto ad un altro ruolo, c’è chi lo fa strumentalmente per stimolare una discussione, altri lo fanno per delegittimare la mia persona, qualcuno per creare confusione e avvantaggiarsene, quelli che si credono più intelligenti lo fanno per togliermi di mezzo, perché evidentemente per qualche ragione dò loro fastidio. Io ascolto, leggo, m’informo, analizzo, com’è mia abitudine tendo ad approfondire tutte le cose che m’interessano. A volte m’arrabbio, altre volte mi diverto, nella stragrande maggioranza dei casi me ne frego, ogni tanto ne sono lusingato. Sono arrivato ad un’età nella quale so esattamente in politica cosa voglio fare e cosa no, cosa so fare e cosa no, dove voglia andare e dove no”.

“E siccome – aggiunge Del Ghingaro – ho la fortuna di non campare (e quindi dipendere) di politica ma vivere della mia professione, che esercito da quarant’anni, mi sono conquistato la possibilità di guardare con un discreto distacco le menatelle, le furbate, i giochetti e le parabole di chi invece consuma la sua esistenza nella continua ricerca di mantenersi un posto qualsiasi, in qualsiasi luogo, solo perché in qualche modo il pane va portato a casa.  Non è che improvvisamente si diventa più intelligenti, furbi e scaltri a sessant’anni, a questa età si è come si è sempre stati, con un po’ di peso in più sulle spalle, dato dall’esperienza degli anni passati, dalle fregature prese, dalle gioie e dalle delusioni, dalle battaglie combattute, da qualche guerra vinta.  In sintesi in politica nessuno si può permettere il lusso di decidere per me, di costringermi, di usare le armi più subdole del ricatto morale, o più evidenti degli ambigui avvertimenti, perché le mie scelte le faccio da solo e come sempre ho fatto me ne assumo totalmente la responsabilità. Ora che ho scritto come sempre quel che penso torno a lavorare, perchè, a differenza dei tanti soloni che sanno solo chiacchierare è la cosa che mi riesce meglio”.

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