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Sondaggio sul Comune, Santini (SiAmo Lucca): “L’ente nella replica conferma la natura elettorale”

Il capogruppo in Consiglio: "Accesso agli atti per capire quanto è stato speso e capire altri dettagli poco chiari dell'operazione"

“Nel maldestro tentativo di smentire (per come è strutturato) la natura elettorale del sondaggio commissionato a Demopolis, il Comune non solo conferma di aver dato mandato a svolgere la rilevazione demoscopica, ma racconta una serie di inesattezze per giustificarla allo scopo di nascondere quella che è un’evidente e grave scorrettezza”. È la replica di Remo Santini, capogruppo della lista civica SìAmoLucca, sul caso della consultazione avviata dall’amministrazione attraverso una serie di questionari arrivati via mail a decine di lucchesi.

“Per difendersi, il Comune sottolinea come l’indagine misura solo i bisogni espressi dai cittadini e il gradimento delle prestazioni erogate dal Comune, e che questo è previsto fra le attività istituzionali raccomandate dal dipartimento della funzione pubblica del ministero della pubblica amministrazione per misurare la produttività e l’efficienza dell’ente e migliorare la soddisfazione dei cittadini e delle imprese per i servizi offerti – spiega Santini – Infatti dovrebbe essere così. Peccato però che il sondaggio che contestiamo non si limiti a rilevare il tasso di gradimento dei servizi pubblici e ad avere indicazioni per migliorarli, piuttosto invece la gran parte della domande chiede l’opinione dei cittadini sulle politiche amministrative portate avanti dalla giunta, in merito a interventi addirittura ancora da realizzare. Quindi la gran parte dei quesiti posti dal sondaggio (giudizio sull’operato di Tambellini, richieste di indicazioni da parte dei lucchesi su quali soluzioni ritengono migliori o suggeriscono per il recupero dei grandi contenitori, apprezzamenti o meno sulla costruzione dell’asse suburbano e del nuovo ponte sul Serchio, o ancora sulle priorità in merito alle opere da realizzare, scegliendo da un preciso elenco) sono palesemente in contrasto con la direttiva del ministero“.

Ma Santini aggiunge un’altra considerazione. “Se già questo di per sé è sufficiente per capire come sia strumentale la costruzione del sondaggio, c’è un altro elemento che è prova schiacciante: ovvero che l’indagine demoscopica, epurata ovviamente dalle domande non previste dalla direttiva ministeriale, avrebbe avuto un senso a metà mandato, per migliorare l’azione di governo. Non certo a quattro mesi dal voto per scegliere il nuovo sindaco. Ecco perché ritengo che questa sia la conferma, insieme alla modalità con cui si sono scelte le domande da porre,  della natura elettorale del sondaggio: purtroppo pagato con soldi pubblici, e con dati che possono essere utilizzati per altri scopi ( il prossimo appuntamento con le urne) dal centrosinistra che sta guida l’amministrazione. Nel frattempo ho già protocollato la richiesta di accesso agli atti per capire quanto è stato speso e avere documenti su altri dettagli poco chiari dell’operazione”.

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