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Gli ex candidati sindaco all’opposizione: “Primarie del centrosinistra, sedi dei seggi affittati a prezzi irrisori”

La nuova polemica alla vigilia del voto

Le primarie del centrosinistra… scaldano l’opposizione. Gli ex candidati sindaco del centrodestra e del M5S, infatti, contestano alcuni aspetti della consultazione di coalizione che si svolgeranno domenica (19 dicembre).

Puntando il dito su alcuni aspetti: “Costi di affitto irrisori, nessuna delibera di concessione, nessun rispetto dei regolamenti sulla presenza di personale comunale, nessuna polizza assicurativa o sanificazione obbligatoria”. È questa l’accusa dei consiglieri ed ex candidati sindaco Fabio Barsanti (Difendere Lucca), Massimiliano Bindocci (5 Stelle) e Remo Santini (SìAmoLucca), dopo un accesso agli atti, da cui hanno dedotto come “il Pd abbia pagato soltanto 75 euro per ben cinque immobili pubblici sparsi sul territorio per essere adibiti a seggio per le primarie di domenica prossima”.

“Il Pd, nonostante abbia sedi proprie sul territorio, organizza le primarie utilizzando i beni comuni come fossero propri – dichiarano in una nota i tre consiglieri – pagando la misera somma di 75 euro per la concessione di ben quattro ex scuole elementari e una sede di circoscrizione. L’amministrazione ha dunque concesso l’uso di locali pubblici, per l’intera domenica 19, facendoli pagare 15 euro l’uno. Una cifra la cui ricevuta di versamento, guarda caso, risale proprio a lunedì 13 dicembre: ovvero la data in cui è stato effettuato l’accesso agli atti che ha fatto chiarezza sulla situazione”.

“Inoltre – prosegue le nota – non è previsto l’impiego di personale pubblico, a differenza di ciò che avviene con la concessione di qualsiasi locale comunale. Si tratta di un ulteriore risparmio di costi per i responsabili del Pd, a cui vengono date le chiavi di immobili comunali senza alcuna regola. Ma non è finita qui: non è prevista alcuna stipula di polizze assicurative, essendo a carico del referente per le elezioni primarie l’eventuale responsabilità per danni a cose o persone. Infine, la sanificazione dei locali è a carico degli organizzatori. Ci chiediamo inoltre, visto che non è stato specificato diversamente, chi paga le spese di corrente elettrica e riscaldamento. Oppure dovremmo credere che siano ricomprese nelle 15 euro di tariffazione?”.

“Si tratta di una gestione grave della cosa pubblica – prosegue la nota – e di una marcata iniquità di comportamento rispetto a tutte le altre associazioni, che invece devono rispettare la burocrazia e pagare ben altre cifre. Ecco cosa sono le primarie del Pd fuori dalla retorica del centrosinistra: sono l’esempio di come vorrebbero continuare a governare la città. Per questo motivo abbiamo protocollato un’interrogazione – concludono Barsanti, Bindocci e Santini – e ci riserveremo di verificare nelle sedi opportune la regolarità della procedura e la congruità delle cifre”.

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