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Baronti: “Gli assi viari? Una follia che politici miopi ripropongono senza vergogna”

L'ex assessore regionale all'ambiente: "L'opposizione al progetto sarà dirimente per le prossime amministrative"

“Gli assi viari si faranno? Non è detta l’ultima parola”. Ne è convinto Eugenio Baronti, ex assessore regionale all’ambiente.

“Quarant’anni di discussioni e progetti sui grandi assi viari per Lucca – afferma -, un’opera devastante e inutile che, qualora iniziasse la realizzazione entro il 2023, sarebbe pronta, se tutto va bene, nel 2030. Un progetto nato negli anni ’80 del secolo 900 e riproposto, come se niente fosse, nel 2022, nell’epoca dell’emergenza climatica e delle tante chiacchiere a vuoto sulla transizione ecologica. Una follia che solo una classe dirigente miope e con la testa rivolta all’indietro può ancora riproporre senza vergogna”.

“Ecco, l’opposizione a questo progetto è sicuramente un punto dirimente e qualificante per le prossime amministrative – sostiene Baronti -, i favorevoli sono trasversali, sono per gli assi viari il centro sinistra, in primis il PD, li vuole il centro destra compatto e unito e pure il terzo polo centrista che addirittura va in brodo di giuggiole per la nomina di un commissario, gli unici che si sono sempre opposti e hanno sempre manifestato contro, sono le forze della sinistra radicale, gli ambientalisti e comitati di cittadini. Se davvero vogliamo cancellare questo progetto è venuto il tempo di costruire una alternativa a tutti e due questi schieramenti, in questo momento non c’è un’altra possibilità e non c’è più tempo da perdere se vogliamo fermarli”.

“Hanno nominato un super commissario alla realizzazione degli assi viari, un ingegnere dell’Anas, ed hanno già iniziato a fare i sopralluoghi nei campi che verranno coperti ancora da catrame e cemento per spaccare in due la piana di Lucca. Dai due schieramenti – prosegue ancora la sua analisi Baronti – si leva alto il plauso per questo futuro scempio ambientale, dalla parte di chi si oppone però, potrebbe esserci una grande opportunità: costruire per le prossime elezioni amministrative a Lucca, una coalizione plurale rosso verde e civica. Non una lista unitaria ma più liste in rappresentanza delle diverse sensibilità politiche che al primo punto del suo programma scrive nero su bianco, che questo progetto anacronistico va definitivamente abbandonato per sempre, senza se e senza ma, e nel contempo, mette in campo idee e azioni per costruire una nuova cultura per la mobilità delle merci e delle persone adeguata ai nuovi bisogni ed esigenze della società del XXI secolo”.

“Un programma centrato su questo obiettivo prioritario – va avanti -, con altri 3 o 4 punti qualificanti, come la proprietà pubblica della ex Manifattura la cui destinazione futura dovrà essere decisa da un percorso democratico e partecipato; la difesa dei servizi e dei beni comuni, perché l’acqua, la gestione dei rifiuti, il gas, i trasporti, non possono e non devono essere messi dentro ad una grande multiutility quotata in borsa; i servizi essenziali non sono una merce qualsiasi da vendere sul mercato. Pochi obiettivi, perché tanto i grandi programmi complessivi, quelli che dicono tutto di tutto, per accontentare tutti, fanno sempre la stessa fine: dimenticati dentro un cassetto il giorno dopo le elezioni”.

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