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Caro bollette, pensioni e ‘no’ al governo Draghi: Rifondazione si mobilita

A breve la raccolta firme nelle piazze per chiedere il pugno duro del governo contro l'aumento delle bollette

“Basta rapine su salari, stipendi e pensioni”. Con questo motto Rifondazione comunista ha dato il via alla campagna nazionale contro l’aumento delle bollette, il ‘ripristino’ della legge Fornero e per dire ‘no’ al governo Draghi.

Una campagna che approderà anche a Lucca nelle prossime settimane con la sezione lucchese del partito che, una volta avuto l’ok dal Comune, sarà presente nelle piazze e nei mercati del territorio con gazebo e banchetti per raccogliere le firme da inviare poi, tramite il prefetto, a Roma. A spiegare i motivi della mobilitazione sono stati questa mattina (03) davanti al loggiato di palazzo Pretorio Giuseppe Matteucci, Franco Fantozzi, Roberta Bianchi e il segretario della sezione lucchese del partito Giulio Strambi.

“La situazione in Italia è drammatica, la pandemia si è aggiunta a problemi già ben radicati nel paese come la precarietà e la disoccupazione giovanile – spiega Strambi -. A questo quadro, già di per sé disarmante, a gennaio si andranno ad aggiungere i rincari del 50% nella bolletta del gas e del 30% nella bolletta della luce. Questi aumenti andranno a colpire soprattutto le persone che già faticano ad andare avanti e per questo deve essere evitata. Con questa raccolta firme noi pretendiamo che il governo intervenga in maniera pesante, andando a colpire l’Iva, le accise e le compagnie dei servizi, non le famiglie già in difficoltà. In questo senso invieremo anche al consiglio comunale un ordine del giorno per sollecitare misure contro il carovita”.

Oltre ai rincari, a essere nel mirino della campagna promossa da Rifondazione Comunista c’è la questione delle pensioni, e di conseguenza il problema dell’occupazione giovanile. Nonostante il margine di miglioramento che i dati Istat lasciano intravedere, con la disoccupazione giovanile scesa al 28,2% a ottobre rispetto al 29,6% di settembre, il tasso italiano rimane il terzo più alto in Unione europea dopo Grecia e Spagna.

“Noi siamo contrari alla cancellazione di Quota 100 e al ripristino della legge Fornero – aggiunge Strambi -. Al contrario proponiamo di portare all’età di 60 anni o a 40 anni di contributi la pensione per gli uomini, 55 anni o 35 di contributi per le donne. Dare la possibilità di andare in pensione prima, e non a 70 anni, può dare risposte anche a livello occupazionale: se gli anziani non vanno in pensione i giovani non trovano lavoro. Continueremo poi la nostra battaglia per portare la pensione minima a mille euro e rilanciare l’intervento dello stato per creare lavoro”.

Intanto domani (4 dicembre) a livello nazionale andrà in scena il No Draghi day, con il sindacalismo di base che scenderà in piazza a Firenze per manifestare contro la manovra economica del governo. Alla manifestazione aderiranno anche Rifondazione Comunista e Potere al popolo Lucca.

 

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