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Tetti: “Servono gli stati generali dell’ecologismo lucchese”

L'esponente di Europa Verde: "Centrodestra e centrosinistra si sono dimostrati inadeguati a raccogliere la sfida"

Lucca capitale verde e a misura d’uomo? L’obiettivo secondo Eros Tetti di Europa Verde è ancora lontano.

“Lucca – sostiene – sta vivendo un momento politico surreale: siamo davanti ad una completa destrutturazione sia del centrodestra che del centrosinistra, due fronti che stanno pagando l’inadeguatezza di adattarsi ai tempi che chiedono cambiamenti veloci, incapaci di proporre qualcosa di diverso e concreto per questa piccola grande città che potrebbe diventare, avendone tutte le caratteristiche, una capitale verde e una città a misura d’uomo ideale per il post pandemia e per affrontare la ben più difficile sfida dei cambiamenti climatici. Oggi vediamo in città dei fronti di lotta che si confrontano”.

“Da una parte lo scontro sulla ex Manifattura Tabacchi che l’attuale amministrazione sta cercando, goffamente, di alienare ad ogni costo mentre il fronte di molti cittadini, comitati e segmenti della città sta riuscendo a bloccare questa operazione segnando un punto importante e chiedendo a gran voce un percorso partecipativo sul futuro dell’immobile – va avanti Tetti -. Da un’altra parte, i comitati per San Concordio che cercano invano di difendere gli ultimi pezzi di verde dove l’amministrazione sta stendendo colate di cemento. Battaglie che il ben più goffo centrodestra cerca di intestarsi non avendo altro da proporre, ma che senza comitati e società civile non avrebbe avuto alcuna sostanza. A sei mesi dalle elezioni questi sono gli unici elementi di dibattito se escludiamo il chiacchiericcio narcisistico e personalizzato delle figure dei potenziali candidati Sindaco, prive di contenuti concreti ma basate solo su facce e nomi come se fossero garanzia di qualche cosa.
Purtroppo ed al solito, davanti a questo scenario, le forze che stanno cercando di cambiare le sorti della città arrivano sempre più stanche e sfrangiate, accumulando sentimenti che purtroppo fanno perdere lucidità e, a forza di combattere contro i capi locali, arrivano demoralizzati a partorire un topolino ovvero accontentarsi e trarre piacere dalla sconfitta dell’attuale governo, non valutando minimamente se i successori abbiano proposte adeguate per la città o se saranno addirittura peggio degli attuali”.

“Lungi da me, in questo contesto fare appelli al voto utile o roba del genere, ma – prosegue Tetti – non posso non valutare che ci si stia infilando in un cul de sac dal quale la città ne uscirà di nuovo sconfitta. Nel momento attuale lo scenario prevede un centrosinistra che punta a delle primarie dove si sono candidati, al momento, i due noti esponenti dell’attuale amministrazione Vietina e Raspini, entrambi Pd, soggetti che danno continuità all’attuale amministrazione. Il centrodestra si presenta frastagliato e mi sembra poco capace di gestire la situazione attuale non so se perché non riesca veramente a farlo oppure perché da qualche parte si preferisca la scesa in campo di Del Ghingaro che si ripropone per Lucca da sindaco di Viareggio (misteri della fede), tradendo inesorabilmente la fiducia degli elettori viareggini, fronte che comunque non presenta idee e visioni della città troppo diverse da quelle attuali anzi porterebbe in seno Italia Viva e Azione che notoriamente hanno visioni sviluppiste fuori tempo massimo e inadeguate per portare avanti un vero cambiamento per la città”.

“I comitati per conto loro – prosegue l’analisi di Eros Tetti – pensano di bastare alle necessità e potrebbero limitarsi a fare le pagelle per i candidati sindaco buttando alle ortiche tutto il faticoso lavoro fatto fin qui, magari poi ripulendosi la coscienza votando qualche lista dei ‘puri e duri’ perdente e minoritaria attendendo, da sconfitti, le nuove battaglie con la prossima amministrazione che, sono certo al 100%, non deluderà nel proporre fronti di scontro e di conflitto. Cose viste e riviste negli ultimi 20 anni che hanno portato solo la frantumazione dei comitati stessi che, come dissi già nel 2019 da presidente delle Rete dei comitati per la difesa del territorio, dovrebbero diventare oggi veri protagonisti del governo della regione e delle sue città portando le loro istanze dove contano, invece di continuare a rimanere in una posizione inefficace e inconsistente. Ma i comitati si sa, per questo nasceva nel 2009 la Rete, rimangono focalizzati troppo spesso solo sulla loro vertenza, cosa che andrebbe anche bene se la si usasse come effetto dimostrazione per cambiare le sorti generali, evidenziando come la radice di tutti i problemi sta in una società che ha come valore centrale la speculazione ed il profitto a discapito di tutto il resto. Serve invece, subito, l’unione del fronte ecologista, dei comitati e di tutti coloro che puntano ad un futuro verde e solidale della città, serve ora più che mai sporcarsi le mani e fare politica; Lucca non ha più tempo, Lucca non può aspettare altri 5 anni per vedere un’inversione di rotta. Possiamo oggi invece incidere nelle scelte della città ma dobbiamo attivarci subito con forza e decisione, dobbiamo aver coraggio di uscire dal cono d’ombra dei duri e puri. Dobbiamo immaginare la città come un treno che sta andando verso un baratro inesorabile e le uniche leve per cambiare rotta sono quelle della politica di governo. E è vero che da fuori si può vincere una battaglia, ma di solito si perde la guerra. Il resto della città e delle cose che ci riguardano lo decidono altri che non condividono i nostri valori, la nostra visione e la nostra direzione continuando in un circolo vizioso a sentirci non rappresentati”.

“Urgono – sostiene – gli Stati generali dell’ecologismo lucchese, urge una riflessione seria in tal senso con chi veramente ha il coraggio di vedersi come elemento di cambiamento delle politiche cittadine. Dobbiamo sentire il dovere di dare alle nuove generazioni un governo serio per l’ambiente rompendo quel bla bla bla che le nuove generazioni ci chiedono, quelle che dovranno affrontare sulla loro pelle le tante difficoltà di questo mondo malconcio, anch’esse ovviamente invitate a partecipare in prima persona. Se non lo faremo, poi non potremo lamentarci che vincono sempre i soliti e non cambia mai nulla”.

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