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Ddl Zan bocciato al Senato, insorge il centrosinistra lucchese: “Un giorno triste”

Il senatore dem Marcucci: "Avevo detto che a Palazzo Madama mancava il sostegno". Zucconi (Fdi): "Bocciata l’imposizione ideologica delle teorie trasgender"

Stop in Senato al Ddl Zan per 23 voti, la legge contro l’omofobia che aveva ricevuto l’ok dalla Camera, al Senato non passa.

Tanti i commenti anche dalla politica locale. Duro il presidente del Consiglio, Francesco Battistini: “Lo schifo del voto della destra più retriva, da Italia Viva a Fratelli d’Italia, che ha negato una nuova e piena e dovuta stagione dei diritti”.
Così l’assessora al sociale Valeria Giglioli: “Che brutta, bruttissima pagina per il nostro Paese, questa in cui con il voto segreto si manda alla fossa una legge sacrosanta”. “Oggi è un giorno davvero triste – aggiunge l’assessore Francesco Raspini – L’Italia resta uno degli ultimi paesi europei a non avere una legge contro l’omotransfobia. Come sempre succede, soprattutto in Italia, la società, il paese, è più avanti rispetto alla burocrazia e alle beghette di partito e di palazzo. Presto ne avremo conferma tutti quanti”.

Amareggiato il senatore dem, Andrea Marcucci che però aveva messo in guardia il partito: “Sono amareggiato e deluso dal voto in Senato sul ddl Zan. Come ha scritto il mio collega Filippo Sensi, anch’io mi vergogno di questa decisione. In questi mesi, ho tentato diverse volte di mettere in guardia i miei colleghi: su questo provvedimento a Palazzo Madama mancava il sostegno della maggioranza dei senatori, un consenso che avrebbe dovuto essere costruito con un accordo. L’ho detto a maggio, l’ho ripetuto a luglio, ed ancora negli ultimi giorni”. “Ho salutato come positiva (ma comunque tardiva) – dice ancora – l’apertura del segretario Letta, a quell’apertura doveva seguire però un percorso di confronto con tutti i gruppi parlamentari. Ho l’abitudine di essere concreto, i disegni di legge che presentiamo, bisogna fare di tutto poi per approvarli. Stavolta non è andata così, la gestione, visti i risultati, è stata fallimentare. Mi auguro che il Pd rifletta a fondo su quanto è successo”.

“L’Italia – commenta il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti – a causa di una parte di classe politica decisamente inadeguata e fuori dal tempo (“nascostasi” dietro il voto segreto), si dimostra ancora colpevolmente indietro sui diritti civili”.

“L’amarezza di oggi rende ancora più importante ed urgente lottare per garantire diritti a tutte e tutti”, commenta il consigliere comunale di Sinistra con Tambellini, Daniele Bianucci.

Duro lo sfogo dell’attivista Lgbt, Massimiliano Piagentini: “Nascondendosi dietro il voto segreto, ieri la maggioranza dei senatori ha affossato il Disegno di legge Zan contro le violenze fisiche e verbali ai danni di gay, lesbiche, trans, donne e disabili. Non appena è stato reso noto l’esito del voto, dai gruppi di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono levati applausi e grida di gioia. Uno spettacolo grottesco e inquitante, ma comprensibile: evidentemente quei politici festeggiavano la possibilità di poter continuare a discriminare e aggredire impunemente, come hanno sempre fatto”.

“Ma la destra non è l’unica responsabile – prosegue – Anche il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, ha contribuito con il proprio voto a bloccare questa legge di civiltà, ed è emblematico che ieri il senatore di Rignano non fosse presente in aula  perché impegnato in Arabia Saudita, paese dove i gay sono condannati a morte. In questi mesi, realtà lgbtq, giovani, gruppi di donne, associazioni, hanno manifestato anche a Lucca a favore di questa legge e contrastato la martellante campagna di disinformazione – portata avanti a colpi di fake news –  che in città  ha raggiunto il suo apice nel settembre del 2020, quando il vescovo Giulietti patrocinò un convegno dell’estrema destra e dei Family day contro il Ddl, concedendo loro anche i locali dell’arcivescovado. Una manifestazione spontanea,  straordinariamente gioiosa e partecipata, contestò quell’iniziativa blindata e dimostrò quanta sensibilità e interesse vi fossero intorno ai temi trattati dal Ddl. Non sarà quindi un voto parlamentare, frutto di giochi di potere e di accordi sottobanco, a fermare la mobilitazione a favore del rispetto e dei diritti che si è manifestata in tutta Italia”.

“Certo, ora tutto è più difficile, ma non ci faremo scoraggiare – conclude Piagentini – Anche perché da tutti i sondaggi emerge che la maggioranza degli italiani è a favore di una legge contro l’odio e le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, al genere e all’identità di genere. Anche per questo, il voto di ieri dimostra chiaramente quale abisso separa il paese reale da certa politica“.

Soddisfatto, invece, l’onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia: “Non era e non è in discussione la lotta contro ogni forma di discriminazione per orientamenti sessuali, di religione o per disabilità ma l’imposizione ideologica delle teorie trasgender”.

 

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