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Distretto di corte d’appello a Lucca, quel disegno di legge di Pera caduto nel vuoto. Il senatore: “A questa città manca lo slancio giusto”

Il latore del ddl del 1993 prende la parola: "Vedo poca voglia di cambiamento nel tessuto sociale e politico cittadino"

Istituire un distretto giudiziario a Lucca, che porterebbe ad una corte d’appello, ad una sezione del Tar e soprattutto alla creazione di una Dda (direzione distrettuale antimafia), una proposta che cadde nel vuoto. Eppure a 23 anni di distanza l’esigenza rimane attuale e per certi versi molto più indispensabile rispetto al passato. Attualmente in tutta la regione Toscana esiste solo il distretto di Firenze, con una sola corte d’appello, un solo Tar e una sola Dda per un territorio così vasto e con problematiche ancora più accentuate, specie sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. Eppure l’unico disegno di legge presentato in Parlamento risulta quello dell’ex presidente del Senato, il lucchese Marcello Pera, che provò nel 1998, sotto il governo Prodi, a sensibilizzare i colleghi per la creazione di un secondo distretto giudiziario a Lucca. Ma niente da fare, nessun altro si interessò all’argomento e il disegno di legge non fu mai nemmeno discusso in aula nonostante le insistenze dell’allora senatore Pera. Negli ultimi giorni Marcello Pera, 78 anni, è stato anche indicato da alcuni esponenti del centrodestra come possibile nominativo per la corsa al Quirinale. Ma sul punto l’ex senatore non ha inteso dire nulla.

Marcello Pera e l’invito a ritrovare l’orgoglio lucchese

A differenza della questione inerente la corte d’appello a Lucca. “Nel 1998 – afferma Marcello Pera – ho scritto e presentato il disegno di  legge numero 3064 agli atti del Senato e basta andare sul sito di Palazzo Madama per verificarne lo stato”. Al 9 giugno del 2000 risulta, in effetti, “Assegnato, non ancora iniziato l’esame”. Un esame che non è mai più iniziato. “Non vedo più da anni l’orgoglio dei lucchesi – continua Marcello Pera – e non solo in questa vicenda che resta fondamentale per mille motivazioni ma anche in senso generale. Nel mondo imprenditoriale, politico, nel tessuto sociale ed economico, ravviso da tempo la scarsa voglia di cambiamento, di reali modifiche per il rilancio definitivo del territorio e della Toscana. Sembra quasi che di Lucca non gliene importi più niente a nessuno, o quasi. Mancano iniziative forti, su vari fronti, adeguate ai tempi che viviamo e che vive il territorio lucchese e toscano in generale”.

Il cuore del disegno di legge del 1998

“La regione Toscana è l’unica grande regione italiana con una sola Corte di appello, situata nel capoluogo Firenze. Nel distretto della Corte di appello di Firenze sono compresi numerosi tribunali, e precisamente i tribunali di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo, Siena, Grosseto, Montepulciano, Livorno, Pisa e Lucca. Ciò ha determinato presso quella Corte un notevole carico di procedimenti pendenti, in materia civile e penale, che allunga i tempi medi di definizione delle cause alla durata di tre, quattro anni. Sappiamo che esistono proposte per la istituzione della sezione distaccata di Corte di appello in città diverse da Lucca; ma vorremmo ricordare che Lucca e stata, fino al 1923, sede di Corte d’appello e che il tribunale di Lucca è il più importante della Toscana, dopo quello di Firenze, per mole di affari trattati e per numero di operatori della giustizia”.

Conclusioni

Istituire un distretto di corte d’appello a Lucca, o comunque crearne una seconda in Toscana oltre a quella fiorentina, sarebbe fondamentale sia per lo smaltimento dei procedimenti civili e penali o amministrativi, perché poi potrebbe sorgere anche una seconda sezione del Tar, ma principalmente consentirebbe la creazione di un’altra Dda. Ricordiamo che la direzione distrettuale antimafia (nota come procura antimafia) è la denominazione della squadra di magistrati che compongono la procura distrettuale antimafia, che nell’ordinamento della Repubblica Italiana è l’organo delle procure della Repubblica presso i tribunali dei capoluoghi dei 26 distretti di corte d’appello, a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati di stampo mafioso e terroristico. Le procure distrettuali antimafia sono coordinate a livello nazionale dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dnaa), a sua volta incardinata nella procura generale presso la corte suprema di Cassazione. Superfluo sottolineare che nella lotta alle mafie in Toscana, che ormai agiscono e sono presenti da anni, sarebbe decisamente un enorme passo in avanti.

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