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Manifattura, Lucca in Azione: “Dalla maggioranza parole a vanvera: la vendita non è un’opportunità”

Il partito: "I commenti dopo l'asta rivelano ancora una volta la malafede di chi ha governato la città per nove anni"

“Le ultime affermazioni della maggioranza sulla vendita della parte più pregiata della manifattura rivelano ancora una volta l’inconsapevolezza o la malafede di coloro che hanno governato la città negli ultimi nove anni”. Così Lucca in Azione interviene dopo l’esito dell’asta per la porzione della parte sud dell’immobile.

Vendita all’asta di una porzione di manifattura sud, la maggioranza: “Opportunità notevole per il recupero del bene”

“Si afferma infatti che la vendita è stata fatta per ‘accelerare il recupero di tutto il grande complesso’, fingendo di non sapere che la parte nord è bloccata da una procedura fallimentare, che impiegherà molto tempo per essere districata, e che proprio la vendita della porzione della parte sud ha consegnato ogni residua possibilità di recupero del complesso nelle mani di un investitore privato, che determinerà ogni possibilità d’intervento futuro, anche in funzione delle servitù sulle parti comuni non debitamente specificate
nel bando – prosegue la nota -. Si afferma che ‘l’amministrazione Tambellini ha dimostrato così la concretezza della visione portata avanti
in questi anni in cui ha messo in campo un notevole sforzo perché, grazie anche al concorso di investitori privati, tutti gli edifici del complesso potessero essere recuperati’. Ma in effetti l’amministrazione Tambellini aveva ereditato un progetto unitario complesso già finanziato, che non ha voluto o saputo portare avanti, perdendo tutti i canali di finanziamento già avviati”.

“Si parla a vanvera di ‘ricucitura urbanistica con il resto della Città’ riferendosi indirettamente alla proposta di project financing che, se non fosse stata sventata, avrebbe devastato il precario equilibrio urbanistico e commerciale del centro storico. Si insiste nel sostenere che ‘l’edificio venduto potrà accogliere immediatamente una realtà produttiva’, riferendosi evidentemente a Tagetik, ma continuando ad ignorare che ciò non potrà avvenire sulla base di un parere legale pro veritate assunto dalla Giunta e che in ogni caso dovrà essere avvallato dal nuovo funzionario. Si continua a non credere o a fingere di ignorare che è necessario predisporre un piano attuativo dell’intero complesso (parte nord e sud), proprio perché il Comune possa restare ‘arbitro delle destinazioni urbanistiche e quindi dei progetti urbanistici che saranno proposti’, come dagli stessi affermato, senza capire che la vendita parziale ha posto nuovi ostacoli a tale procedura”.

“Si afferma impunemente che ‘in questi anni non è arrivata nemmeno una mezza proposta realmente attuabile, non un investitore che tirasse fuori un euro’, evidenziando l’incapacità di concepire solo i presupposti del rapporto di compartecipazione pubblico privato, dove la parte pubblica deve saper definire le scelte progettuali d’indirizzo e garantire prima di tutto la fattibilità urbanistica delle operazioni immobiliari,
con la predisposizione proprio di quegli strumenti che dopo nove anni e mezzo non sono ancora riusciti ad approntare, e dubitiamo che ciò possa avvenire entro i termini di mandato – conclude Lucca in Azione -. Crediamo che la campagna elettorale di fatto sia già impostata sulle macerie della Giunta Tambellini, che in dieci anni non è riuscita ad avere una visione, né a perseguire un’azione coerente con i propositi e le affermazioni contenuti nei programmi elettorali, sulla cui base ha ricevuto la fiducia della maggioranza degli elettori, non concretizzando nessun risultato, se non un riordino di bilancio fondato sulla vendita dell’argenteria di famiglia, alias i beni comuni”.

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