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Raspini e Petretti: “Serve un’agenda 2030 della cura per la sanità territoriale” foto

La proposta dell'assessore e candidato sindaco e della consigliera Pd: "La politica deve lavorare affinché il cittadino viva bene"

“Per la sanità dobbiamo istituire una sorta di Agenda 2030 della cura, dove territorio, valorizzazione del materiale umano e qualità del lavoro diventano i capisaldi di ogni scelta dell’amministrazione pubblica”. Lo sostengono l’assessore comunale e candidato sindaco, Francesco Raspini, insieme con la consigliera comunale e referente sanità per il Partito Democratico di Lucca, Cristina Petretti.  

“La prossima amministrazione comunale – spiegano – avrà l’onore e l’onere di gestire, veicolare e sfruttare al massimo le tante risorse del Piano nazionale ripresa e resilienza. Certo, ci saranno i fondi per l’inclusione, per la transizione ecologica, per la sostenibilità e le infrastrutture ecologiche, ma buona parte della sfida che dovremo affrontare come territorio sarà quella della sanità e della salute pubblica. Non intesa solo come intervento nell’emergenza, con il potenziamento dei presidi ospedalieri, ma come stile di vita e metodo attraverso cui impostare l’attività amministrativa. Il futuro sindaco, nelle sue vesti di massima autorità sanitaria sul territorio, avrà questo compito, una missione”.

Tre i capisaldi individuati da Raspini e Petretti. “Territorio, prima di tutto – continuano – La sanità dovrà diventare sempre più territoriale, attraverso strutture, professionalità, soluzioni e strumenti che consentano alle persone di accedere con facilità e con continuità alle cure e ai percorsi di prevenzione. L’attenzione alla salute deve diventare promozione della salute: in questi anni abbiamo investito molto sulla cura, ma molto meno sulla prevenzione. I sistemi sanitari funzionerebbero meglio e sarebbero più efficienti se si investisse nella prevenzione, nella capacità cioè di non rendere cronica una patologia e di intervenire prima che un problema esploda e si trasformi in urgenza. Per fare questo significa che la promozione della salute deve diventare il filo conduttore di ogni scelta della futura amministrazione comunale, nella definizione dei programmi educativi e culturali, nella realizzazione dei lavori e degli interventi, nelle soluzioni sociali e inclusive, nella definizione delle politiche socio-sanitarie del territorio. Immaginiamo proprio una conversione complessiva di tutti gli assessorati alla promozione della salute: la politica deve lavorare affinché il cittadino viva bene”.

“Gli altri due aspetti, strettamente legati tra loro – concludono – sono la valorizzazione del materiale umano, rappresentato dal personale sanitario nella sua interezza, e la qualità del lavoro di quest’ultimo. Un sistema pubblico deve puntare a migliorare la qualità lavorativa dei propri dipendenti: non è possibile trattare queste persone, siano essi medici o infermieri o tecnici di laboratorio, come numeri, percentuali, freddi calcoli e prestazioni. Per avere livelli sempre più efficienti dobbiamo rendere attrattiva la possibilità di lavorare nella sanità pubblica, con opportunità di carriera e di crescita all’interno del proprio posto di lavoro, attenzioni particolari ai lavoratori, turni, scelte e azioni che mettano al centro la persona. Anche sotto questo aspetto la futura amministrazione comunale dovrà diventare un interlocutore ancora più solido: un servizio sanitario territoriale e ospedaliero efficiente e virtuoso, dove le persone lavorano e investono volentieri la propria vita e la propria professionalità, è un valore aggiunto per tutta la comunità, è un tassello imprescindibile per lo sviluppo e per la crescita della nostra città, della Piana di Lucca e, in generale, di tutto il territorio di questa parte di Toscana. E questo lo devono capire tutti: dagli amministratori locali ai rappresentanti regionali fino ai dirigenti delle aziende sanitarie”.

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