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Partecipazione, Tetti (Europa Verde): “Democrazia sempre più lontana dai cittadini, lo dimostra il caso manifattura”

L'esponente del partito: "Non accettiamo che i processi sociali vengano soffocati con questa facilità"

“Dopo che i comitati locali hanno raccolto oltre 1400 firme per decidere sul futuro della ex manifattura tabacchi e al contempo usarlo come perno per riflettere sul futuro della città stessa, e dopo che il percorso aveva ottenuto un giudizio positivo dal garante regionale per la partecipazione, non viene poi approvato perché l’amministrazione non ha dato parere positivo, che per la legge regionale è un veto fondamentale. E’ una modalità di azione e di funzionamento aberrante, che blocca di fatto un processo importante di cittadinanza attiva e riconsegna il futuro della città alla democrazia rappresentativa, oggi più che mai barricata e lontana dai cittadini e sempre meno rappresentativa. Oltre ovviamente ad evidenziare i limiti della legge regionale che risulta una mera foglia di fico e andrebbe rivista per facilitare certi processi e non ovviamente per peggiorarla ulteriormente, come qualcuno propone da un po’”.

Parole del coportavoce di Europa Verde Eros Tetti, che a partire dalla questione dell’ex manifattura tabacchi di Lucca denuncia una sempre minore utilizzo dei percorsi politici partecipativi sulle problematiche di maggiore rilevanza per i cittadini. 

“Per noi di Europa verde – continua Tetti – la partecipazione è un motore imprescindibile della democrazia reale e non possiamo accettare che certi processi sociali vengano soffocati con tale facilità, soprattutto davanti all’attuale fallimento della politica nella difesa e cura del territorio, sia locale che nazionale, e l’assoluta mancanza di azioni per fronteggiare la crisi climatica e ambientale che dobbiamo affrontare per non parlare poi, tema oggi più che mai sentito, dello smantellamento della sanità”.

“Invito pertanto i territori ad auto organizzarsi percorsi partecipativi che avevano pensato, in piena visione di autogoverno, cercando di coinvolgere più persone possibili per far emergere, puntando sull’intelligenza collettiva, quello a cui nessuno aveva ancora pensato e farlo diventare proposta concreta, con cui gli eletti non potranno non confrontarsi”.

“Dunque laddove i cittadini chiedano di partecipare e di essere protagonisti del futuro dei propri luoghi di vita, i percorsi partecipativi, nel limite del ragionevole, devono esser lasciati svolgere: starà poi ai rappresentanti politici capire come gestire e comporre al meglio il risultato che ne emerge. Altrimenti il messaggio che passa è unico ed inequivocabile: non disturbate il manovratore”.

“La partecipazione è un punto fondante dello statuto della Regione Toscana a cui è dedicato tutto il Titolo VIII composto da ben 7 articoli, questo pilastro ha poi fatto nascere, e non poteva essere diversamente, la nota legge regionale sulla partecipazione, uno strumento apparentemente moderno che dovrebbe aiutare la transizione da una democrazia rappresentativa ad una democrazia sempre più reale e partecipata. Pertanto nei principi la regione Toscana si fregia di essere un’avanguardia, però, dopo vari anni di attività sui territori e tra i comitati, devo ravvisare che questa sia solo facciata e praticamente vuota di sostanza. In estrema sintesi i percorsi partecipativi vengono usati solamente quando fanno comodo o per decidere su progetti già allo stadio finale dove si chiama il cittadino a scegliere su questioni terziarie come, per esempio, se per una determinata struttura preferiamo le finestre gialle o rosse, banalizzando di fatto il processo partecipativo stesso”.

“Non chiediamo, ovviamente, che un’amministrazione faccia partecipazione su tutte le scelte che deve compiere e governare, condannandola all’ingessatura, però di sicuro sui temi più sentiti, e soprattutto dove si aprono grosse vertenze o su progetti che avranno un forte impatto sugli abitanti di quell’area: questo è politicamente ed eticamente obbligatorio”. conclude l’esponente di Europa Verde.

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