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Manifattura sud, Bindocci e Noferi (M5s): “La partecipazione è stata calpestata”

I consiglieri pentastellati: "Il fatto che l’asta se la sia aggiudicata una società unipersonale di recente costituzione con un capitale di 10 mila euro, non fa che aggiungere perplessità"

“Era già tutto previsto?”. A chiederselo sono la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Silvia Noferi e il consigliere comunale Massimiliano Bindocci, che ripercorrono le tappe che hanno portato alla vendita di una porzione di manifattura sud.

“Come M5S ci siamo sempre stati a favore della democrazia diretta e della partecipazione popolare, per questo vedere i comitati che hanno raccolto 1400 firme di cittadini lucchesi per chiedere il processo partecipativo, costretti ad un gesto dimostrativo come quello di bruciare le firme in piazza, non può che farci indignare – spiegano i consiglieri pentastellati -. Dovrebbero essere indignati però anche tutti i simpatizzanti del Partito democratico che in Regione dovrebbe dare una risposta a quelle firme entro 30 giorni; ne sono passati quasi oltre 50 e la Regione non si è minimamente mossa. In fondo è lo stesso disprezzo verso la volontà popolare che negò il processo partecipativo a una mozione presentata in consiglio regionale da più forze politiche di opposizione. Processo partecipativo che era stato inutilmente chiesto anche da una mozione in consiglio comunale cofirmatario Massimiliano Bindocci”.

“La raccolta firme chiedeva un processo partecipativo che, nei tre mesi previsti dalla normativa, esaminasse le possibilità di recupero dell’ex-manifattura sud, ne studiasse democraticamente le possibili destinazioni e infine desse delle indicazioni alla parte politica. Un processo democratico cui avrebbero potuto partecipare anche la Fondazione Crl, Music Innovation Hub e altre associazioni, portando il loro contributo per risolvere rapidamente ed in modo condiviso la destinazione e il recupero dell’ex manifattura sud – concludono -. Il processo partecipativo non c’è stato, il Comune ha deliberato l’asta pubblica, e ai comitati non è rimasto che questo gesto estremo, simbolico, per richiamare l’attenzione su questo disprezzo verso i cittadini. Il fatto che l’asta sul lotto della manifattura ed anche quella del Palazzo Bertolli se la sia aggiudicata una società unipersonale di recente costituzione con un capitale di 10 mila euro, non fa che aggiungere altre perplessità. Era già tutto previsto?”.

 

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