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Primarie, Lazzarini: “Serve un confronto all’americana tra i due candidati”

L'architetto: "Non si capisce bene in cosa differiscano le loro visioni di Lucca nei prossimi anni"

Un confronto all’americana per le primarie di centrosinistra. A chiederlo è il commercialista Giorgio Angelo Lazzarini.

“Qualora decidessi di votare il candidato sindaco del Partito democratico alle prossime elezioni comunali, devo dire che ad oggi non avrei elementi sufficienti per preferire alle primarie il candidato Raspini o la candidata Vietina. Al di là delle persone e del fatto che io conosca meglio l’una piuttosto che l’altra, non ho capito bene in cosa differiscano le due candidature – va avanti Lazzarini -. Certo, si sa che Raspini è più organico al partito, soprattutto all’area che fa capo al nuovo segretario nazionale, mentre la Vietina ha una lunga tradizione di appartenenza al mondo cattolico con riferimento anche a quello del volontariato. A parte ciò non si capisce bene che visione di Lucca abbiano per i prossimi cinque o dieci anni i due candidati e soprattutto in cosa differiscano le loro visioni. Queste differenze dovrebbero spiegarle meglio ai cittadini. Ad esempio potrebbe essere organizzato un confronto all’americana, come succede per le primarie statunitensi. Altrimenti tutto diventa edulcorato e indistinto, rischiando di impoverire un momento altamente democratico come quello delle elezioni primarie”.

“E’ importante sapere, soprattutto sui grandi temi, quale sarebbe la differenza tra le due linee amministrative – prosegue Lazzarini -. Perché si dovrebbe scegliere Raspini o la Vietina? Un confronto diretto, incalzato dalle domanda dei giornalisti, è quanto mai necessario al di là delle affermazioni di principio e delle dichiarazioni generiche. L’aver governato insieme nella giunta Tambellini per quasi dieci anni, senza che si siano mai appalesati contrasti, potrebbe far immaginare che non vi sia sostanziale differenza tra i candidati ed è proprio per questo che occorre che i due spieghino bene le loro diversità. Un confronto magari televisivo, oppure al teatro del Giglio, potrebbe davvero accendere quest’ultimo frangente di campagna elettorale per le primarie e far capire meglio chi dei due preferire”.

“Per quanto riguarda il centro destra invece, sarebbe riduttivo pensare che i contrasti siano di tipo personalistico. I nomi sentiti sono tutti molto validi, quindi un gioco di squadra sembrerebbe il migliore. Ma trattandosi di una coalizione (mentre le primarie del centrosinistra si riducono di fatto ad un solo partito, il Pd), è chiaro che nel centrodestra la composizione del quadro è più articolata e merita quindi una riflessione approfondita. Una cosa è certa però, come tra i due candidati delle primarie del centrosinistra si richiede di capire quale siano le differenze – conclude Lazzarini -. Occorre capire bene in cosa il centrodestra, relativamente alla nostra città, si debba presentare come alternativo al centrosinistra. A primavera dovranno essere spiegate le differenze in maniera chiara. Perché il rischio di una sempre maggiore omologazione amministrativa sussiste non solo all’interno del centrosinistra, ma anche tra centrodestra e centrosinistra. Sarebbe bene invece che vi fosse, per il bene della democrazia, uno spiccato e, ovviamente leale e costruttivo antagonismo. Ma soprattutto, ogni volta che si presenta un confronto elettorale devono essere chiare le differenze sui grandi e piccoli temi riguardanti il nostro futuro”.

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