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Lucca 2022, Bindocci (M5S): “E’ l’ora di cambiare la città, anche con una coalizione larga e senza steccati”

Il consigliere comunale accoglie l'appello degli ex sindacalisti Bertini e Franchi: "Il Comune sia davvero un bene della comunità"

Una larga coalizione antioligarchica, ambientalista e di impegno civico. E’ questa la proposta fatta verso le amministrative a Lucca da parte di Virgilio Bertini e Umberto Franchi, ex sindacalisti. Una proposta che accoglie e rilancia Massimiliano Bindocci, consigliere comunale M5S.

“Mi è piaciuto – dice Bindocci –  l’appello di Virginio Bertini e Umberto Franchi, che pur essendo due sindacalisti in pensione, con lettura sociale secondo me in alcuni punti da aggiornare, mostrano di avere molto coraggio e lucidità, che manca a coloro che fanno politica rincorrendo i like sui social, senza mai attaccare i potenti, ambendo a qualche piccola poltroncina, o anche per il solo profumo del potere o peggio per fare anche solo gli zerbini dei potenti. Oggi è l’anniversario della morte di Gramsci e mi viene in mente il suo invito a prendere parte, a scegliere. Dopo 10 anni di Tambellini con alcuni risultati – ha effettivamente raccolto macerie – ma con diversi errori anche gravi, credo che sia il momento di prendere posizione”.

“Condivido la necessità di provare a cambiare radicalmente le cose, e la necessità di mettere insieme istanze diverse, rubando lo slogan ad una nota vertenza, direi ‘insorgiamo’. È necessario a mio parere voler fare del Comune di Lucca la casa di cristallo, la casa della trasparenza violata (si pensi alla vendita a ignoti della manifattura), della partecipazione ignorata, dell’ambiente poco rispettato, delle scelte forti, del rispetto delle attività commerciali, dei professionisti, dell’artigianato e dei lavoratori degli appalti. Questi soggetti quando vengono in Comune devono sentirsi a casa. Dobbiamo saper tornare ad esempio indietro ad esempio su San Concordio, bisogna tirare fuori tutto quello che c’è sul condotto pubblico, bisogna fermare lo scempio degli assi viari, fare una mobilità veloce di superficie, garantire una sanità efficiente, si deve riqualificare parchi e strade, rendere più bello il centro ma non dimenticare le periferie, rivedere subito il Piano Operativo. Le cose da dire sono tantissime. Nell’anno della crisi pandemica con molti nuovi poveri si deve saper fare una politica dell’abitare più efficace, e sostenere chi non ce la fa. Ci vuole un cambiamento, la gente è stanca della lotta alle poltrone, delle parole dei politici. Ascolto spesso studenti, pensionati, artigiani, commercianti, imprenditori, mamme, padri, nonni, nonne, che vivono una crisi difficile, e cercano nel comune servizi e risposte ai loro bisogni. Non ne possono più delle chiacchiere, dell’incompetenza e dell’inefficienza. Quindi dobbiamo provare a presentare a Lucca una possibilità di scelta contro ogni logica clientelare, per una Lucca dove non ci siano poteri forti, o potentati, né logiche amicali od oligarchie“.

“È l’ora di cambiare qualcosa – afferma -, senza farsi tanti steccati mentali, superando barriere e schemi epocali, figli della guerra fredda, voglio estremizzare la loro proposta, davvero si provi a cambiare qualcosa con chi ci sta, senza farsi i problemi dei simboli, e delle alleanze e dei veti romani. Altrimenti si scade nella guerra degli assessorati e delle poltrone che non ci sono, come si legge in questi giorni. Troviamoci insieme a ambientalisti, civici, uomini di buona volontà, liberali, uomini di sinistra, semplici cittadini, ma anche persone nuove alla politica, studenti, e definiamo dei punti comuni, degli obiettivi, dei metodi, oltre a dei criteri trasparenti per individuare il candidato sindaco e procediamo. Come si sono comportati in questi anni i politici locali lo abbiamo visto, se vogliamo cambiare bisogna essere diversi fin dall’inizio, per cui senza pregiudizi, iniziamo a fare un ragionamento insieme, con lo spirito di chi vuole davvero che il Comune di Lucca sia un bene della comunità”.

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